ESCLUSIVA - Spera: "Se va via Higuain prenderei Giroud e farei tornare Zapata. Koulibaly..."

"Sarri ha compreso che non poteva inserire un trequartista e mettere due punte, avrebbe inoltre dovuto sacrificare troppi pezzi pregiati, in primis Callejon".
In casa Napoli tiene banco la vicenda Higuain tra rilanci mediatici sul possibile approdo dell'argentino alla Juventus, e smentite da parte del club partenopeo. Ma il caos generato dal susseguirsi di voci, impone la necessità di interrogarsi sui motivi che impediscono alla società azzurra di trattenere agilmente i campioni che riesce ad acquistare o di scovare e trattenere i talenti campani che, spesso, finiscono tra le giovanili dei club del nord. Di questo e di tanto altro, la redazione di Areanapoli.it ne ha parlato con Giacomo Maria Spera, Allenatore UEFA B, esperto di settori giovanili (nel 2012/13 allenatore più giovane del campionato giovanissimi Nazionali con L'Arzanese in lega Pro) ed attuale coordinatore tecnico della Asd Brothers Napoli affiliata al Perugia Calcio. Spera, inoltre, è psicologo e counselor sportivo.
I giovani campani Riccio, Aquino e Cavallo, in questi giorni hanno firmato per club come la Juventus e la Sampdoria. Poi ci sono i casi storici Immobile, Mandragora e via discorrendo. E' impossibile trattenere o valutare tutti i talenti futuribili della regione, ma è evidente che, nonostante il duro lavoro di Grava, c'è ancora tanto da fare per il Napoli sul Settore Giovanile. Sei d'accordo? Cosa manca?
"Concordo sul fatto che non sia facile poter tenere sotto controllo un'intera regione, Grava è bravo e fa quello che può. Evidentemente, per ora, non c'è da parte della società un reale interesse per il settore giovanile, altrimenti è inspiegabile la pochezza dell'investimento in tal senso. Manca un centro sportivo come Torre del Grifo a Catania voluto da Lo Monaco. Manca soprattutto la voglia di fidelizzare con le persone, il Napoli potrebbe avvicinarsi di più e con piccole cose. Forse sono di parte ma il Direttore Generale del Perugia calcio Mauro Lucarini in tal proposito ha delle idee chiare e vincenti: coinvolgere ragazzi, genitori, costruire il museo del Perugia, le attività con le affiliate. È un peccato vedere tanti campani dover andare altrove. Sono incazzato e triste per quest'aspetto".
Sei un operatore molto attento alle varie evoluzioni tattiche. Cosa è cambiato dal primo Sarri dello scorso anno al "secondo" dopo le prime giornate non soddisfacenti? E cosa ti aspetti in vista del campionato che inizierà tra poco più di un mese? Vedremo delle varianti per sorprendere gli avversari o si perfezionerà il 4-3-3 che tanti risultati ha dato?
"Sarri ha compreso che non poteva inserire un trequartista e mettere due punte, avrebbe inoltre dovuto sacrificare troppi pezzi pregiati, in primis Callejon. Dunque è stato molto intelligente nell'adattarsi. Sarri deve necessariamente vedere chi ha a disposizione per poter applicare poi un sistema di gioco adatto a quello che ha. Dipende tutto da questo".
Quanto pesa il futuro in bilico di Higuain sul lavoro di Sarri a Dimaro in questi giorni di calciomercato febbrile?
"Come ti dicevo Sarri non può ancora puntare su qualcosa di definitivo. Ed indubbiamente il Pipita è il centro dell'attacco e forse anche il centro di tutto, del sogno possibile, percorribile solo se hai un Top Player, un fenomeno come lui".
Dovesse andare via El Pipita, quale sarebbe il profilo ideale per conservare (più o meno) la stessa identità tattica della scorsa stagione?
"Si sono fatti alcuni nomi e non mi piace molto fare fantacalcio. Io credo che andando via Higuain, Sarri possa cambiare sistema. Di giocatori come Higuain non ce ne sono tanti. Una bella prima punta come Giroud potrebbe fare al caso nostro. Ed in panchina riprenderei Duvan Zapata".
Sarri è un grande motivatore, convinse Higuain a restare appena 12 mesi fa ed è riuscito a farlo rendere al massimo delle sue potenzialità. Quanto contano nel calcio i rapporti umani, la fiducia, gli aspetti emozionali...
"Contano tutto. Trasmettere chiarezza ed essere trasparenti coi calciatori non ha prezzo. Oggi in campo non c'è tanta qualità e va da sè che motivare un gruppo diventa indispensabile. Ma ciò che davvero è importante è la gestione totale della stagione, dal piccolo dettaglio al più grande. La ripresa fisica e mentale da un infortunio, aiutare le varie personalità ed indoli dei giocatori a convivere tra di loro, mostrare disponibilità al dialogo ed al confronto. Capire che una squadra non è solo un insieme di calciatori ma un gruppo di persone che vivono emozioni altalenanti e che sono spesso messe sotto pressione mediatica e dalla città".
Interessante...
"Le aspettative sono altissime come i guadagni, ma quest'ultimi sono più facilmente spendibili, le emozioni di paura o rabbia non puoi chiuderle in un cassetto. Sarri ha motivato Higuain? Credo più il contrario!"
Bella lettura. E in tal proposito, tanti sono gli scontenti che, pare, vorrebbero un ritocco di ingaggio. Pensò a Koulibaly. E' solo una questione di soldi?
"Qui mi viene da pensare alla Juventus, che ha una struttura societaria molto forte. Ti senti parte di qualcosa non solo per la maglia, ma anche per tante piccole cose come respirare la GRANDE impresa di calcio. Per un calciatore l'identità è tutto e non sono i soldi a farla. Cosa offre questo Napoli? Castelvolturno? Il San Paolo? La Kappa? Uffici in un seminterrato? I calciatori vanno anche accolti, coccolati, sorretti e coinvolti. In Inghilterra ed in tutta Europa non ci sono come in Serie A squadre con strutture ai limiti del "degrado". Poi certo ci sono e non sono poche le responsabilità degli agenti che hanno interessi personali a volte del tutto distanti da quelle del giocatore".
Facciamo un'ipotesi: il Napoli riesce a trattenere tutti i migliori, quale variante tattica adotteresti per valorizzare anche Gabbiadini?
"4-3-1-2 con Insigne dietro Higuain e Gabbiadini. Ma ritorneremmo al grattacapo di inizio stagione scorsa, la necessità di un trequartista di ruolo e poi Callejon sacrificato".
Giaccherini migliora qualitativamente la rosa o è un acquisto di "quantità"? Quali e quanti ruoli potrebbe ricoprire?
"Se rimanesse tutto così, ovviamente migliorerebbe sia la quantità che la qualità. Potrebbe giocare come mezz'ala o esterno alto, forse anche seconda punta nel 4-3-1-2 di cui dicevo prima".
Sei coordinatore tecnico della Asd Brothers Napoli affiliata al Perugia Calcio e hai modo di valutare molti talenti. C'è qualche ragazzo di cui sentiremo parlare presto?
"Ho diversi nomi ma per una questione etica preferisco non rilevarli. Si creerebbero della aspettative troppo forti sia per i ragazzi ma soprattutto per i genitori. Che non favorirebbero la regolare crescita di questi giovani calciatori".








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