ESCLUSIVA - Lamberti: "Era l'acquisto giusto, il Napoli se l'è fatto sfuggire. Stop vittimismi, col Milan gara clou"
"L'impostazione di Sarri è stata sicuramente oggetto di studio e analisi da parte degli avversari e dunque ora è necessario trovare alternative per sparigliare e non farsi imbrigliare come accaduto a Torino e in Spagna".

Dopo il pareggio della Juventus a Bologna (0-0, ndr), il Napoli ha la possibilità di riprendersi il primato in classifica: al San Paolo, lunedì, arriverà il Milan di Mihajlovic, per la squadra di Sarri l'opportunità di ritrovare smalto dopo le due sconfitte maturate allo Stadium e al Madrigal di Vila Real. Di questo e di altro la redazione di Areanapoli.it ne ha parlato con il collega Vincenzo Lamberti, giornalista, in passato conduttore di trasmissioni sportive su Metropolis Tv, oggi ideatore insieme ad altri due soci del portale ecampania.it che si occupa di promozione del territorio.
Bologna-Juventus, un pareggio non senza polemiche: manca un giallo a Bonucci che, diffidato, avrebbe saltato la gara con l'Inter, e un sospetto rigore per i felsinei per un fallo di mano di Marchisio in area...
"Al di là di attente valutazioni e doverose analisi, eviterei di sottolineare eccessivamente episodi arbitrali: è un terreno scivoloso su cui si rischia quel latente vittimismo per nulla produttivo. Il Napoli e i suoi tifosi devono avere una mentalità che va oltre, superiore a certe dinamiche che ci sono sempre state: bisogna pensare solo al proprio cammino, come diceva Maradona, essere consapevoli di giocare "contra tutti quanti". Solo così, facendo gruppo, estraniandosi da certe trappole velenose, alla fine si vince. Irrati a Roma è stato coraggioso quando ha interrotto Lazio-Napoli, ieri ha lasciato qualche perplessità, ma noi non aggiungiamo l'errore di guardare cosa accade in casa Juve. La gara con il Milan è la più importante di tutte, anche dello scontro diretto allo Stadium. E' la chiave della svolta psicologica: facendo gli scongiuri del caso, 3 stecche possono essere pesanti, ma superando l'ostacolo si può spianare una strada davanti da percorrere con entusiasmo".
In Europa League Sarri ha optato per un coraggioso turn-over contro un avversario di discreto livello ma per nulla irresistibile. Appare evidente che, come accaduto per la Coppa Italia, la testa degli azzurri è altrove...
"Si, questa è la classica situazione del "senno di poi...". Nel senso che, in caso di successo sul Milan, Sarri verrebbe applaudito per aver salvaguardato la squadra titolare. Il Villarreal mi è sembrata una buona squadra nel complesso di una sfida dal sapore Champions. Il Napoli, pur imbottito di non-titolari, ha disputato una gara discreta, non eccezionale, ma a memoria ricordo solo un pericolo neutralizzato con una efficace diagonale di Strinic. Il tecnico toscano è oculato ed intelligente, sa che più di questo non può chiedere alla squadra, in fondo oltre ai titolari ha solo 3-4 giocatori di buon livello per gestire i cambi in corso d'opera. Anche la Juve, nonostante le numerose alternative in panchina, è calata. Ci sono inoltre gli infortuni da tener presente, ma è un calo è fisiologico per tutti. E poi la mia sensazione è che i bianconeri abbiano maggiore interesse per la Champions piuttosto che per il quinto titolo consecutivo".
In questa disamina si avverte una evidente insoddisfazione per la gestione del mercato da parte del Napoli...
"A giugno sono arrivati Reina, Allan, Hysaj, Chiriches e Valdifiori. Direi un ottimo lavoro da parte di Giuntoli. Sul portiere poco da dire, è un campione; Allan lo seguivo da due anni, e immaginavo che in un impianto come quello del Napoli sarebbe stato straordinario; Hysaj ha dato quadratura alla difesa con Chiriches ottima alternativa ai centrali; Valdifiori invece ha sofferto per il cambio di modulo, a Empoli si verticalizzava di più, e per l'esplosione di Jorginho. Tutto sommato, considerate le premesse stagionali e i risultati di inizio campionato, chi avrebbe mai immaginato di ritrovare un Napoli così lanciato in alta classifica. Il lavoro di Giuntoli è positivo nella finestra estiva, bravo Sarri a trovare i correttivi giusti in sintonia con la squadra, ma a gennaio bisognava fare di più soprattutto nel dare alternative di qualità in mediana".
Quali i nomi giusti secondo te?
"Premettendo che a gennaio o si fa l'affare o si prende il bidone o magari il calciatore forte ma che non si esprime subito bene, al Napoli è mancato l'acino di pepe per fare la minestra saporita. Quella di quest'anno è un'occasione troppo ghiotta per non provare a vincere lo scudetto. L'equivoco tattico di Gabbiadini mi porta a dire che sarebbe stato utile accettare i 25 milioni del Wolfsburg e prendere un attaccante di scorta e quel centrocampista capace di far rifiatare Allan e Hamsik. Penso ad Andrè Gomes, e attenendomi alle parole del presidente De Laurentiis, poteva essere proprio lui il campione giusto. Detto questo, è stata una cavolata farsi sfuggire Soriano, uno che sa dare qualità, che dà del tu al pallone, che è tosto fisicamente. Si poteva tranquillamente prendere e c'erano tutti i presupposti. Zapata poi non l'avrei fatto andare via, i numeri dicono che è stato più importante di Gabbiadini".
Sono arrivati Grassi e Regini
"Difficile dire cosa può dare Regini, non fa il centrale da tempo e a sinistra ci sono Ghoulam e Strinic. Grassi invece l'ho visto solo contro il Napoli e mi ha fatto impressione: un giovane che ha personalità e prospettiva. Giusto fare queste operazioni, ma poi bisogna valorizzare chi arriva. Prendiamo Luperto, non ha praticamente giocato mai, eppure le occasioni non sono mancate. E poi non capisco perchè Chalobah non abbia molto spazio, eppure nonostante la giovane età ha avuto Mourinho come maestro e ha già tanta esperienza. Spero che abbia metabolizzato innanzitutto il recente lutto, sul piano sportivo può dare un prezioso contributo più di David Lopez che sta disputando una discreta stagione, senza brividi ma senza sussulti".
Due sconfitte nelle ultime gare, campanello d'allarme?
"Entrambe sono arrivate a pochi minuti dalla fine. L'unico campanello d'allarme preoccupante riguarda il gioco che nelle ultime uscite non è stato spumeggiante come al solito. L'impostazione di Sarri è stata sicuramente oggetto di studio e analisi da parte degli avversari e dunque ora è necessario trovare alternative per sparigliare e non farsi imbrigliare come accaduto a Torino e in Spagna. Gabbiadini esterno o accanto ad Higuain con un rifinitore alle spalle potrebbe rappresentare una variante quando il gioco sugli esterni non è efficace. E' fondamentale evitare un irrigidimento dogmatico sul piano tattico. Giusto avere una propria filosofia di gioco, ma è necessario saper sorprendere gli avversari e colpirli dove si può. La Juve ha capito che affrontare il Napoli a viso aperto sarebbe stato rischioso e così Allegri ha cambiato 4 volte il modulo dall'inizio alla fine della partita. Battere il Milan ritrovando il proprio smalto avrebbe un duplice significato: cancellare la sconfitta di Torino superando la Juve in classifica, e creare i presupposti psicologici per ribaltare il risultato del Madrigal. Al San Paolo il Villarreal se la vedrà nera".
Tuttosport oggi ha quasi oscurato il pareggio della Juve a Bologna invitando i tifosi a pensare subito alla sfida di Champions. Il solito dilemma tra "sistema", "quadrato intorno alla squadra" e "onestà intellettuale"...
"L'onestà intellettuale è un valore imprescindibile per chi fa il nostro lavoro. Il giornalismo dovrebbe individuare ciò che non va e dirlo con eleganza. E mi riallaccio al discorso iniziale, una squadra dovrebbe seguire l'insegnamento maradoniano "tanto gli faccio gol comunque", e fregarsene di certe situazioni importanti ma comunque di contorno. Andiamo oltre l'oleografia, il vittimismo e la polemica facile: siamo forti, andiamo a vincere lo stesso. Troppi lamenti dopo le due sconfitte del Napoli: "E' finita, io lo sapevo", oppure "è stato solo un sogno". Arrendevolezza e poco carattere sono mali interni contro cui combattere".
E poi ci sono alcuni procuratori che straparlano...
"E' compito delle società tenere a freno la lingua di taluni agenti di calciatori con il vezzo della logorrea polemica. A proposito di "sistema", in città come Torino e Milano, tali professionisti parlano pochissimo e seppur maliziosamente sollecitati, o rispondono in maniera evasiva seguendo le direttive e gli eventuali accordi con i club, o in caso di battute fuori luogo vengono subito stroncati. De Laurentiis non simpatizza molto per gli agenti, anzi direi che alcuni li odia proprio, e io vado contro il mio lavoro, ma in certi casi si esagera davvero: c'è un limite anche al proprio interesse, occorrono dignità e signorilità".
Per concludere, che idea ti sei fatto del fair play finanziario? L'Inter ha 400 milioni di debiti ma è "too big to fail", ovvero troppo grande per fallire, mentre c'è intransigenza verso i club medio-piccoli...
"Aggiungerei che il caso dei nerazzurri mi fa rabbia perchè se ci sono regole vanno rispettate: se una società non calcistica sbaglia, paga a caro prezzo. Estendendo il ragionamento il fair play finanziario appare in certi casi come una mano che prova ad arrestare una cascata...di soldi, di petrolio. Il punto non è impedire di spendere, ma evitare l'indebitamento eccessivo senza piani concreti per ripianare. Se l'Inter ha troppi debiti, giusto per fare un esempio, bisogna impedire acquisti troppo onerosi ed ingaggi evidentemente non in linea con lo stato di salute del club", ha concluso Lamberti ad Areanapoli.it.
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