ESCLUSIVA - Pesaresi: "A Napoli si sta da Dio! Sarri? Mi allenò a Pescara, è un vero maniaco"

L'ex giocatore del Napoli, Emanuele Pesaresi, ha parlato in esclusiva ai microfoni di AreaNapoli.it.
Archiviato il match Napoli-Inter, che ha decretato il sorpasso degli azzurri in classifica proprio a danno dei milanesi, gli uomini di Sarri si sono già tuffati nel lavoro settimanale in vista della sfida di domenica 6 dicembre (ore 12,30) contro il Bologna al Dall'Ara. Di questo e di tanto altro la redazione di Areanapoli.it ne ha parlato con l'ex calciatore Emanuele Pesaresi (che ha vestito la maglia partenopea nella stagione 1998-99) in passato compagno di squadra di Roberto Mancini (tecnico interista) alla Sampdoria e poi suo giocatore quando il Mancio assunse il ruolo di allenatore della Lazio nel 2000.
Sei nato ad Ancona, hai esordito nell'Ancona e chiuso la carriera ad Ancona. Tra anconetani e tifosi del Napoli c'è un bellissimo rapporto di amicizia, e tu hai giocato in entrambe le squadre. Chi meglio di te può parlare di questo argomento...
"Sono due meravigliose città di mare, con il porto, ricche di vitalità. Con le dovute proporzioni e ovvi distinguo, direi che si somigliano molto. Poi è chiaro, il potenziale di Napoli, in senso assoluto e andando oltre tutti gli aspetti possibili, è paragonabile a poche altre realtà. Sul versante del tifo, però, direi che c'è, in scala, la stessa passione, e forse proprio per questo c'è una grossa e naturale empatia e simpatia tra le tifoserie. Pensate che nel 2010, nel drammatico salto dalla serie B all'Eccellenza, qui ad Ancona lo straordinario calore dei supporters è rimasto intatto, immutato, forse è addirittura cresciuto. E noi calciatori siamo rimasti impressionati. Io un po' meno perché conosco bene i miei concittadini, e poi per me indossare la fascia di capitano è stato bellissimo al di là della categoria. I tifosi veri amano e basta e, come nel nostro caso, sanno essere determinanti. Ho iniziato e chiuso la carriera nella mia città. Meglio di così non potevo sperare".
Stagione 1998-99, Pesaresi passa al Napoli. Vediamo se ricordi i gol che hai realizzato...
"Sono preparatissimo (ride, ndr). Dunque, tre reti: Lucchese e Cremonese in trasferta, contro il Ravenna in casa. Promosso?"
A pieni voti. Si avverte che hai bellissimi ricordi nonostante il risultato stagionale deludente: il Napoli, appena retrocesso in B, fallì il ritorno in massima serie.
"Hai detto bene, ho dei ricordi bellissimi. Sì, il campionato non fu esaltante per noi. La squadra era stata costruita con il programma di rientrare subito in Serie A. Fu un anno difficile, probabilmente non capimmo subito che vincere quel campionato non era affatto una passeggiata, e poi ci furono tante defezioni, infortuni e, diciamola tutta, non tutti i calciatori di punta, anche quelli portati da Ulivieri, riuscirono a rendere al meglio come ci si aspettava. E questo anche perché Napoli non è un ambiente semplice, nel senso che quando sei obbligato a vincere come nel nostro caso, gestire la pressione è assai complicato".
Andando nello specifico, cosa ricordi di Napoli oltre gli aspetti calcistici?
"Sono stato benissimo. Indossare quella maglia è una fortuna che non capita a tutti. E poi quando svolgi il tuo lavoro con serietà e professionalità profondendo il massimo impegno, i napoletani te lo riconoscono al di là dei risultati. Io e mia moglie amavamo fare delle belle passeggiate in città: gli scorci, il panorama, il clima, a Napoli sono fatti apposta per godersi il relax. Ripeto, è una città eccezionale, unica, e solo chi ci vive, chi riesce a capire la realtà, la mentalità, chi ha voglia di calarsi nel quotidiano, può parlarne e avere un'idea degli orari sballati che ha, del ritmo, della cultura. Ricordo un meraviglioso capodanno, nei festeggiamenti di rito ho visto piovere di tutto dai balconi. A prima vista non te lo spieghi, fai fatica a capire. Ma in un'intervista come questa non è semplice analizzare tutto, si rischiano semplificazioni e io dico solo che se entri nella mentalità del napoletano vero, ci stai da Dio".
Parlando con il collega Alberto Caccia, abbiamo riflettuto su un aspetto: pur di giocare a Napoli hai accettato la cadetteria lasciando la Serie A e la Sampdoria. Una scelta che rifaresti?
"Si. Spalletti fu chiaro con me, io non facevo parte del suo progetto nonostante le tante partite giocate da titolare. Alla luce di ciò, piuttosto che stare fermo, decisi di accettare la proposta di un Napoli ambizioso, che voleva subito rialzarsi. E poi arrivai con la formula del prestito. Una scelta giusta considerati inoltre gli aspetti che ho ricordato nella risposta precedente".
Il secondo di Ulivieri era Mazzarri. Ti aspettavi facesse una carriera così importante anche da allenatore?
"Al Napoli, in quella stagione, era l'allenatore dei portieri. E il portiere, si sa, è quasi uno sport a parte. Non c'era un filo diretto con la squadra, ecco, ma devo dire che Mazzarri ha sempre lavorato molto in campo, e il carattere non gli è mai mancato".
C'è un calciatore in cui ti rivedi?
"Direi di no, il calcio di oggi è diverso, ci sono molte più variabili tattiche. E cambiato il totale delle cose rispetto agli anni in cui ero nel pieno della mia carriera..."
Ti riferisci forse all'eccessivo protagonismo dei calciatori oltre il terreno di gioco? Che magari sono tutti attivissimi sui social?
"(Ride, ndr). Ma si, i tempi cambiano ed è anche normale. Anche il mio calcio era diverso da quello degli anni precedenti e così via. Prima c'era meno pubblicità in senso assoluto, contava solo il campo. Oggi ogni calciatore è imprenditore di se stesso: ha un manager, ha chi gli cura i social network, chi l'immagine, chi il taglio di capelli ecc. ecc.".
A proposito di evoluzione. Stagione 2005-2006, Emanuele Pesaresi approda al Pescara: in panchina c'è... Maurizio Sarri. Fuori gli aneddoti.
"Il mister, dopo una gavetta infinita, iniziava a vedere un po' di luce arrivando a Pescara. Lui è un vero maestro di calcio, ti insegna tutto nei minimi dettagli, non solo tatticamente. Sul versante fisico è minuzioso, in generale è un maniaco. Appena finisce una partita, è subito proiettato a quella successiva. Degli avversari sapeva tutto! E poi sto parlando di dieci anni fa, figuriamoci oggi cosa deve essere..."
Il tuo ex allenatore, Sarri, contro il tuo amico, Mancini: Napoli-Inter, sfida scudetto a due o...
"Sarà una battaglia fino alla fine, nessuna delle due mollerà un centimetro. Ma aggiungerei anche Roma e Juventus, è troppo presto per trarre conclusioni. Roberto (Mancini, ndr) è stato un calciatore straordinario, come pochi, e da allenatore sta raccogliendo risultati eccezionali. A qualcuno non piace il suo gioco, ma vince, e nel calcio è fondamentale. Io lo trovo molto bravo sotto ogni punto di vista, e poi trovatemi un solo allenatore che mette d'accordo tutti..."
Condividi le polemiche di Bobby-gol per il rosso a Nagatomo?
"Sul primo fallo l'ammonizione ci può stare. Era una ripartenza, e prescindendo da ogni discorso, Nagatomo va dritto sull'uomo, cioè Callejon. Sul secondo credo che si poteva evitare il giallo: l'assistente avrebbe potuto sottolineare all'arbitro che non c'era stato contatto. Anche se poi Allan viene comunque ostacolato nell'azione laterale. Forse nel complesso l'espulsione è esagerata. Ma può capitare. Mancini è l'allenatore dell'Inter e si lamenta come faremmo tutti nei suoi panni. Comunque, le polemiche contano poco, se fossi un tifoso dell'Inter non mi preoccuperei più di tanto: la squadra è forte, tonica. Ma non si possono vincere tutte le partite".
Tu hai collezionato una ventina di presenze nelle Nazionali giovanili. Secondo te Conte fa bene a non convocare Insigne?
"Sono problemi di Conte ed è meglio non entrarci. Dico solo che sono convinto di un fatto: Insigne è uno dei migliori talenti italiani e difficilmente si potrà fare a meno di lui nelle competizioni che contano. Poi Lorenzo è giovane ma ha già tanta esperienza. In queste convocazioni intermedie è quasi fisiologico che un tecnico voglia lanciare dei messaggi. Vedremo a fine campionato come si sarà evoluta la situazione sia per il folletto napoletano che per Gabbiadini, che viene convocato nonostante lo spazio ridotto nel Napoli. E vorrei vedere, con un Higuain così....".
El Pipita, ecco. Secondo Sacchi la rosa del Napoli è inferiore a quelle di Inter, Roma, Juventus e Milan. Sei d'accordo?
"Qualitativamente non tutte hanno il lusso di avere contemporaneamente Higuain e Reina. Detto ciò, bisogna fare anche la conta degli infortunati e in tal senso penso alla Roma che ha ai box Gervinho e Salah. Guardiamo al complesso più che sommare i valori dei singoli. E poi c'è gennaio per colmare qualche vuoto. Sarà una bella sfida fino alla fine e non dimentichiamo le energie che tolgono le competizioni europee. E l'Inter non ha di questi 'problemi'.".
Da difensore, come valuti l'assetto difensivo studiato da Sarri?
"Albiol lo conosciamo, il suo valore è indiscutibile, doveva solo ritrovarsi mentalmente e riprendere in mano le sue qualità: Sarri è stato perfetto. Koulibaly, invece, è calcisticamente un "animale", un potenziale campione, difficile giocare contro di lui. Una forza fisica impressionante. Devo dire che anche gli esterni stanno giocando alla grande e in mediana c'è schermo e filtro".
I calciatori più forti con i quali hai giocato...
"Faccio dei nomi alla rinfusa per non scontentare nessuno. Parto da Nesta, un fenomeno. Poi Mancini, Salas, Montella, Crespo, Nedved e tanti altri".
E nel Napoli con chi avevi un rapporto di amicizia?
"Direi con tutti. In particolare con Daino, Taglialatela, Baldini, Bellucci e poi con Schwoch quando arrivò a gennaio. Era davvero un bel gruppo, credetemi, eravamo compatti e convinti di poter fare bene. Ma nel calcio nulla è scontato".
Di cosa ti occupi oggi?
"Dopo diversi anni in cui ho fatto altro, ora sono rientrato nel mondo del calcio seppure in sordina. Sto facendo l'allenatore in seconda nelle Marche: stiamo lavorando bene, mi sto divertendo, ma non faccio previsioni. Non ho grosse ambizioni, però se mi chiama qualcuno non potrò dire di no. Il calcio è sempre stato il mio lavoro, la mia passione, ed è difficile starne fuori", conclude Emanuele Pesaresi ad Areanapoli.it.
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