Esposito: "Quel che manca al Napoli è evidente! Le parole di Ancelotti su Milik-Icardi, il vero obiettivo e..."


Redazione
Interviste
12 OTT 2019 ORE 00:24

L'analisi di Domenico Esposito sul momento del Napoli, ai nostri microfoni le risposte ai vari argomenti d'attualità sulla squadra di Ancelotti.

Domenico Esposito, giornalista, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare il momento del Napoli di Carlo Ancelotti in questa seconda sosta del campionato di calcio di Serie A per gli impegni delle nazionali. Ecco le sue parole: "Come interpreto il silenzio di De Laurentiis in questo momento delicato per il Napoli? Potrà sembrare paradossale, ma lo ritengo un silenzio opportuno. Nulla da dire sul De Laurentiis imprenditore, ma in più d’una occasione le sue uscite sono risultate fuori luogo e, a volte, anche destabilizzanti. La verità è che al Napoli manca una figura dirigenziale di spessore. Un Marino, un Marotta, un Paratici. Insomma, uno che ci metta la faccia e supporti allenatore e squadra nei momenti difficili". 

Milik, dal ritiro della nazionale polacca, dice di avere bisogno di continuità tecnico-tattica per tornare in forma. Bordata ad Ancelotti? Cosa succede ad Arek?

"Succede che ha bisogno di giocare, di ritrovare fiducia in se stesso. Ricordate in estate le parole di Ancelotti? “Milik è più completo di Icardi”. Ecco, parole non supportate dai fatti. Perché il Napoli fino all’ultimo istante ha provato a prendere l’argentino e perché, ora, è l’ultimo della lista nelle gerarchie offensive del mister. Milik resta un patrimonio del Napoli e, pur non ritenendolo all’altezza di Cavani e Higuain, merita più spazio. Solo così può ritrovarsi". 

Mertens vorrebbe restare a vita nel Napoli, così come Callejon: cosa aspetta il club?

"Mi auguro che la questione si risolva al più presto: Mertens e Callejon sono due professionisti esemplari. Si sono guadagnati sul campo l’amore dei tifosi partenopei. Dico di più: se non entrambi, almeno uno dei due dovrebbe – in futuro – continuare come dirigente". 

Pensi ci siano dissapori all’interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?

"È un momento complicato, che, forse, va oltre i risultati. La questione rinnovi, le incomprensioni tattiche con Insigne, la delusione di Milik, le difficoltà di Lozano: solo il campo può spazzare polemiche e pettegolezzi. Confido in Ancelotti". 

Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all’altro?

"Possibile quando mancano fuoriclasse, giocatori d’esperienza. La forza del Napoli – da Sarri in poi – è stata sempre nel gruppo e non nei singoli, bravi ma non fenomeni (eccezion fatta per Koulibaly). Lo diciamo da anni, ormai: manca sempre l’ultimo step, quello del definitivo salto di qualità. Che non passa attraverso l’arrivo di talenti prospettici, ma mediante l’ingaggio di due-tre elementi in grado di fare la differenza in campo e nello spogliatoio". 

Caso Insigne, come se ne esce? 

"Tutto è nelle sue mani. Anzi, nella sua testa. Ricordi di essere il capitano e dia più del massimo: del resto, ci sono attaccanti che giocherebbero anche in porta pur di indossare una maglia da titolare. Giochi con lo spirito d’un guerriero, giochi avendo sempre in mente che è figlio di questa terra e primo tifoso del Napoli. Siano queste le sue motivazioni e c’è da scommettere che tornerà a essere un punto di forza. Questa squadra non può fare a meno del suo talento".  

Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?

"Il problema sta tutto nelle dichiarazioni di inizio stazione. Parlare apertamente di scudetto genera aspettative. Parlare apertamente di calciatori come James  Rodriguez genera aspettative. Se negli anni la società avesse saputo comunicare, oggi il San Paolo sarebbe ancora pieno. Per quanto riguarda gli obiettivi, non giriamoci intorno: il vero scudetto del Napoli è finire tra le prime quattro e cercare di andare il più avanti possibile in Champions (non passare il girone, questo girone, equivarrebbe a un fallimento). Ecco, un obiettivo reale potrebbe essere la Coppa Italia". 

Qualcuno ritiene che possa essere l’ultimo anno di Ancelotti a Napoli, cosa ne pensi?

"Lo penso anch’io. La sensazione, al di là delle dichiarazioni di facciata, è che qualcosa si sia rotto.  In questo momento, però, è necessario pensare al presente. Quindi, ritrovare gioco e risultati". 

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