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ESCLUSIVA - Zoff: "Lotta Scudetto aperta, il mio pronostico. Io alla Juve come Higuain? No, il Pipita..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
ESCLUSIVA - Zoff: Lotta Scudetto aperta, il mio pronostico. Io alla Juve come Higuain? No, il Pipita...

Campione europeo nel 1968, campione mondiale nel 1982 e vice-campione mondiale nel 1970 con la nazionale italiana. Militò 11 anni nella Juventus senza mai saltare una partita in campionato.


Campione europeo nel 1968, campione mondiale nel 1982 e vice-campione mondiale nel 1970 con la nazionale italiana. Militò 11 anni nella Juventus senza mai saltare una partita in campionato. Con i bianconeri vinse sei campionati italiani, due Coppe Italia e una Coppa UEFA, e disputò due finali di Coppa dei Campioni e una di Coppa Intercontinentale. Conquistò la Coppa del Mondo all'età di 40 anni, un vero record. Nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer, occupa la 47esima posizione. Stiamo parlando di Dino Zoff, considerato uno dei più grandi portieri della storia del calcio italiano. E' stato anche un apprezzatissimo allenatore guidando, tra le altre, la Nazionale dal 1998 al 2000. A Napoli visse un'esperienza importante. Arrivò nel capoluogo campano alla mezzanotte dell'ultimo giorno di calciomercato, per 120 milioni di lire più la vendita del cartellino di Claudio Bandoni, grazie all'aiuto di Alberto Giovannini, direttore del quotidiano Roma allora di proprietà di Achille Lauro, patron, quest'ultimo anche del club azzurro. Dino Zoff ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ad AreaNapoli.it soffermandosi, tra le altre cose, sul campionato italiano di Serie A.

Il campionato italiano di Serie A è appena iniziato, qual è la sua griglia di partenza?


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"Vedo naturalmente la Juventus favorita. Ma credo che la lotta per il primato sia molto più aperta rispetto al passato. Dietro i bianconeri vedo bene Napoli e Roma. Dietro poi ci sono le milanesi e la Lazio".

I tifosi del Napoli non hanno perdonato il "tradimento" di Higuain. Anche lei andò alla Juventus (stagione 1972-1973, ndr), ma supporters azzurri le hanno sempre manifestato un grande affetto

"Si tratta di due storie completamente diverse. Io a Napoli stavo benissimo, non chiesi la cessione alla società. Ferlaino, tuttavia, per particolari esigenze, forse economiche, decise di cedermi. Io sarei rimasto a lungo in Campania, non avevo alcuna ragione per andare via. L'argentino, invece, ha scelto di andare alla Juventus. C'era una clausola, i bianconeri l'hanno pagata e Higuain ha deciso di approdare alla corte di Massimiliano Allegri".

Il Napoli ha perso il Pipita, ma ha acquistato 7 nuovi calciatori. Ritiene si sia rinforzata oppure indebolita rispetto alla passata stagione?

"Dipenderà tutto dall'attacco. Il Napoli ora ha più alternative, ma Milik e Gabbiadini non dovranno fare avvertire l'assenza di Higuain. Certo, non potranno segnare 36 goal, ma insieme dovranno dare un contributo importante soprattutto in fase di finalizzazione".

Qualcuno, però, ritiene Gabbiadini un pesce fuor d'acqua nel modulo di Sarri

"Non so se il 4-3-3 sia il modulo migliore per esaltare Gabbiadini. Dico, però, che parliamo di un attaccante che vede bene la porta, ha realizzato tanti goal. Ha le qualità per fare bene anche quest'anno".

La Juventus ha fatto tanti acquisti, i bianconeri possono puntare finalmente alla vittoria della Champions League?

"Sicuramente sì, ma non solo da quest'anno. E' da tempo tra le prime 4, poi ci vuole anche fortuna. Ha disputato una finale di Champions League, lo scorso anno è stata eliminata dopo un'autentica battaglia contro una big come il Bayern Monaco. Potrebbe essere la volta buona, ma ripeto: ci vuole anche tanta fortuna per vincere competizioni simili".

Tornando al campionato, quale sarà la sorpresa della stagione?

"Difficile stabilirlo ora. Io credo, tuttavia, che una delle due milanesi possa fare bene".

Non è il periodo migliore per il calcio italiano. Antonio Conte, partito con grande scetticismo, è riuscito ad approdare ai quarti di finale dell'ultimo Europeo ed il suo risultato è stata giustamente celebrato come un'impresa. Eppure ci sono tanti talenti pronti ad esplodere. Penso a Donnarumma, Berardi e a tanti altri...

"Sono d'accordo con lei. Non ho visto tanti squadroni nel Campionato Europeo disputato in Francia. Io credo che i talenti che ha giustamente menzionato lei possano rappresentare il futuro del calcio italiano. Hanno tutte le qualità per fare bene".

Mi consente di farle un'ultima domanda Zoff. Quanto le manca la panchina e, in generale, la tensione del match?

"Il calcio giocato mi manca come mi mancano i miei 30 anni (ride, ndr). Il tempo, però, non si può fermare e mi limito a guardare le partire da grande appassionato".

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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