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Ferlaino: "Juve? Il Napoli non ha paura. Gli Agnelli uguali a quelli ieri? Non conosco quelli di oggi"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ferlaino: Juve? Il Napoli non ha paura. Gli Agnelli uguali a quelli ieri? Non conosco quelli di oggi

L'ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, ha rilasciato un'intervista esclusiva a TuttoSport, parlando tra l'altro del Napoli in chiave scudetto.


L'ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, ha rilasciato un'intervista esclusiva a Raffaele Auriemma per TuttoSport, parlando del Napoli in chiave scudetto, della prossima gara a Torino contro la Juventus e del "suo Napoli", confrontando alcune vicende con quelle del Napoli (e della Juventus) di oggi.

Ingegnere Ferlaino, Juventus-Napoli è tornata ad essere una sfida per lo scudetto: qual è il suo stato d'animo?

"Confesso di vivere la stessa emozione di allora".


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Ma che dice, questo è l'anno giusto?

"La speranza c'è. Il tifoso spera sempre e da tifoso dico che questo può essere l'anno giusto. La certezza è che il Napoli farà un grande campionato e arriverà al primo o al secondo posto".

Ma allora è lotta a due?

"Per il momento sì, poi si vedrà a gennaio se le altre si rinforzeranno. Ma non credo".

Questa partita le ricorda quella dell'86-87?

"Quell'anno ci fu la nostra riscossa definitiva. Andammo in svantaggio ma poi attaccammo e chiudemmo la Juve nella sua metà campo. Ero a Torino, seduto accanto all'avvocato Gianni Agnelli, che mi disse: Ferlaino, lei ha una grande squadra. Il calcio di allora era diverso, c'era perbenismo e rispetto tra i club".

Sta dicendo che gli Agnelli di oggi sono diversi da quelli di ieri?

"Non posso rispondere perchè non conosco quelli di oggi".

Lei che vedeva soltanto il primo tempo delle partite, perchè l'11 novembre dell'86 la vide tutta?

"Quella fu l'unica partita che vidi per intero. Mi accorsi che sarebbe stato possibile vincere, anche perchè durante la mia presidenza avevamo lottato altre quattro volte per lo scudetto, ma non avevamo mai espugnato Torino. Quell'anno avevamo un solo nemico, la nostra paura di non riuscire a vincerlo quello scudetto, perchè consapevoli di essere i più forti di tutti".

Teme che anche il Napoli di adesso possa avere la stessa paura di allora?

"No, oggi è diverso. Ho la sensazione che quest'anno il Napoli non abbia paura di perdere perchè non ha paura di nessuno e gioca con il carattere della grande squadra".

Ingegnere, lei nemmeno ha paura a pronunciare la parola scudetto: ma non era scaramantico?

"La pronuncio perchè oggi sono semplicemente un tifoso, mentre comprendo gli addetti ai lavori che preferiscono astenersi".

Secondo lei il Napoli è più forte della Juve?

"Sono due cose diverse. La Juve è più squadra, il Napoli ha tre attaccanti che nessuno oggi si può permettere".

Tra questi c'è Cavani: ha fatto bene De Laurentiis a ricomprarlo come fece lei con Maradona?

"Ha fatto benissimo. Era giusto, anche perchè non c'era bisogno di vendere Cavani avendo già ceduto Lavezzi".

Lei è tra quelli che pensano di Cavani come l'unico in grado di superare Maradona?

"Forse con i gol sì, magari lo supererà pure, però per me Maradona resta unico. Aggiungo che si tratta di due calciatori completamente diversi, uno più attaccante e l'altro... Maradona".

Sarà una gara decisiva per lo scudetto?

"No, sarà parzialmente determinante per l'obiettivo finale. Il campionato è lungo e ogni squadra attraversa momenti di appannamento, come di grandi risultati".

Dicono che il merito dei successi attuali sia anche di Mazzarri, ma per lei somiglia più a Vinicio o più a Bianchi?

"Mazzarri assomiglia soltanto a Mazzarri. E' molto bravo ed è lui la vera forza del Napoli, perchè riesce a trasmettere una carica notevole al gruppo. Lui e Conte sono in questo momento i due più forti d'Italia".

Vedrà la partita e se sì, dove?

"Sarò davanti alla tv a casa mia. Come sempre vedrò solo il primo tempo e forse dieci minuti del secondo. Poi spegnerò la tv, prenderò un libro e aspetterò leggendo la fine della partita".

E se dovesse finire come nell'86-87?

"Festeggerò, è ovvio, ma di certo non la vedrò tutta perchè il vero tifoso è sempre a rischio infarto. A me basta il primo tempo per farmi salire il sangue alle coronarie".

Quindi lei allo stadio San Paolo non potrebbe più andare?

"E non ci sono mai più andato, anche se De Laurentiis mi ha invitato qualche volta e l'ho pure ringraziato. Posso dire che avendo visto almeno 40 partite all'anno per 33 anni, ho già dato".

Ma quando il Napoli è fallito lei temeva che non potesse mai più tornare a battersi per certi traguardi?

"Io speravo il contrario e ne ero convinto, perchè la nuova società si è giovata di quel fallimento. Oggi gli altri club hanno debiti pregressi rispetto a quando sono entrati in ballo i soldi delle pay per view. Il Napoli gode soltanto dei vantaggi che procura il calcio moderno ed ecco perchè non mi stupisco che sia tornato a galla".

Ma se dovesse succedere quella cosa lì, organizzerebbe una festa per il Napoli?

"La organizzerei a casa mia con pochi amici. Di certo mi commuoverei come quando ero io il presidente che vinceva gli scudetti. Anche adesso sono emozionato al solo pensiero che ciò possa accadere".

Scelga lei un segno tra 1, X e 2?

"Forza Napoli".


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