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ESCLUSIVA - Montervino: "Nel mio cuore c'è una partita. Problemi per Hamsik? Vi spiego. Gabbiadini in azzurro si esalterà! Lavezzi..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
ESCLUSIVA - Montervino: Nel mio cuore c'è una partita. Problemi per Hamsik? Vi spiego. Gabbiadini in azzurro si esalterà! Lavezzi...

Viaggio a Taranto, Francesco Manno per AreaNapoli.it ha intervistato l'ex capitano azzurro Francesco Montervino, neo direttore del club pugliese.


Il Napoli, negli ultimi 5 anni, è stata l'unica squadra italiana ad essersi sempre qualificata in Europa. Ha vinto due Coppe Italia, ha partecipato per ben due volte alla Champions League. Negli anni si sono alternati campioni che hanno fatto le fortune del club azzurro, ma anche dei loro attuali club. Basti pensare ai vari Lavezzi, Cavani e tantissimi altri. Oggi accettare Napoli non è difficile. Il club naviga nelle primissime posizioni del campionato italiano, è temuto e conosciuto in tutta Europa. Circa 10 anni fa, tuttavia, non era così. Calciatori di livello inferiore si permettevano di dire di no al capoluogo campano. Inutile fare nomi, la storia la conosciamo fin troppo bene. Se i partenopei sono arrivati a simili livelli lo devono anche a quei calciatori che hanno sposato per primi il progetto De Laurentiis. Il primo fu Francesco Montervino. L'ex capitano del Napoli è stato protagonista in tutte le categorie, dalla Serie C fino alla cavalcata in A. La redazione di AreaNapoli.it ha raggiunto l'ex calciatore nella sua città natale, Taranto. Montervino è ora direttore sportivo del club pugliese.

Hai sempre ricoperto ruoli di grande responsabilità, a 19 anni eri il capitano del Taranto

"E' vero, è stato subito stimolante per me. Ricoprire un ruolo così delicato ed importante a quell'età mi inorgogliva. Ero contento del fatto che la gente credesse in me, nella mia persona".

Ora ti ritrovo dietro ad una scrivania con un computer. La tua vita è cambiata tanto?

"In un certo senso si. Ho smesso di giocare lo scorso anno, ma non ho particolari rimpianti. La mia carriera da calciatore si è conclusa lo scorso anno e con grandi soddisfazioni. Oggi sono il direttore sportivo del Taranto, la squadra della mia città. Ricopro questo ruolo da poco, ma ne sono orgoglioso e spero di fare bene".

Ora nessuno rifiuta Napoli, ma dopo il fallimento la situazione era molto diversa

"Credimi, io ho sposato dall'inizio il progetto De Laurentiis. Sentivo l'esigenza di misurarmi con la piazza partenopea, avevo già vissuto quell'ambiente. Mi proposi quasi personalmente al Napoli, non badavo al contratto. Non mi importava dei soldi, ero convinto di fare la scelta giusta perché andavo a giocare in una squadra prestigiosa. Ero convinto che si sarebbe potuto vincere qualcosa".

Quale gara ricordi con maggiore emozione?

"Ti dico anche la data: 10 giugno 2007...".

Genoa-Napoli, la gara che portò il Napoli in Serie A

"Esattamente. Io col Napoli ho giocato anche in Coppa Uefa, ho vissuto tante belle emozioni. Quel giorno, tuttavia, per me fu stupendo. Una grande realtà come Napoli, dopo tanta sofferenza, ritrovava la Serie A, ritornava nel calcio che conto. Mi sentivo orgoglioso di aver contribuito ad un simile risultato. Ci furono tante altre belle partite, momenti di gioia, ma quella data non la dimenticherò mai. Napoli era in A e io c'ero!".

E tu non eri uno dei tanti, ma il capitano di quella squadra

"E' vero, ma quella responsabilità non mi pesava asoslutamente. Mi dava nuova energia, mi sentivo davvero importante. L'anno successivo, poi, ci qualificammo per l'Intertoto e fu un'altra bella emozione. Il Napoli tornava a calcare palcoscenici internazionali".

Sei rimasto in contatto con qualche vecchio compagno di squadra?

"Si, sento spesso Grava. Abbiamo fatto il corso insieme per la carica di direttore sportivo. Ho sentito anche Maggio, Paolo Cannavaro e Marek Hamsik".

A proposito di Hamsik, da oltre un anno ormai non si esprime ai suoi livelli abituali. Come te lo spieghi?

"Fa fatica a stare spalle della porta. E' un calciatore che, partendo da dietro, si esprime al massimo perché sa inserirsi benissimo. Il mio parere è soggettivo, sicuramente Benitez conosce la situazione meglio di me. Credo tuttavia che lo slovacco non vada criticato. La sua qualità è sempre enorme, anche se fa qualche goal in meno. Lo dico con convinzione perché ho visto tante partite di Marek".

Si parla di un ritorno di Lavezzi al Napoli, tu hai avuto modo di parlare con lui in questi anni?

"L'ho sentito due anni fa l'ultima volta. Non so se la trattativa esiste e quante possibilità ci sono che possa andare in porto. Dico solo che il Pocho negli anni ci ha fatto godere. Magari tornasse al Napoli, sarebbe un rinforzo strepitoso".

Tu facevi della grinta una delle tue qualità migliori, ritieni che a centrocampo manchi un calciatore di personalità?

"Non sarebbe giusto stare qui a giudicare determinate scelte societarie. Ti posso dire solo che amavo particolarmente Behrami. Lo svizzero è un calciatore importante, di personalità. Evidentemente è accaduto qualcosa e lo svizzero è andato via"

Gabbiadini sembra ad un passo dal Napoli, è l'acquisto giusto?

"E' un calciatore straordinario e credo che non si sia espresso ancora al massimo. Ho visto la gara contro il Verona ed è stato bravissimo. Ha qualità tecniche importanti, in una città come Napoli si esalterebbe".

C'è qualche talento del Taranto che potrebbe fare al caso del Napoli? Magari giovane, non completamente esploso. Puoi anche non rispondermi se vuoi?

"E invece ti rispondo (ride, ndr). Se c'è non me ne sono ancora accorto. La mia speranza è quella di coltivare giovani talenti che possano fare prima la fortuna del Taranto e poi aspirare ad approdare in squadre importanti come quella azzurra. Credimi però, in quel caso il Napoli sarebbe il primo club che contatterei".

Taranto viene definita una piccola Napoli, sei d'accordo? Quali sono le analogie e le differenze tra queste due città?

"C'è molto di simile. E' gente di mare, portuale. I cittadini di Napoli e Taranto sono veraci, passionali. Ci sono molte problematiche, inutile nasconderci. Ciò però non sempre costituisce un ostacolo insormontabile. Vincere in città simili dà una soddisfazione enorme, è bellissimo fare calcio in queste realtà".

Un saluto di Francesco Montervino ai lettori di AreaNapoli.it e a tutti i tifosi

"Un saluto affettuoso da parte mia, vi porterò nel mio cuore per sempre. La mia speranza è che ci possiamo incontrare nel più breve tempo possibile. Un abbraccio a tutti voi".

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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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