Ferrara: "Napoli, si è perso un anno. Sarri non sbagliava. Tre big in lista di sbarco"

Liberato Ferrara, giornalista, si è soffermato sul mercato in entrata e in uscita del club azzurro in vista della prossima stagione.
Il giornalista Liberato Ferrara ha scritto un articolo su Persemprenapoli.it: "Ultima domenica senza serie A. Di qui a fine stagione poi non ci saranno più soste. Inutile negare però che adesso come adesso ai tifosi azzurri del campionato frega poco o nulla. I motivi li sapete, inutile ripeterli. Poi come al solito il bicchiere lo si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto. C’è la grande delusione di non essere mai stati in lotta per lo scudetto; ma c’è chi sorride al pensiero che il Napoli, tolta la Juve, non ha rivali".
Ferrara ha poi aggiunto: "Personalmente, ma è opinione “opinabile”, il bicchiere è decisamente mezzo vuoto. Al di là del valore della Juve il passo indietro rispetto allo scorso anno è nei numeri. Se il secondo posto è blindato è perché le altre hanno fatto decisamente di peggio, c’è poco da essere allegri. Chiariamo un concetto: in se il secondo posto è un risultato eccellente. Ma un conto è essere secondi, dopo essere stati in lotta fino alla fine, altro è essere fuori dai giochi alla terza giornata, come capitato quest’anno. La delusione maggiore nasce dalla considerazione che si è perso un anno. Che fosse finito un ciclo lo sapevamo tutti. Era il caso di farne partire subito un altro. Invece no. Fa ridere chi dice che quest’anno Ancelotti doveva valutare il materiale a disposizione. Ma secondo voi Ancelotti non conosceva per filo e per segno i giocatori del Napoli? Si è perso un anno, per assecondare la volontà presidenziale di vedere in campo quei giocatori che con Sarri avevano poco spazio. Come se Sarri fosse autolesionista e tenesse fermi in panchina potenziali fenomeni. Per tutta evidenza quelli che non giocavano con Sarri meritavano di non giocare. Nel frattempo si è perso un anno".
"Adesso - ha continuato Ferrara - siamo punto e da capo. C’è da rinnovare in qualche ruolo, alcuni ultratrentenni devono essere sostituiti, o quanto meno si deve mettere al loro fianco qualcuno di valore che possa permettergli di rifiatare. Chiariamo: giocatori come Albiol e Callejon possono essere utilissimi ancora per qualche anno. Ma non potranno più garantire 50 partite a stagione. In ogni caso vale la pena di tenerli, perché col prezzo della loro cessione non si potrebbe prendere di meglio. Mertens merita una considerazione a parte, magari lui ha una valutazione più alta. Questi sono problemi prevedibili, la speranza è che in società ci si stia attrezzando sin da adesso. Poi ci sono possibili buchi non prevedibili. Ci sono almeno tre giocatori che sono potenzialmente in lista di sbarco: Koulibaly, Allan e Insigne. Per il franco senegalese si sta per aprire un’asta micidiale, è il più forte al mondo nel suo ruolo. Allan voleva andare via già a gennaio. Quanto a Insigne a parole vuole restare, ma se cambi procuratore e prendi Raiola sai bene a cosa vai incontro. Cedere un calciatore, per quanto forte o fortissimo, non è mai un dramma. Perché coi soldi incassati si può fare una squadra addirittura più forte. Ma il problema è questo. Se vendi Allan e Insigne e poi davvero prendi Isco e Casemiro dal Real, e semmai qualche giovane di valore vicino, la squadra è più forte. Ma se prendi solo giovani per quanto interessanti, la squadra si indebolisce. Qualcuno dirà: quest’anno con Meret e Fabian Ruiz sono arrivati giocatori giovani e fortissimi. Vero, per amor di Dio. Ma cominciamo col dire che sono stati pagati tantissimo, il che significa che non erano scommesse. E poi per quanto bravi non hanno esperienza, e l’esperienza anche in campo è un valore fondamentale".







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