Falcao: "Ecco chi è Garcia tra pregi e difetti. La verità sull'addio di Spalletti e il suo futuro"

Giuseppe Falcao, conduttore radiofonico che conosce molto bene Rudi Garcia sin dai tempi della Roma, ha rilasciato un'intervista ad Areanapoli.it.
Il Napoli ha deciso a chi affidare la panchina in vista della prossima stagione: è Rudi Garcia l'erede di Luciano Spalletti scelto dal presidente Aurelio De Laurentiis. La redazione di Areanapoli.it ha parlato dell'arrivo dell'ex Roma e Lione sulla panchina dei campioni d'Italia con chi lo conosce molto bene, ovvero Giuseppe Falcao, conduttore radiofonico e figlio del leggendario Paulo Roberto, bandiera e icona del mondo giallorosso. "Devo dire che il patron De Laurentiis mi ha spiazzato, ma credo abbia spiazzato soprattutto i tifosi partenopei: siamo evidentemente al cospetto di una scelta conservativa con Garcia. Io avrei optato per una ventata di freschezza", esordisce Falcao ai nostri microfoni.
Rudi Garcia, scelta giusta per il Napoli? Te l'aspettavi?
“Scelta sorprendente e conservativa. Mi sarei aspettato qualcosa di diverso, magari una scommessa perché la piazza avrebbe comunque perdonato l’azzardo visto lo scudetto vinto. Sarei andato su un profilo internazionale, ci sono tanti emergenti come ad esempio Amorim dello Sporting Lisbona che è molto bravo, oppure Gallardo ex River Plate, ma anche Thiago Motta. Vedremo il campo cosa dirà”.
A Roma Garcia si presentó con 10 vittorie consecutive, poi cosa accadde?
“Prese la Roma post derby 26 maggio (finale di Coppa Italia persa dai giallorossi nel 2013, ndr) e la risollevò sul piano morale. Fece dichiarazioni importanti, è un grandissimo comunicatore. Poi dopo le 10 vittorie qualcosa si inceppò, ma fece comunque un grande campionato chiuso con 85 punti e un secondo posto alle spalle di una Juventus forte. Un impatto importante. Il secondo anno fece una preparazione leggera per lanciarsi e ci riuscì, poi tatticamente gli altri furono bravi a limitarlo. Gervinho, ad esempio, fu prima devastante e poi bloccato dagli avversari. Quando ci fu il calo perse il polso dello spogliatoio, un aspetto che lo accomuna a Spalletti”.
Fu sostituito da Spalletti e ora sostituisce Spalletti. Garcia è l'uomo giusto per i campioni d'Italia?
“Avrei preso un allenatore più fresco, ripeto. Andando in Arabia pensavo che Garcia fosse nella sua parabole discendente, per questo mi stupisce che il Napoli abbia puntato su di lui. Torno però alle sue qualità di comunicatore: come conquistò Pallotta, avrà fatto lo stesso con De Laurentiis”.
Pregi e difetti di Rudi
“Pregio: si sa vendere molto bene ed è una bella persona, poi la duttilità tattica, sa giocare anche a tre dietro. Mi resta nel cuore, ma non posso ovviamente fargli un in bocca al lupo perché è un avversario ora. Difetto: troverà un grande lavoro fatto, quello di Spalletti, ma di solito, specie al secondo anno, quando deve aggiungere qualcosa, un po’ si perde per strada. Qualche limite di gestione dello spogliatoio c’è, così come nel cambio di passo quando occorre”.
Quale giocatore potrebbe portare con sé
“Di quelli della vecchia guardia nessuno, ormai sono avanti con gli anni e credo che il Napoli, questo Napoli, sia fatto su misura per lui. Vedremo se ci sarà qualche cessione e chi arriverà. Intanto Anguissa lo conosce bene perché l'ha lanciato lui. In realtà Rudi lanciò giocatori forti come Aouar e Cornet, poi Guimaraes che oggi è impossibile da prendere. Forse questa è un'altra caratteristica che piace a De Laurentiis”.
Raccontaci qualche retroscena sul periodo giallorosso
“Non ce ne sono tantissimi a dire il vero. Ricorderete il violino, Juventus-Roma (ride, ndr), sono aspetti che gli consentono di arrivare con una simpatia di fondo. Non è mai stato tenero con i bianconeri. Ai napoletani piacerà perché è anti-juventino e li eliminò pure dalla Champions facendo poi dichiarazioni che furono gradite ai tifosi della Roma”.
Andrà d'accordo con De Laurentiis?
“E’ un uomo di cultura, ci sa fare, è preparato. Sa essere aziendalista e poi è vivace come carattere. Credo possa esserci intesa anche se Garcia quando deve chiedere rinforzi lo fa senza porsi alcun tipo di problema. Con Pallotta si ruppe il rapporto per questo, ma credo abbia imparato ad essere ancora più parac*lo di quello che già era sia tatticamente che fuori. E’ pragmatico e furbo".
Dove allenerà Spalletti tra un anno? Lo vedresti bene alla Roma? Il tatuaggio del Napoli sarebbe un problema?
“Luciano ha fatto una scelta di cuore tatuandosi il simbolo del Napoli, tuttavia è criticabile perché è una scelta azzardata. Capisco tatuarsi un trofeo, ma così ti potresti precludere la possibilità di allenare in alcune piazze. Spalletti potrebbe andare ad allenare la Nazionale dopo l’Europeo. Spero nell’addio di Mancini che sta sbagliando tutto, comprese alcune convocazioni folli. Spalletti via? La verità è che ha capito che il Napoli difficilmente potrà crescere ancora e da vecchio volpone ha salutato in anticipo. Sa bene che migliorare e migliorarsi è difficile, poi magari avrà avuto uno strano sentori sul mercato. E la scelta conservativa di prendere Garcia la interpreto come transizione. C’erano due strade: o alzare il livello passando ad uno alla Nagelsmann oppure andare su un giovane. Ha fatto la scelta più semplice, magari meno ambiziosa. Mi aspettavo la ricerca di un nuovo Sarri. C’è un aneddoto su Garcia...”.
Spara…
“C’è scritto anche nel libro che scrisse: appena Garcia seppe che era ad un passo dalla Roma, iniziò ad andare in un ristorante italiano per imparare la lingua. Voleva già essere pronto in tutti i sensi. Ti fa capire il personaggio, lui cerca di entrare in confidenza con l’ambiente. In conferenza stampa vi farà vedere quante cose conosce già di Napoli…”.
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