Fedele: "Accusa di Mertens ad Ancelotti! Dries soffre, sfogo simulato con radici profonde"

Enrico Fedele, ex procuratore e dirigente sportivo, oggi opinionista, ha detto la sua sul momento che sta vivendo il club partenopeo.
Enrico Fedele ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Marte Sport Live, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea e non solo, in onda sulle frequenze di Radio Marte. Queste le sue considerazioni: "L'accusa di Dries Mertens è la cosa più importante, ma nessuno ne parla: dice che non segna perché si crossa troppo e lui non è Peter Crouch. Si va a prendere la parte formale delle sue dichiarazioni, ma quella sostanziale è un'altra: il Napoli era abituato a giocare a triangolo, invece con Carlo Ancelotti non ha gioco, non mette più palle basse".
Fedele ha aggiunto: "Quello di Dries è stato un chiaro attacco al modulo e al calcio del nuovo allenatore. Al di là del colpo di testa, serve forza fisica. Bisogna andare al di là del discorso dei centimetri: ciò che intendeva dire Mertens era più profondo. Perché Ancelotti ha abbandonato il 4-3-3? Bisognerebbe chiederlo a lui. Servirebbe il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Mertens soffre la competizione, e questa sofferenza porta a uno sfogo: uno sfogo simulato, ma con radici profonde".







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