Ferlaino compie 95 anni: "Il Napoli non era un lavoro. Per Maradona avrei speso anche il doppio"

Nella giornata di oggi Corrado Ferlaino compie 95 anni. Ripercorriamo alcune fasi salienti della sua vita e alcune frasi storiche dell'ex patron del Napoli.
Oggi, 18 maggio 2026, Corrado Ferlaino compie 95 anni. Nato a Napoli il 18 maggio 1931, l’ex presidente del Napoli resta una delle figure più iconiche e controverse della storia azzurra: imprenditore edile di successo, ingegnere, appassionato di motori e, soprattutto, per 33 anni (dal 1969 al 2002, con brevi interruzioni) l’uomo che ha portato il Napoli sul tetto d’Italia.
L'amore di Ferlaino per il Napoli
Figlio di un costruttore calabrese e di una madre milanese, Ferlaino entrò nel mondo del calcio quasi per caso. Nel 1967 divenne socio del Napoli e due anni dopo, a soli 37 anni, ne assunse la presidenza rilevando quote da Achille Lauro e altri soci. Non era solo un lavoro: era passione pura. Come ha detto lui stesso: "Il Napoli non è mai stato il mio lavoro, ma molto, molto di più".
Gli anni d’oro: Maradona e gli scudetti
Il colpo da maestro arrivò nell’estate del 1984: l’acquisto di Diego Armando Maradona dal Barcellona per 13 miliardi di lire (una cifra record all’epoca). Ferlaino non esitò: "Per Maradona avrei speso anche il doppio". Diego diventò il simbolo di una città intera, e sotto la sua presidenza il Napoli visse l’epoca più gloriosa della sua storia con Scudetti e coppe vinte.
La gioia di Stoccarda e il rapporto con Maradona
Ferlaino ricordava con emozione la finale di ritorno di Coppa UEFA a Stoccarda: "Fu una gara memorabile, il solo ricordo mi fa venire i brividi". E su Maradona, con cui il rapporto fu complesso ma profondo: "Diego è stato il più grande campione e il più grande affare della storia del calcio. Lui dice che non mi ama, ma io so cosa dice il suo cuore. Sono stato il suo carceriere, l’ho tenuto per sette anni...".
I momenti difficili
Nonostante i successi, Ferlaino gestì anche momenti difficili: attentati (come la bomba sotto casa nel 1983), contestazioni della tifoseria e la retrocessione in Serie B nel 1998. Ma la sua visione restò sempre chiara: "Ho dedicato 33 anni della mia vita al Napoli, ossia buona parte della mia esistenza".






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