Ferrara: "Basta essere troppo aziendalisti". Frecciata ad Ancelotti: "Uno con le palle..."

Liberato Ferrara, giornalista, nel suo editoriale si è soffermato su Carlo Ancelotti e sul momento della compagine azzurra.
Il giornalista Liberato Ferrara ha pubblicato un articolo sul suo sito persemprenapoli.it: "Il giorno della sua presentazione Ancelotti ha detto, forte e chiaro due cose: è aziendalista, ed il suo compito è far felice il presidente. Concetti condivisibili. Tutti dovremmo essere aziendalisti, e curare gli interessi del datore di lavoro: in fin dei conti si è pagati per questo. Sta di fatto che una squadra di calcio è un’azienda atipica. E’ privata, ma di interesse pubblico. Si deve dar conto non solo al datore di lavoro, ma anche ai tifosi, che in un certo senso si ritengono i veri proprietari dell’azienda. Questo lungo “papiello” per dire che il ruolo di Ancelotti in questo Napoli è decisamente complesso. Perché è agli occhi dei tifosi il garante della società. In tanti hanno dato credito a certe scelte del presidente perché avallate dal tecnico. Carletto, a differenza di qualche suo collega, non si è lamentato per nulla del mercato fatto a luglio, tanto meno di quello fatto a gennaio. Ha detto esplicitamente di essere completamente soddisfatto dell’organico a sua disposizione. In questo modo ha messo il presidente al riparo da critiche, ma si è assunto un rischio pazzesco (per altro molto ben remunerato, visto lo stipendio). In estate ha accettato una rosa in cui c’erano giocatori che con Sarri non avevano giocato col contagocce. A gennaio ha accettato la partenza di due centrocampisti, senza che arrivasse alcun sostituto. Più in generale ha accettato di lavorare con una squadra che da tre anni era abituata a giocare in un certo modo. Salvo poi cambiare quel sistema di gioco, con giocatori magari poco adatti al suo. Con le partenze di Rog e Hamsik il Napoli si trova con in rosa 4 centrocampisti di ruolo, più Callejon, che ha sempre giocato da esterno offensivo. Di questi 4, uno, Diawara, si è rotto, pare per tutta la stagione. E’ bastato un’influenza a Fabian Ruiz, per essere costretto a giocare con un attaccante come mezzala".
"Non solo: l’infortunio di Albiol - ha continuato Ferrara - era noto, si sapeva che c’era il rischio di una operazione. Nonostante questo a gennaio non è arrivato nessuno, pur avendo Chiriches reduce da lungo infortunio, e per altro da sempre soggetto a noie muscolari. E così in Europa League in campo ad un certo punto come centrali difensivi c’erano un ragazzino al debutto europeo, ed un terzino. Sfortuna? Assolutamente no, nel calcio ci sono rose ampie proprio perché si sa che un infortunio o una squalifica sono sempre possibili. Si capiscono le motivazioni della società, ma Ancelotti davvero era convinto della bontà delle operazioni? Il rischio che corre è che alla fine la colpa sarà solo sua: il presidente sembrerebbe averlo accontentato in tutto, visto che non si lamenta. Nel frattempo il Napoli in campionato è l’ombra di quello dello scorso anno. Le vincesse tutte di qui alla fine in ogni caso farebbe meno punti dell’ultima stagione. E con la rosa ai minimi termini se anche non ci fossero più infortuni o squalifiche, il rischio di arrivare alle gare decisive in Europa col fiatone è enorme. Poiché al tecnico tutto quello che ha fatto la società è stato bene, la colpa sarà solo ed esclusivamente sua. Essere aziendalisti è cosa buona giusta. Ma un vero aziendalista è anche colui che ha le palle di dire al padrone che sta sbagliando. Magari anche pubblicamente, in modo da sottolineare la cosa. Ancelotti in questo non è stato aziendalista proprio per nulla…".







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