Feltri: "Parlo bene il dialetto, la mia canzone preferita è napoletana". Poi il retroscena su Andreotti
In un'intervista al Corriere della Sera il giornalista Vittorio Feltri ha parlato della sua passione per il napoletano e di altri temi.

Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Vittorio Feltri ha confessato quando è nata la passione per il latino: “Al seminario di Bergamo conosco il monsignor Angelo Meli. Ogni pomeriggio andavo da lui, mi parlava in bergamasco o in latino, mi ha insegnato tutto. Si incuriosì e cominciò a darmi lezioni martellanti, che mi sono state utilissime e mi servirebbero anche oggi: era di una saggezza infinita. Io non sono cattolico, non credo in Dio, non credo in niente, però credo che monsignor Angelo Meli sia stato per me meglio di un padre".
Poi l'ex direttore di Libero ha continuato: "Parlo bene il napoletano. Ho imparato lo spagnolo in macchina da Bergamo a Milano, mentre l’inglese è l’unica lingua che non ho voluto imparare. La mia canzone preferita è I’ te vurria vasà".
Chiusura di Feltri su quando aveva difeso Giulio Andreotti nei processi: “Me lo chiese lui a casa di Cirino Pomicino, sull’Appia Antica, e gli dissi di sì perché ero convinto che fosse giusto. Prima di salutarci gli domandai perché lo avesse domandato a me. E lui: preferisco un nemico a un amico falso”.
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