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Esposito: "Maradona, qualche miserabile non rispetta nemmeno la morte. Devo fare un appunto ad ADL"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Esposito: Maradona, qualche miserabile non rispetta nemmeno la morte. Devo fare un appunto ad ADL

Paolo Esposito ha parlato ad AreaNapoli.it di Diego Armando Maradona, ex calciatore scomparso all'età di sessanta anni.


Il giornalista Paolo Esposito, reduce dal successo di Area di Rigore, trasmissione in onda su 87tv, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della sua intervista ad AreaNapoli.it toccando l'argomento Diego Armando Maradona. Ecco le sue parole: "Il mio ricordo di Diego? Si sono spese tante parole su Maradona. La maggior parte belle, ma purtroppo anche brutte sia in tv che sui social, di qualche miserabile che non ha rispettato nemmeno la morte! Maradona è  stato il più grande artista del pallone, il miglior talento dell'intera storia del calcio e ciò lo hanno decretato gli appassionati di calcio di tutto il pianeta terra! Da Sidney a Oslo".


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Paolo Esposito ha poi aggiunto: "Diego Armando Maradona ha giocato in una epoca durante la quale gli arbitri consentivano tutto ai difensori, che venivano cacciati dal campo soltanto dopo 5/6 brutti falli e non c'era manco l'espulsione per ultimo uomo. Se Maradona avesse giocato in quest'epoca, dove invece gli arbitri e i regolamenti sono più duri, avrebbe fatto il triplo dei gol che ha fatto e sarebbe stato ancor più determinante! E poi Maradona si allenava poco e faceva comunque la differenza! Immaginate cosa avrebbe potuto fare se avesse avuto la stessa cura maniacale per il suo fisico e per gli allenamenti che ha Cristiano Ronaldo! Un appunto, però devo farlo ad Aurelio De Laurentiis. Io so per certo che Maradona, aveva volontà di tornare nel Napoli, magari con un alto incarico dirigenziale e non certo un incarico da pupazzo, per la statura di fuoriclasse che ha avuto nella sua carriera. Forse De Laurentiis, non gli ha concesso questa possibilità per timore che Maradona, lo potesse "oscurare" per quello che è  stato a Napoli e perché Diego, a Napoli, era un capopopolo! Peccato. Sacrosanto intitolare lo stadio all'argentino.  Non vorrei che però passasse troppo tempo e si perdesse questo momento emozionale e magari subentrassero pastoie burocratiche, che in Italia non mancano mai ! Del tipo, che debbono trascorrere 10 anni dalla morte, per intitolare uno stadio, una strada ecc".


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Su Napoli-Roma: "Mi aspetto di vedere un Napoli garibaldino, grintoso, col coltello tra i denti, che metta da parte leziosità e presunzione di chi è bravo tecnicamente! Nel calcio, specie quello odierno, non basta essere più bravi tecnicamente, ma bisogna avere la mentalità vincente ed una esagerata cattiveria agonistica e correre molto, anche senza pallone".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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