ESCLUSIVA - Marasco: "Il Napoli e i talenti campani, due casi fanno riflettere. L'esordio in A contro Ronaldo..."
"Fu una giornata speciale per me: emozioni enormi e ricordi che porterò per sempre dentro di me. Chiaramente sotto il profilo calcistico non fu esaltate perchè il mio Verona perse 3 a 0"

Il Napoli di Sarri affronterà questa sera l'Inter a San Siro: gli azzurri proveranno ad allungare ulteriormente in classifica per cullare ancora il sogno scudetto (la Juventus è a sei punti, ndr) e per tenere a debita distanza la Roma di Spalletti che, nonostante lo stop interno contro il Bologna, spera di agguantare il secondo posto che vale l'accesso diretto alla Champions. Di questo e di altro la redazione di Areanapoli.it ne ha parlato con l'ex calciatore Antonio Marasco (Avellino, Venezia, Verona, Palermo, Savoia...), oggi allenatore, scopritore di talenti, titolare della scuola calcio Fc Maraotto 2004 e dello storico Bar Caffè dei Portici di Torre Annunziata.
Caso Donnarumma, un talento campano che finisce al Milan. Come mai il Napoli, secondo te, non ha ancora il totale monitoraggio dei giovani del territorio?
"E' un argomento delicato, si rischiano banalità e semplificazioni. Innanzitutto il "caso Donnarumma" è semplicemente quello più eclatante e di stretta attualità, ma sono tanti i talenti costretti ad andare via per provare ad emergere. Purtroppo monitorare tutto non è semplice, ci vuole una capacità di gestione capillare. E devo dire che da quando c'è Grava alla guida del settore giovanile, qualcosa sta cambiando. Va detto comunque che ci vogliono anni per vedere i risultati, specie se si è in ritardo nella semina".
Inter-Napoli: match delicato in uno stadio che ti ha visto esordire in Serie A. Quali i tuoi ricordi e come finirà secondo te questa sera.
"Fu una giornata speciale per me: emozioni enormi e ricordi che porterò per sempre dentro di me. Chiaramente sotto il profilo calcistico non fu esaltate perchè il mio Verona perse 3 a 0. Ma affrontammo fenomeni come Vieri, Zamorano e soprattutto Ronaldo, uno dei più grandi calciatori di sempre che a fine partita mi regalò la sua maglia. Credo che se il Napoli scende in campo con serenità e semplicemente con la consapevolezza di avere quella qualità che gli ha consentito di giocare il miglior calcio della Serie A, non avrà problemi a mettere un altro tassello nel puzzle che deve portare al ritorno in Champions. Da napoletano me lo auguro".
Differenza tra Juve e Napoli. E' davvero impossibile per gli azzurri vincere lo scudetto?
"La matematica dà ancora speranze e dunque il Napoli ci deve credere fino alla fine. Detto questo, bisogna riconoscere la stratosferica forza di una Juve in grado di scalare posizioni su posizioni dopo una disastrosa partenza. Vincere venti partite e oltre di fila non è da tutti. Se dovessero essere i bianconeri a trionfare, gli si farà un applauso ricordando al tempo stesso che se la squadra di Sarri è a soli sei punti da chi ha fatto cose pazzesche, vuol dire che ha fatto parimenti cose pazzesche".
Arbitri e polemiche, il tuo punto di vista...
"Da ex calciatore ti dico che quando si va in campo non bisogna farsi distrarre da chiacchiere inutili. Sul terreno di gioco è fondamentale pensare al calcio puro: se iniziamo con sospetti, dubbi, veleni, allora a cosa serve insistere con questo sport? Ricordo a tutti che la Juve perse uno scudetto a Perugia, ma in realtà aveva lasciato punti pesanti proprio a Verona contro di noi. Una squadra deve lavorare per farsi trovare pronta e per andare oltre possibili errori arbitrali che per quanto possano influenzare l'andamento di una gara, non possono stravolgere la reale forza di un collettivo. Il Napoli a Torino ha perso per una deviazione, se quel tiro di Zaza fosse finito sul fondo, oggi probabilmente parleremmo di un'altra classifica".
Hai giocato nel Palermo di Zamparini e conosci molto bene il presidente: come valuti il suo operato quest'anno?
"Lui è uno focoso, direi che ha commesso un solo errore e che gli altri sono una conseguenza a catena: non doveva esonerare Iachini perchè quel gruppo, quel progetto, è stato costruito intorno al suo mister, artefice di risultati importanti. Poi è chiaro, se ad una squadra togli un campione come Dybala, giusto per fare un nome, e non trovi il sostituto adatto, le cose si complicano. A prescindere, al di là del legittimo dispiacere dei tifosi di vedere la propria squadra in una situazione non facile, credo che Zamparini debba essere ringraziato per la passione che ci ha messo e che mette. Non è sempre semplicissimo avere continuità di risultati".
Da titolare di una scuola calcio e da professionista del settore, qual è la situazione in Campania oggi? Quanti Insigne, Donnarumma e nuovi Marasco ci sono secondo te?
"Ce ne sono tanti. Dovrebbe cambiare un po' la mentalità dei club medio piccoli e dei grandi club nel creare sinergie con società satellite. Anche la mentalità dei tifosi dovrebbe essere modulata pensando al futuro, altrimenti il calcio italiano non risorgerà mai. Ricordo che in Italia avevamo i Nesta, Baresi, Costacurta, Pirlo, Maldini, Ferrara e tanti, tantissimi campioni, ma anche i Gautieri, i Matrecano che provenivano da serie minori e da squadre come Turris, Savoia ecc. ecc. C'è poco coraggio anche nella gestione degli under nelle categorie regionali. E' un discorso molto complesso. Io ho avuto la fortuna di gestire il settore giovanile del Savoia e alcuni ragazzi sono andati in club come Teramo, Latina Spezia... Se non si inverte il trend, diventa complicato fare ragionamenti. La Juve Stabia, per tornare a Donnarumma, poteva avere un pizzico di coraggio in più e fare esordire il ragazzo in Serie B già tempo fa. Invece è andato a Milano e la storia la conosciamo tutti. Con la mia scuola calcio giocammo contro l'attuale portiere del Milan che, allora ragazzino, già difendeva i pali di una squadra i cui giocatori avevano due anni più di lui. Si vedeva che era un predestinato. Poi anche la componente fortuna è fondamentale. Vedete Mandragora, un napoletano che giocherà nella Juventus...".
A proposito di Torre Annunziata e del Savoia, ci sono secondo te i presupposti per rivedere la squadra oplontina in categorie importanti?
"Si parla di una cordata di imprenditori coordinata dalla famiglia di Ciro Immobile, calciatore del Torino e nel giro della Nazionale. Il progetto c'è ed è interessante. Sarà fondamentale capire gli obiettivi e la voglia di seminare per il futuro senza avere fretta sui risultati nel breve periodo. Bisogna costruire e ricostruire creando le famose sinergie di cui parlavamo prima a proposito dei giovani talenti".
Luca Cirillo
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