Ferrara accusa: "De Laurentiis non cambia programma: lascia il Napoli nel momento più difficile!"

Liberato Ferrara, giornalista, nel suo editoriale si è soffermato, tra le altre cose, su Napoi-Genoa, match terminato con il punteggio di 0-0.
Il giornalista Liberato Ferrara ha pubblicato un editoriale sul sito persemprenapoli.it: "De Laurentiis non ha cambiato i suoi programmi e va in Usa. Dio solo sa a fare cosa. Non risulta abbia pressanti impegni cinematografici. Lascia Napoli ed il Napoli nel momento più difficile da quando è diventato presidente. Questo non vuol dire che non si occuperà della società in questi giorni. A prescindere dal fatto che esistono telefoni, sta di fatto che anche in volo potrà confrontarsi con la sola persona che conta: se stesso. Anche l’esonero di Reja fu deciso mentre era in America. Da lì, secondo la leggenda seguendo un consiglio della zia, contattò Donadoni. Scherzi a parte, pare strano che il patron azzurro non abbia cambiato i suoi programmi. Il Napoli al momento rappresenta il 100% della sua attività. In questo momento sarebbe stato giusto fermarsi, e parlare col tecnico. Il momento è quello che è, serve una scossa. In qualsiasi altra squadra al mondo sarebbe saltato il tecnico. Questo a prescindere dal fatto che meriti o meno l’esonero. L’allenatore è l’unico che si può sostituire a stagione in corso. Non si cambia, ovviamente, presidente. Non si possono cambiare tutti i giocatori. In casi del genere l’esonero è automatico".
Ferrara ha poi aggiunto: "Invece di andare in USA De Laurentiis avrebbe dovuto convocare il tecnico, lontano da occhi indiscreti. Guardarlo negli occhi e chiedergli se ha davvero ancora la squadra in pugno. L’allenatore avrebbe risposto senza dubbio di si. Ma a volte più delle parole contano gli sguardi, e segnali corporei. Una persona sveglia certe cose le capisce senza che ci sia bisogno di sentirsele dire. Tutto cose che per telefono non si possono captare. Il Napoli paga anche il non avere una dirigenza. C’è il solo Giuntoli, che, spiace dirlo, conta poco o nulla. Ci sarebbe bisogno di un personaggio del mondo del calcio, carismatico, rispettato da tutti. Capace anche di confrontarsi col tecnico. Una persona di fiducia del presidente nello spogliatoio per capire davvero cosa sta succedendo".







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