Feltri travolgente: "Stiamo vedendo il punto più basso della storia delle Olimpiadi"
In un articolo su Il Giornale Vittorio Feltri ha lanciato un durissimo attacco nei confronti dei giochi olimpici di Parigi.

Vittorio Feltri è sempre senza peli sulla lingua. In un editoriale su Il Giornale, l'ex direttore di Libero si è letteralmente scatenato: "Queste Olimpiadi sono insopportabili. Siccome non siamo fatti di sasso, il cuore batte: l'epica e la tenerezza avvolgono vittorie e sconfitte, come sempre. Ci si commuove per la carezza dell'eroe che consola il pianto dello sconfitto, i sentimenti sono portati dalla competizione sportiva, specie se coinvolge la maglietta della nazionale, al diapason. Ma questo accade non a causa delle Olimpiadi, ma nonostante le Olimpiadi. Quelle in corso a Parigi rappresentano il punto di massima decadenza di questa manifestazione che è contro lo sport, lo umiliano a schiavo della propaganda".
Feltri è ritornato a parlare della cerimonia d'apertura: "Lì si è capito subito che lo sport e i relativi atleti erano un pretesto, chierichetti ornamentali rispetto ad una liturgia che spazzava via qualunque segno della nostra civiltà occidentale, con il trionfo dei modi di intendere la vita della crème intellettuale che vuol calcare il suo piedino con le unghie laccate sul popolo bue, per educarlo alle nuove frontiere dei valori evangelici, dove Gesù e gli apostoli sono drag queen e il trionfo della civiltà sia il taglio della testa di Maria Antonietta che schizza di sangue il mondo".
"Una specie di sabba in mondovisione dove Macron si è vestito da Giucas Casella per ipnotizzare il mondo e onde fargli credere che la Senna sia un fiume cristallino anche se color del fango, e un pugile algerino, fotocopia di Monzon e con più testosterone di Gerard Depardieu, sia una gentile signorina. La plebe per fortuna non ci è cascata, il principio di realtà, che dice pane al pane, ha prevalso nelle teste quadrate della gente comune. Ma i comitati internazionali olimpici hanno dato ragione alle teorie marziane di genetisti fluidi mettendoci il timbro, e lo sport si è sottomesso, accettando di lasciar arruolare il mondo dell'epica sotto le insegne di Paese dei Balocchi, dove si vive in catalessi" ha concluso il giornalista.
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