Fanna: "Preferii l'Inter al Napoli di Maradona: sbagliai, ma scrissero una bugia"
L'ex calciatore di Verona e Inter, Pierino Fanna, ha parlato anche del suo rifiuto al Napoli di Diego Armando Maradona.

Pierino Fanna, ex calciatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Foglio sportivo trattando diversi argomenti. Tra questi la sua esperienza alla Juventus: "All’inizio l’impatto è stato bellissimo. Poi, domenica dopo domenica, ho cominciato a giocare meno e, a poco a poco, mi sono spento".
"A me piaceva correre, dribblare, partire e ripartire. Un istinto gettato alle ortiche, da chi mi faceva giocare una volta sì e tre no. Avevo perso in fretta i capelli e la voglia di volare. Mi acquista dalla Juventus per un miliardo e duecentomila lire. Una cifra, che per un singolo calciatore non avevano mai sborsato. Sì, lì ho ritrovato il paradiso delle mie origini, ai margini del mondo che contava. Lì ho ricominciato a volare. Osvaldo Bagnoli, a cui devo la mia intera felicità calcistica, mi ha capito, lasciandomi libero di seguire il mio istinto, come quello che mi allenava quando ero bambino. Mi ha fatto risentire importante, mettendomi, come si dice oggi, al centro di un progetto che fortunatamente non aveva limiti prestabiliti. Ricordo una famiglia, un padre, tanti fratelli, Domenico Volpati era quello maggiore, uno spogliatoio unito e granitico, come non avevo conosciuto prima e non avrei più ritrovato dopo. Ricordo un calcio che stava già cambiando. Non ci sarebbe stato più spazio per una favola come quella del Verona. Il nostro scudetto è stato l’ultimo treno preso al volo. Prima che arrivasse il calcio di Silvio Berlusconi", ha aggiunto Fanna.
Dall’apoteosi alla corsa tutta in salita nell’Inter… "Con il senno di poi è stato un errore. A Milano ritrovavo Giovanni Trapattoni, l’allenatore del feeling mai sbocciato ai tempi della Juve. Purtroppo, è accaduto, una, due volte, sempre. Andavamo in vantaggio e, in tempo reale, si alzava la paletta che sanciva l’ingresso di un difensore al posto mio. E, sostituzione dopo sostituzione, ho perso, una volta ancora, la felicità di essere me stesso. Il campione d'Italia Pierino Fanna si vedeva costretto a correre a fari spenti, senza né luce, né certezze. E pensare che mi era arrivata un’offerta dal Napoli di Maradona, ma io avevo voluto fortissimamente l'Inter, la squadra per cui tifavo da bambino. Hanno detto e scritto che io avrei avuto un problema con le grandi città. La verità è che all’epoca gli allenatori dettavano non solo le formazioni, ma anche la cornice e le incompatibilità. A distanza di tanto tempo, posso dire che io e il grandissimo Trapattoni non eravamo fatti l’uno per l’altro".
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