Ferrara: "De Laurentiis non ha mai accontentato gli allenatori: ci fu una sola eccezione, Marino..."

Liberato Ferrara, nel suo editoriale, si è soffermato, tra le altre cose, su quanto sta accadendo in casa Napoli dopo una prima parte di stagione molto deludente.
Il giornalista Liberato Ferrara ha pubblicato un articolo su persemprenapoli.it. Ecco quanto si legge: "Chiariamo un concetto: non è stato Sarri a costruire quella squadra perfetta. Lui arrivò a Napoli con il chiodo fisso di giocare col trequartista. Saponara era il suo mantra, arrivò a dire che era da prendere immediatamente, altrimenti sarebbe stato fuori portata per le società italiane. Saponara, ovviamente, a Napoli non è mai arrivato. Sarri fu costretto a cambiare. E come per incanto si trovò tutte le pedine al posto giusto. Il Napoli di Sarri, nato dalle ceneri del 4-3-1-2 si ritrovò col portiere più bravo al mondo a giocare coi piedi. Albiol e Koulibaly per incanto si incastrarono perfettamente".
"A centrocampo Allan - si legge - , appena arrivato, si integrò misticamente con Hamsik e Jorginho. A dire il vero Jorginho non era neanche titolare. Doveva giocare Valdifiori, anche se pochi lo ricordano. Così come Ghoulam inizialmente non trovava spazio. Gli veniva preferito Maggio, con Hysaj a sinistra. In avanti il Pipita si scoprì da pallone d’oro. Insigne (e Mertens) e Callejon perfetti per quel gioco. Sarri ovviamente ci mise tanto del suo. La maniacale attenzione ai particolari. Allenamenti fermati per spostare di pochi centimetri la posizione in campo di un difensore. E tutto il resto. C’era tanto di Sarri in quel Napoli, ma quella squadra era stata trovata quasi per caso. Non c’è stato nessun acquisto mirato. Dire che De Laurentiis non ha seguito le indicazioni di Ancelotti è vero, ma non è tutta la verità. La verità è che il presidente non ha mai seguito le indicazioni degli allenatori. Almeno da quando fa lui il mercato. Marino prese Cigarini su indicazione di Donadoni. Donadoni arrivò alla settima partita prima di essere esonerato. Cigarini è rimasto a lungo sullo stomaco. In linea di principio è giusto che a fare il mercato non sia l’allenatore, ma la società. Solo che serve qualcuno che sia esperto di calcio. Altrimenti si possono prendere anche buoni calciatori. Ma non si fa una squadra".







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