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Fedele e l'aneddoto da brividi: "Ero in un locale a Monaco, entrò Maradona e iniziò a palleggiare"


Lorenzo Valletta,
Pubblicato nella sezione Interviste
Fedele e l'aneddoto da brividi: Ero in un locale a Monaco, entrò Maradona e iniziò a palleggiare

Enrico Fedele, ai microfoni di Radio Marte, commenta: "Maradona è stata una persona che ci ha fatto gioire, però, a volte il ricordo di Diego ci fa dimenticare il presente".


Enrico Fedele, ex procuratore, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte. Queste le sue parole: "Il Napoli gioca a Mosca e c'è un filo conduttore con Maradona, visto che è stata una delle ultime partite di Diego? Maradona è stata una persona che ci ha fatto gioire, però, a volte il ricordo di Diego ci fa dimenticare il presente. Noi dobbiamo pensare alla situazione attuale, non vorrei che queste manifestazioni avessero solo dei fini commerciali", commenta Fedele.

"Ci sono state delle pressioni da parte di De Laurentiis per non far partire Osimhen in coppa d'Africa? Ma scusate, per poter fare l'esenzione dalla Coppa d'Africa deve risultare veramente che sta fuori 3 mesi, quindi, se non parte mica può giocare in campionato, vuol dire che sta ancora fuori forma".


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"Un giocatore come Giroud farebbe bene al Napoli? Noi abbiamo Petagna, quindi, sarebbe stato inutile prendere un altro simile per caratteristiche. Cavani è ancora un'utopia? Lo potevo dire 7-8 mesi fa, ma ora tutto è possibile. Anche se prendesse 10 milioni di stipendio, se lo ingaggi per due anni, dunque, con un totale di 20 milioni, grazie al decreto crescita lo pagheresti massimo 6 milioni e mezzo netti". 

Ha, poi, aggiunto: "Ero a Monaco di Baviera e c'era un complesso molto noto per i cantati, a un certo punto, entra Diego e inizia a palleggiare. Butta la palla in cielo e l'ammortizza e le persone di alzano in piedi e applaudono. Mi ricordo Pesaola, in quel momento, che era accanto a me disse: 'ora le persone fuori possono pagare tutti il prezzo del biglietto'".

"Il Napoli soffre le difese a 3? Non sono d'accordo, c'è una spiegazione: Torino e  Verona ci marcavano a uomo, mentre con l'Inter c'è stato un alzamento del ritmo, le altre squadre ad esempio non l'hanno fatto. Non è una questione di 2 di 3 o di 4, il Napoli è in una parabola discendente. Deve cambiare atteggiamento nella fase offensiva, una formula sul come segnare. L'anno scorso con i piccoletti abbiamo siglato parecchi gol, quindi, con l'infortunio di Osimhen, dobbiamo tornare al vecchio stile".


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