Fedele: "Premio Champions: ecco come funziona nel Napoli. Io ne davo 30"

"Tutti devono partecipare a questa festa, senza distinzioni. Deve essere una festa collettiva".
Enrico Fedele, ex dirigente del Parma, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Napoli ai microfoni di Radio Marte. "Premio Champions? Da quello che mi risulta, il Napoli ha l'abitudine di dare un premio personale ai calciatori al raggiungimento di obiettivi come campionato e Champions. Anche Spalletti ce l'ha. Adesso, però, dobbiamo pensare all'immediato: godiamoci l'oggi, non sappiamo cosa accadrà domani. Fare elucubrazioni mentali solo per scrivere qualche rigo in più, beh, non ha senso. Dopo 33 anni, stiamo raggiungendo un grande traguardo. La Serie A è un campionato di passaggio, quindi non affezioniamoci e non chiediamo contratti di chissà quale tipo solo per blindare i giocatori".
Fedele ha poi aggiunto: "Ai tempi di Ferlaino, proprio i premi furono una molla che fece scattare quel qualcosa in più. All'epoca erano diversi, cerano i premi a punti".
"Come si dividono i premi? Ci sono quelli collettivi e la somma viene divisa equamente, anche per chi ha giocato solo un minuto. Alle volte, invece, si ragiona sui singoli".
"Prima - ha ricordato - si era di manica larga, rispetto ad ora, per quanto riguardava i premi da dare in società. Noi, ad esempio, davamo trenta premi e c'era un motivo: volevamo che mi partecipassero anche i magazzinieri, i medici e altri elementi dello staff. Tutti devono partecipare a questa festa, senza distinzioni. Deve essere una festa collettiva".








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