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ESCLUSIVA - Palomba: "Vi presento il mio libro. Canzone napoletana finita. Sogno lo Scudetto"

Scritto da Francesco Manno in Interviste3 LUG 2017 ORE 17:58

Salvatore Palomba è un poeta che ha scritto poesie e musiche senza tempo, capaci di innescare emozioni profonde in chi ascolta.

Salvatore Palomba è un poeta che ha scritto poesie e musiche senza tempo, capaci di innescare emozioni profonde in chi ascolta. Fu autore dei versi di "Carmela", la celebre canzone di Sergio Bruni diventata un successo internazionale (fu cantata anche da Mina, ndr). La nuova edizione del libro "Nu cielo Piccerillo" è stata presentata nella biblioteca comunale di Villaricca (Palazzo Somma), in anteprima nazionale. La manifestazione è stata organizzata dalla Pro loco di Villaricca con il Patrocinio del Comune di Villaricca e della Presidenza del consiglio Regionale della Campania. L'incontro con il poeta Salvatore Palomba – percorso di poesie e canzoni – è stato introdotto da Stefano Fedele che ha curato la nuova edizione del libro edita da Cuzzolin s.r.l. e da Mimmo Falco, presidente nazionale del movimento unitario giornalisti e ha visto la partecipazione di Mimmo Angrisano, discepolo del cantore di Villaricca Sergio Bruni e di Antonio Saturno. La redazione di AreaNapoli.it ha intervistato in esclusiva Salvatore Palomba.

Cosa troveranno i lettori nel suo libro "Nu Cielo Piccerillo"?

"Sono le poesie che ho scritto nel corso di una vita. Si tratta della mia antologia poetica. Il sottotitolo del libro, infatti, è "Canzoniere di una vita". Ci sono i miei lavori storici e le poesie che ho scritto circa tre mesi fa. Il libro è diviso in sette sezioni e ognuna di essa è preceduta da una pagina di prosa che spiega il contesto in cui queste poesie sono nate".

Lei ha partecipato a nove edizioni del Festival di Napoli ed è stato autore di brani che hanno partecipato a Sanremo. Che ricordi ha di tali esperienze?

"Le dico la verità. I Festival non mi sono mai piaciuti, erano l'arena dei tori. Ricordo con affetto, tuttavia, l'incontro con Sergio Bruni. Era il 1965, per la prima volta il celebre artista cantò una mia canzone: 'A vita mia. Parole mie, musica di Vian, fu un bel successo. Da lì nacque poi la collaborazione con Sergio Bruni".

A proposito di Sergio Bruni, era legato al grande cantante da una profonda amicizia. Non era un rapporto solo professionale

"Assolutamente sì, Sergio Bruni era un mio grande amico. Ci siamo subito 'presi'. C'era un rapporto di stima reciproca e una grande simpatia".

Cosa pensa della musica napoletana di oggi e dei rapper?

"La canzone napoletana è un fenomeno finito, così come la pittura figurativa. Ci sono dei buoni rapper, ma a volte i testi sono scritti malissimo".

Lei ha detto che la musica napoletana è morta. Sarebbe quindi contrario al ritorno del Festival di Napoli?

"Non so, è difficile rispondere a questa domanda. Bisognerebbe inventare nuovi linguaggi che possano interessare anche i giovani. Non so se ci sono artisti in grado di fare un qualcosa di nuovo. E mi riferisco a musicisti, cantanti e parolieri...".

Lei anche un grande tifoso del Napoli. Cosa manca per vincere il tanto agognato Scudetto?

"Sogno lo Scudetto. Quella allestita da Aurelio De Laurentiis è una bellissima squadra, fatta di giovani promettenti che esprimono un calcio che appassiona. Spero che sia finalmente la volta buona. Sa, in famiglia non sono l'unico a soffrire per il Napoli...".

Con chi condivide la passione per il Napoli?

"Con mio figlio. Lo portavo in tribuna a vedere le partite del Napoli. Ora è diventato un tifoso scatenato, non perde una partita. Non immagina come potrebbe festeggiare uno Scudetto della sua squadra del cuore...".

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA

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