Falcao: "Spalletti-Totti: la verità, c'entra pure De Rossi. Retroscena Maradona, provò un colpaccio"

Giuseppe Falcao, conduttore radiofonico, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad Areanapoli.it per analizzare i contenuti della sfida tra Napoli e Roma in programma lunedì.
Giuseppe Falcao (figlio del grande Paulo Roberto, leggenda della Roma), conduttore radiofonico di New Sound Level, emittente sulla quale conduce il programma "Il Diabolico e il Divino", ha rilasciato alcune dichiarazioni ad Areanapoli.it in vista della sfida tra il Napoli di Luciano Spalletti e la Roma di Josè Mourinho in programma lunedì allo stadio Diego Armando Maradona di Fuorigrotta. Per i partenopei è l'ultima occasione per restare agganciati al treno scudetto, per i giallorossi ci sono in palio punti pesanti per la qualificazione alle coppe europee.
Napoli-Roma: Spalletti contro Mourinho, capitolo secondo. Cosa è cambiato rispetto alla gara di andata?
“E’ cambiata molto di più la Roma che il Napoli perché Mourinho ora è più inserito nel contesto giallorosso. Sono cresciuti tutti, la squadra ora ha una mentalità diversa, si è visto anche in Coppa. E’ cambiata anche tatticamente, ora gioca a tre mentre all’andata partiva da una difesa a quattro. I partenopei si sono stabilizzati confermando il buon inizio e lottano per lo scudetto mentre la Roma lotta per Conference League e un posto in Europa”.
Sono passati ormai 5 anni, ma tra Totti e Spalletti ancora nessuna "pace", anzi, continuano a punzecchiarsi. Perché?
“Francesco rappresenta la Roma, mentre Luciano a mio avviso ha fatto grandi cose: è dietro solo tecnici del calibro di Liedholm e Capello. Spero di inserire presto anche Mourinho, che è già fortemente entrato nella nostra storia per l’entusiasmo che ha portato: basta vedere il numero di spettatori nonostante lotti per quinto e sesto posto. La lite tra loro… Beh, le responsabilità sono sempre condivise, anche se a mio avviso ha sbagliato più Spalletti. Ricordo quel Milan-Roma quando fece entrare Bruno Peres mentre San Siro, tutto San Siro, invocava l’ingresso di Totti. La partita tra l’altro era chiusa. Da entrambe le parti ci sono colpe, ma quelle principali le ha la vecchia società che non intervenne mai e lasciò il tecnico da solo con il compito di portare il 10 a fine carriera. Fu gestito male tutto, Francesco racconta che è stato messo da parte in malo modo ed ha ragione. Il mister non fu bravo da questo punto di vista. Del resto anche quello che è successo con Icardi e in parte anche Insigne conferma questa sua difficoltà. Mi sembra che Spalletti non abbia fatto di tutto per convincere Lorenzo e De Laurentiis ad andare avanti insieme”
A prescindere dal litigio col Pupone, a Roma la maggioranza dei tifosi come valuta l'operato di Spalletti nei due mandati?
“Faccio sempre la differenza tra il primo ed il secondo periodo. Il primo è quello meraviglioso, del record dei punti e del gioco spettacolare con Perrotta trequartista e Totti goleador. Squadra divertente che meritava un titolo. La Roma più bella che io ricordi. Fece un lavoro incredibile sotto ogni punto di vista, anche per quello che lasciò come eredità. Sarebbe da pazzi negare quello che ha fatto, tra l’altro lo conferma anche Totti nel suo libro. Il secondo periodo fu positivo ma non bello come il primo e poi c’è la storia del capitano come detto ad oscurare un po’ il totale”.
È vera la storia che Spalletti ci restó male perché Totti non fece nulla per evitare il suo l'esonero?
“Credo di si. Soprattutto per questo quando tornò aveva il dente avvelenato con Totti, ma anche con De Rossi. Daniele però era ancora al top e cercò di ricomporre a differenza di Francesco. Prima tra Spalletti e Totti c’era un rapporto strepitoso, il mister andava a trovarlo in ospedale di notte prima del Mondiale, quando si infortunò. Peccato, perché rappresentano un’epoca importante e magica: le vittorie a Madrid e Lione restano scolpita nella memoria. Parlavano la stessa lingua, poi non si sono più capiti”.
E Cassano che difende Spalletti e attacca i tifosi della Roma sulla questione Totti, cosa pensi? Antonio per voi è più un bel ricordo o un rimpianto?
“Cassano parla troppo, deve sempre dire la sua. Da quale pulpito parla poi… Non è che abbia fatto chissà cosa in carriera per giudicare tutto e tutti. Anche con Totti è stato un po’ sgarbato dicendo che tra 20 anni nessuno lo ricorderà. Lui invece dopo poco è stato dimenticato. Quello che però ha fatto con Totti, in campo, resterà qualcosa di spettacolare e lo ha ammesso anche Francesco. Antonio aveva un talento incredibile, ma l’ha sprecato, buttato. Ora si mette a giudicare e fa un po’ ridere anche perché c’è modo e modo di fare l’opinionista: lui spara contro chiunque. Ma ce lo teniamo così com'è (ride, ndr)”.
Falcao-Maradona, simboli di un calcio irripetibile. Come ti spieghi il disastro del calcio italiano che un tempo rappresentava l'Eldorado per tutti i fuoriclasse??
“Tutto parte dal crollo dirigenziale, in Federazione. Nessuno si dimette dopo questi fallimenti e questo la dice lunga. Per non parlare dei settori giovani dove si bada più ai risultati che alla crescita dei ragazzi. Andrei a prendere il modello tedesco e francese. Partire dallo ius soli anche per ampliare le possibilità di avere un bacino più ampio. Facciamo pochi figli, poi i bambini sono più attratti dalla play-station, ci sono meno tornei all'oratorio… la lista è lunga. Bisogna partire dall’entusiasmo dal basso”.
Napoli-Roma, speranze scudetto, le ultime, per i partenopei, e obiettivo coppe per i giallorossi. Che partita sarà?
“Partita di difficile lettura. La Roma viene da un impegno stancante anche se ha vinto. Ha giocato con tanta intensità per 70 minuti. Il Napoli ha tutto da perdere in chiave scudetto, mentre i giallorossi hanno più leggerezza e un paracadute che è la Conference League.
Abraham e Osimhen, chi è cresciuto di più?
“Un po’ si somigliano, è vero. Abraham ha più gol nelle gambe ed è più forte sotto porta, mentre Osimhen è più devastante nelle ripartenze, nella potenza fisica. Sono due attaccanti importanti, giovani, di prospettiva, che possono solo crescere. Sono quelli che mi impressionano di più”.
Gemellaggio napoletani romanisti, un tempo spettacolo invidiato, oggi astio anche violento: il tuo pensiero.
“E’ difficile parlarne, sono accadute cose gravi. Dispiace perché entrambe hanno un tifo caldo e appassionato tra i più belli in assoluto. Sarebbe fantastico rivedere Olimpico e stadio Maradona pieno con i tifosi in trasferta, possiamo solo sperare che accada: mai dire mai. Però quando il calcio italiano perde uno spettacolo simile tra due città uniche al mondo, perdiamo un po’ tutti. Si dice che il gemellaggio si sia rotto per il gesto di Bagni, ma credo ci sia tanto altro. Anche la tragedia di Ciro Esposito è assurda, tra l’altro si è consumata in occasione di una finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina”.
Hai aneddoti su tuo padre e Maradona?
“In pochissimi sanno che Diego provò a portare Falcao al Napoli, credo fosse il 1986. Mio padre però era ancora molto legato alla Roma ed era a fine carriera. Aveva inoltre problemi al ginocchio…”.
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