Esposito: "Napoli-Cagliari: punto su Politano. Chi ha paura, resti negli spogliatoi"
Paolo Esposito, giornalista, si è proiettato alla sfida del Diego Armando Maradona tra il Napoli e il Cagliari.

Il giornalista Paolo Esposito, a poche ore dalla sfida del Napoli contro il Cagliari, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it proiettandosi alla partita del Diego Armando Maradona: "Mi aspetto una gara del tipo contro il Torino del 27 aprile scorso".
"Bisogna cercare di fare 2 gol nei primi 45 minuti di giuoco affinché si scoraggi anche l'Inter di scena a Como contro i lariani dell'ex portiere del Napoli Pepe Rein. Gestire poi il vantaggio nei secondi 45 minuti di gioco per 'salvaguardare' anche le coronarie dei meravigliosi tifosi azzurri, sia allo stadio che da casa. Mi sento che sarà il romano Politano a sbloccare la gara con una sua serpentina con tanto di tiro a giro. A parte Roberto, ritengo che mai come stasera, debbano essere decisivi tutti. Debbono scendere in campo con più attributi del solito. Questa è la partita dell'anno. Chi ha paura, deve rimanere negli spogliatoi o magari meglio nel torpedone. Oltre alle doti tecniche e tattiche, stasera bisogna tirare fuori appunto gli attributi e la rabbia agonistica e magari in certi frangenti, accerchiare anche l'arbitro come fanno sempre gli interisti con Barella e Lautaro in testa e sempre con i loro indici minacciosi nei confronti degli arbitri. I calciatori del Napoli, invece, sono troppo dei bravi ragazzi ma a volte non va troppo bene esserlo!", ha aggiunto il conduttore.
Premesso che il Napoli debba guardare solo a sé stesso, ritieni che l'Inter possa perdere punti col Como? "Cesc Fabregas, il loro trainer, che è stato anche calciatore del nostro condottiero Antonio Conte a Londra nel Chelsea, non ha la cultura la cultura becera che hanno in molti in Italia. Farà dare tutto ai suoi calciatori, anche per rispetto ad Antonio Conte e chissà che il Como non batta pure l'Inter. Domenica scorsa, dichiarai che la Lazio avrebbe fermato l'Inter al Meazza e così è stato!".
Vedi una città diversa dal passato, l'entusiasmo è più "controllato"? "Come ho detto ieri sera in televisione alla mia trasmissione 'Area di rigore', a Napoli, deve cambiare il vento anche sotto questo aspetto, ora che siamo ritornati a vincere dopo l'epopea dell'inarrivabile Diego Maradona, dobbiamo festeggiare senza esagerazioni! Insomma, niente provincialismi! Siamo il Napoli, oramai uno dei primi club europei, che gioca quasi sempre in Champions League. Pertanto, non vorrei vedere feste di cantanti in piazza come 2 anni fa, tra l'altro i soliti noti. Sarà la festa dei tifosi azzurri e non il palcoscenico per dare visibilità a cantanti e pseudo conduttori. I napoletani da buoni scaramantici, nei giorni scorsi , hanno tenuto un comportamento sobrio, realista. Perché sanno che la palla è 'rotonda' e tutto può succedere ma con tanti scongiuri e sempre forza Napoli!".








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