ESCLUSIVA - INTERVISTA CON... FEDERICO SALVATORE

Il cantautore napoletano Federico Salvatore torna sul mercato con uno struggente tango dal testo molto intenso, che affronta temi di triste attualità.
Il cantautore napoletano Federico Salvatore torna sul mercato con uno struggente tango dal testo molto intenso, che affronta temi di triste attualità. Ne "A signora Libertà" si parla di tematiche particolarmente delicate quali l'immigrazione, la religione e la violenza ed è il singolo che anticipa Malalengua, un album di brani inediti che uscirà a breve. Insomma: guai a pensare ad un artista poco impegnato. Federico Salvatore non è "quello che dice parolacce", così come veniva descritto da una piccola, ma rumorosa, critica musicale. De Andrè, Giorgio Gaber, Frank Zappa, Pergolesi e Mozart sono i suoi riferimenti musicali. Cantautore raffinato e sensibile, ancora oggi non ha perso quell'ironia e quel sarcasmo che ha contraddistinto la prima fase della sua carriera. La svolta nazionale arrivò nel 1996 con il brano "Sulla porta". Una canzone che fece molto discutere perchè toccava un argomento all'epoca considerato tabù: l'omosessualità. La redazione di AreaNapoli.it ha incontrato l'artista prima della presentazione del libro "L'Osservatore esistenziale", di Ciro Barbato.
La tua nuova via cantautorale ha inizio nel 2002 con L'osceno del Villaggio. Hai scelto un percorso sicuramente più complicato rispetto a quello di tanti altri tuoi colleghi, lontano dalle logiche del mercato, ma proprio per questo più vero. Già con la canzone "Sulla porta", tuttavia, svoltasti rispetto ad un passato che ti vedeva impegnato prevalentemente con canzoni ironiche e divertenti
"Ho sempre prediletto la canzone d'autore e Sanremo era l'occasione e la vetrina giusta per dimostrarlo. Mi presentai al Festival con quel brano che toccava un tema all'epoca tabù: l'omosessualità. Ebbi un grande successo anche se la canzone scatenò inevitabili polemiche".
Raramente ti vediamo in Rai o Mediaset, perchè?
"Non mi invitano, ma anche io ho rifiutato qualche proposta che non consideravo all'altezza. Tale 'embargo', tuttavia, iniziò dopo un'altra canzone: Se io fossi San Gennaro".
Un brano dal testo molto forte, uno sfogo contro tutti quei luoghi comuni su Napoli. Facevi anche dei nomi molto popolari
"Si ed altri erano facilmente intuibili ("Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia", ndr). Presentai la canzone al Festival di Napoli su Mediaset. Smosse un polverone mediatico non indifferente. Sicuramente ho perso in televisione, ma ho guadagnato in teatro. La televisione ti impone al pubblico, il pubblico teatrale ti sceglie. Ed è un successo sicuramente più duraturo. Il grande Giorgio Gaber diceva: "C'è chi vuole passare alla cassa e chi alla storia". Io evidentemente ho scelto la seconda opzione".
Gianfranco Funari però ti volle nuovamente in RAI. Ti presentò così: "Il nostro Paese è un Paese strano, dove non si sa per quale motivo se qualcuno vale qualcosa gli tagliano le gambe".
"L'unico che mi ha appoggiato è stato appunto il compianto Gianfranco Funari, dopo di che c'è stato il vero e proprio silenzio. Mi invitò nel suo programma "Apocalipse Show". Andava in onda su Rai Uno. Mi stimava molto, mi consentì di cantare nuovamente "Se io fossi San Gennaro" dinnanzi ad una platea nazionale. Lo ricordo con grande affetto, ma ringrazio anche l'autore Diego Cugia che favorì il mio incontro con Gianfranco".
Da diversi anni, quindi, hai scelto di essere un po' meno Audience, ma forse un tantino più Sapienes
"L'orgasmo ideologico non può essere raggiunto solo dopo un goal di un calciatore del Napoli. Sono convinto che la musica debba anche far riflettere, portare ad una presa di coscienza della realtà che ci circonda. Resto però un grandissimo tifoso del Napoli".
Quanto ti fa divertire questo Napoli?
"Tantissimo. Il Napoli è bello da vedere, gioca un grande calcio. La squadra, poi, mi sembra molto competitiva. Zielinski, Rog e Diawara sono tre calciatori di assoluto livello. Sarri è un grandissimo allenatore. Cosa dire, poi, di Reina? Resta un riferimento per i compagni di squadra. Consentimi, però, di elogiare in modo particolare un altro calciatore".
Prego
"Io adoro Lorenzo Insigne. Ha disputato una stagione fantastica. Sai, fare bene a Napoli non è semplice se sei napoletano. La gente vuole tanto da te, devi dimostrare sempre qualcosa di più rispetto agli altri. Lorenzo, tuttavia, si è spesso caricato sulle spalle la squadra. Sono contento che De Laurentiis gli abbia rinnovato il contratto".
Perchè una squadra così bella e competitiva è a otto punti dalla Juventus?
"Io credo che ci sia un discorso storico da non sottovalutare. Torino e Milano hanno sempre dominato ed è difficile invertire il trend. De Laurentiis, inoltre, non vuole fare il passo più lungo della gamba. Probabilmente anche io, da imprenditore, mi comporterei come lui. Da tifoso continuo a sognare e sperare che in Campania possano arrivare grandi campioni in grado di fare la differenza".
Higuain - dopo avere fatto sognare Napoli - sta facendo le fortune della Juventus
"Da tifoso del Napoli ci sono rimasto male, inutile negarlo. Poi però mi metto nei panni del professionista. Lui ambiva a raggiungere grandi risultati. La sua nuova squadra sta per vincere l'ennesimo campionato, è in finale di Coppa Italia e si giocherà - con ogni probabilità - la Champions League nella finale di Cardiff contro il Real Madrid. A proposito, spero di tornare presto a casa per guardare la gara contro il Monaco. Amo il calcio...".
L'intervista si chiude così. Ringrazio Federico Salvatore per la sua estrema disponibilità e il tempo che mi ha concesso. Lo so, non è un procuratore. Non mi ha dato scoop di mercato. In questi anni, però, ho intervistato tanti artisti, dal teatro al cinema passando per la canzone d'autore (e non). Il Napoli, spesso, è stato solo un pretesto per parlare (anche) di altro. In fondo ''Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio'' (cit.).
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