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Esposito: "Dybala-Napoli, affare possibile: le cifre. Gli darei la maglia numero 10"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Esposito: Dybala-Napoli, affare possibile: le cifre. Gli darei la maglia numero 10

L'ideatore e conduttore di Area di Rigore, Paolo Esposito, ha parlato anche di calciomercato nel corso della sua intervista ad AreaNapoli.it.


Paolo Esposito, ideatore e conduttore di Area di Rigore, ha parlato ad AreaNapoli.it toccando vari argomenti. In primo luogo il calendario della nuova Serie A prevede il debutto del Napoli col Verona: "Ricordo un Verona-Napoli al Bentegodi, che finì con la vittoria dei partenopei per 2 a 4 in rimonta. Primo tempo 1-0 per il Verona, con rete del centravanti scaligero Livio Luppi su rigore.  Nella ripresa pareggiò il capitano del Napoli "Totonno"  Juliano , con un gran tiro dei suoi che batte' il portiere gialloblù Alberto Ginulfi. Poi per il Napoli, segnarono ancora il terzino La Palma, poi l'ala sinistra Giorgio Braglia, il capellone, poi accorciò per i veneti il nostro amico di "Area di rigore" Adelio Moro e poi nel finale, mise il sigillo per 2 a 4 per gli azzurri in maglia bianca in quella gara, "mister 2 miliardi" Beppe Savoldi. Era il Napoli di Luis Vinicio, grande innovatore, che riuscì per primo a portare il calcio moderno in Italia, dove imperava da sempre il cosiddetto gioco all'italiana, ossia catenaccio e contropiede. Il suo Napoli era l'unica squadra di serie A, che giocava in 30 metri e con un grande pressing e che portò appunto Luis Vinicio in Italia e non certo Arrigo Sacchi al Milan, quasi 20 anni dopo. Quello del milanista era un pressing "sporco" perché i rossoneri ricorrevano il più delle volte al fallo per fermare gli avversari ed allora gli arbitri non ti espellevano come oggi al secondo fallo ma forse all'ottavo fallo. Mentre il pressing degli uomini di 'O Lione' era pulito, lecito. Vinicio e quel Napoli portarono in Italia, per la prima volta nella storia, il vero calcio spettacolo. Non vinsero lo scudetto già allora e che avrebbero meritato, sempre per gli aiutini arbitrali soliti alla Juventus e da "core ingrato" José Altafini, che fece gol al portiere del Napoli, Gedeone Carmignani, a 4 minuti dalla fine".


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Su Dybala: "Porterei a Napoli un grande giocatore come Paolo Dybala. In lui e solo in lui, ho visto fare cose magiche col suo sinistro, che faceva l'ex fuoriclasse del Napoli, Omar Sivori. In certe movenze Dybala somiglia tanto al "cabezon", suo connazionale, tra l'altro.  Riuscirebbe ad infiammare lo stadio Maradona di Fuorigrotta, come nessun altro. E ritengo che regalerebbe tanti punti in più al Napoli sia in serie A che in Champions League dove ritornerà a giocare da settembre la squadra partenopea. Se Paulo vuole vivere l'avventura più elettrizzante della sua carriera, col pubblico numero 1 in Europa per calore ed incitamento, dovrebbe e di molto calare le sue pretese. Credo che don Aurelio, 5 milioni netti annui più bonus, glieli concederebbe. Magari aiutato da tanti sponsor in più  che si avvicinerebbero al Napoli, con Paulo Dybala con la maglia azzurra, magari rispolverei per lui la numero 10. Sono stato sempre contrario ad eliminare le magliette coi numeri dei grandi fuoriclasse del passato, Perché, rimetterle "in gioco" sarebbe molto stimolante per i giovani, fare sacrifici e riavvicinarsi al calcio per indossarle. Sarebbe uno sprone per loro. Insomma, per me, non sarebbe un sacrilegio, rimettere in gioco il 10 azzurro di Maradona, il 6 rossonero di Franco Baresi e tutti le maglie coi numeri dei grandi del passato. Invito chi comanda nel calcio a riflettere su ciò di cui sopra. Adesso mi aspetto che i soliti odiatori seriali, presuntuosi e saccenti , "sputino" le loro sentenze sul ripristino dei numeri levati da mezzo dei grandi calciatori del passato. Loro  che non sanno nulla di calcio, che debbono solo fare i tifosi e invece vogliono fare pure gli opinionisti. A loro  che oggi hanno dato, purtroppo, l'opportunità di fare il più  delle volte stupidi e velenosi commenti, per partito preso, per sfogare le loro frustrazioni! Loro, che un tempo al massimo potevano commentare nei bar , quando non esistevano i social,  sorseggiando il caffè".


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Sul mercato: "Adesso Aurelio De Laurentiis è  in America e senza di lui non si muove foglia. Tutto può ancora succedere per quanto riguarda il fiammingo Mertens e il portiere Ospina, visto che ad oggi mi pare che non hanno raggiunto alcun accordo con altri club.  Ma devono abbassare e di molto le pretese per poter mettere le firme sulla carta intestata della Ssc Napoli e per loro sarebbe un privilegio, visto che il Napoli è  un top club, conosciuto in tutto il mondo e quindi dà enorme visibilità".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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