Fedele: "A Benevento ero già capopopolo! A 27 anni ebbi un'ernia al disco"

Enrico Fedele ha parlato degli albori della sua lunga carriera da agente di calciatori e dirigente sportivo: "Capii che il calcio stava cambiando".
Enrico Fedele, ex dirigente sportivo del Parma, ha raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera dirigenziale, iniziata nel lontano 1972, attraverso un'intervista rilasciata ai microfoni di TMW Radio: "E' iniziata un po' dopo a Nola, la mia città natale. Perché questa scelta? Finii di giocare nel Benevento e già ero un capopopolo. Allora ho smesso per un'ernia del disco a 27 anni, ma l'allora presidente mi chiese se volevo cominciare a fare questo mestiere. Feci per questo un apprendistato a Nola".
Fedele poi aggiunge: "Da allora non mi sono più fermato. Tornai nel Benevento e da lì sono diventato un vero direttore sportivo. Ho fatto esordire in porta il papà dell'ex Milan Abate. Poi sono andato a Reggio Calabria, Salerno, nel 1982 poi capii che il calcio stava andando verso lo svincolo dei calciatori e pensai che prima o poi sarebbe arrivata una cosa del genere in Italia".
"Poi arrivò la legge Bosman che ha cambiato tutto. E io Bonetto, Pasqualin, Caliendo, abbiamo creato l'associazione dei procuratori, non molto ben vista ma capirono tutti che eravamo gente di calcio, che sapeva come muoversi in questo mondo". Ha concluso Fedele.








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