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ESCLUSIVA - Ing. De Felice: "San Paolo, progetto da 150 mln e 60 mila posti! ADL e il Comune..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
ESCLUSIVA - Ing. De Felice: San Paolo, progetto da 150 mln e 60 mila posti! ADL e il Comune...

"La Juve vince gli scudetti per due motivi: perchè indebolisce gli avversari con il mercato e perchè Nicchi è un "amico" altrimenti non mi spiego gli errori nonostante il VAR".


In queste ore l'Ass. Ciro Borriello del Comune di Napoli ha annunciato che i lavori di ristrutturazione dello Stadio San Paolo sono iniziati. La redazione di Areanapoli.it ha contatatto l'ing. Biagio De Felice, noto imprenditore in passato presidente della Pompeiana, per avere un suo parere.

San Paolo sì o San Paolo no per il futuro del Napoli?


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“E’ una stupidaggine sprecare soldi per un impianto che avrebbe bisogno di una ristrutturazione complessiva. Rifare una pista d’atletica, nel 2018, è come gettare soldi dalla finestra. Nelle concezioni moderne esistono gli stadi per l’atletica e quelli esclusivamente per il calcio. Solo in Italia si fa ancora confusione. Pensare che il San Paolo debba conservare l’originaria destinazione, è anacronistico. E’ giusto dare spazi a chi fa altre discipline sportive, ma non si può, con tutto il rispetto, pensare ad un Napoli bloccato per una pista d’atletica. Personalmente costruirei uno stadio tutto nuovo solo per il Napoli”.

 E in mancanza di possibilità immediate?

“Con 25 milioni a disposizione si può fare davvero poco per il San Paolo. Che senso ha rifare solo i sediolini, la pista d’atletica e pochi altri ritocchi? Come si dice a Napoli, avremmo sempre un "bue scornato" perché quella struttura non sarà mai efficiente al massimo né per l’atletica né per il calcio. Un paio d’anni fa De Laurentiis voleva affidare un progetto allo stesso architetto che si è occupato dello stadio della Juventus, ma se non si risolve prima la questione relativa all’utilizzo esclusivo per il club calcistico cittadino, non sarà possibile una svolta”.

 Nello specifico, cosa farebbe l’Ing. De Felice?

“Il calcio ha bisogno di spazi, di tribune fatte in un certo modo per vedere al meglio la partita. Mi sono sempre chiesto perché le Curve ce l’hanno con De Laurentiis visto che pur guadagnando sta raccogliendo risultati sportivi che vanno al di là delle reali possibilità della città. Lui spinge per uno Stadio all’altezza della tifoseria. Altro che 25 milioni, meglio attendere e fare un progetto serio da 150-200 milioni: personalmente direi addio alla pista d’atletica, abbasserei il terreno di gioco rispetto all’attuale livello – tre o quattro metri -  e avvicinerei le tribune al campo che resterebbe ad una distanza di cinque o sei metri dal punto in cui, a sbalzo, partirebbe un anello unico fino all’altezza attuale  eliminando quello inferiore dal quale, parliamoci chiaro, non si vede bene, e il cui spazio, insieme a quello della pista d’atletica, servirebbe per le fondazioni”.

 Si perderebbe capienza in questo modo?

“Tutt’altro, con le norme Uefa vigenti potremmo arrivare a 60 mila rispetto agli attuali 52. Per quanto riguarda i tempi di consegna, non ci sarebbero problemi di chiusura dello stadio perché si potrebbe tranquillamente costruire con vari step settore per settore. In questo modo tutti i posti dello stadio garantirebbero un’ottima visuale a differenza dell'anello inferiore per il quale, non a caso, non si vendono molti biglietti. E inoltre c’è un altro aspetto importante da tener presente…”.

Quale?

“Innanzitutto non sarebbe una soluzione tampone sperando che venga costruito un altro stadio, ma sarebbe una soluzione definitiva. Inoltre ci sarebbe un’altezza di almeno 15 metri sotto gli spalti che consentirebbe la costruzione di ristoranti, di sale cinematografiche o magari di due o tre piani a scaletta. Un'operazione simile in attività produttive per un privato, a Napoli ed in generale al sud, sarebbe un investimento con pochi o addirittura nessun precedente nel recente passato: dobbiamo chiederci il perchè di questo e provare a trovare le soluzioni per farci ripartire”.

E il parcheggio?

“Non conosco la questione relativa al fiume o al canale che allaga. Bisognerebbe prima trovare soluzioni idrauliche. A me risulta che il parcheggio che fu costruito nel 1990 non si può usare perché si allaga quando piove a dirotto. Una soluzione si troverebbe comunque e in generale con uno stadio simile il Napoli incasserebbe molto di più”.

Il caro biglietti è da tener presente per accontentare tutti i tifosi…

“Si, ma io parlo della tribuna d’onore: a Milano costa anche 400 euro, a Torino invece un abbonamento costa anche 16 mila euro che ovviamente comprende anche il ristorante stellato, l’accoglienza e tanti altri servizi. Ma in questo modo crescerebbe il fatturato del Napoli. Anche la voce del botteghino tornerebbe ad essere importante. Oggi tra l’altro non conviene comprare gli abbonamenti visto che costa di più rispetto all’acquisto dei tagliandi unici. Questo anche perché con il divieto del cambio nominale De Laurentiis ha azzerato il bubbone del bagarinaggio”.

Dunque, in definitiva: via la pista d’atletica, accordo Comune Napoli e…

“Un accordo tra il club e il sindaco per avere la gestione del San Paolo per 50 anni. Per i concerti e per le associazioni podistiche una soluzione si può sempre trovare. Tra l’altro so che De Laurentiis voleva costruire una pista d’atletica altrove e che ad Agnano ci potrebbe essere questa possibilità. A prescindere, non è facile costruire uno stadio altrove.”.

Perché?

“Difficile individuare un’area che abbia la soluzione a tutti i problemi di logistica tra mezzi pubblici, autostrade e altre arterie necessarie. Immagino un match di cartello con 60 mila spettatori, ad oggi dove sarebbe possibile? Melito? Ci sono solo due strade per raggiungere quelle zone. Detto questo, lasciami dire una cosa...”.

Dica pure...

"Ho la sensazione che il Napoli si trovi a lottare contro le multinazionali che sono alle spalle di Inter, Juve, Roma e Milan e solo in pochi riconoscono meriti a De Laurentiis per i risultati sportivi. Inoltre mi sembra che il Comune remi contro investendo senza un senso moderno del calcio".

Come lo immagina il San Paolo con i lavori ultimati secondo le sue idee?

“Diciamo subito che io sogno un Allianz Arena per 90 mila tifosi in cui il novantamilesimo spettatore riesce a vedere bene. Ci sono stato per Bayern-Napoli e nonostante qualche problemino di vista, me la sono goduta. Ecco, immagino il San Paolo come lo stadio del Borussia Dortmund, altro gioiello: le due Curve del San Paolo diventerebbero due “muri” come al “Signal Iduna Park”. I calciatori avversari sentirebbero il fiato sul collo”.

Passiamo al calcio giocato. Come ha vissuto l’ultima stagione?

“La Juve vince gli scudetti per due motivi: perché indebolisce gli avversari con il mercato e perchè Nicchi è un “amico” altrimenti, al di là della battuta, non mi spiego gli errori nonostante il VAR. La Juve del dopo calciopoli e del dopo Moggi, doveva partire dalla Promozione, altro che Serie B. La proprietà della Juve era la stessa di oggi, possibile che non sapessero nulla di quello che faceva la propria dirigenza? A loro non importa il come, importa solo vincere  altrimenti non rivendicherebbero 36 scudetti e non farebbero causa alla Lega Calcio e alla Federazione”.

E il Napoli?

“Ci ha emozionato con il gioco di Sarri e con l’impresa sfiorata, ma De Laurentiis ora deve ideare una maglia a strisce”.

In che senso?

“Vista la sudditanza in scala degli arbitri nei confronti delle strisciate, dovrebbe confondere cromaticamente le acque (ride, ndr), altrimenti si fa sempre più difficile vincere. E poi vorrei lanciare un appello a tutti i napoletani…”.

Prego…

“Ero a Stoccarda, a Bologna, Coppa Uefa e secondo scudetto del Napoli, 1989 e 1990, ma a13 anni ero tifosissimo dell’Inter tanto che mio padre mi portò a vedere, a San Siro, il match contro l’Independiente che valeva l’Intercontinentale. Poi ho capito, crescendo, maturando, che fare il tifo per una squadra del Nord, è sbagliato, è voler male alla propria terra. E’ soprattutto una questione di intelligenza considerando che molte persone di quei luoghi detestano noi meridionali. Le squadre con più tifosi sono anche le più ricche e dove c’è una squadra ricca l’indotto è notevolmente superiore. Mi spiego? Andando oltre, se chiamano fessi gli italiani che tifano Spagna (anche qualcuno a Napoli visti i precedenti borbonici), Argentina, Francia ecc. ecc. nelle varie competizioni, perché io non posso fare altrettanto con i napoletani che tifano per le squadre di città diverse dalla nostra? Immaginate il Napoli con un milione di tifosi in più solo in Campania sottratti ai club del Nord”.

Ancelotti le piace?

“E’ la mossa che ha fatto ricredere anche gli anti-De Laurentiis che amano Sarri. Il presidente del Napoli può avere difetti, anche io all’inizio non lo amavo, ma devo dire che sta facendo ottime cose soprattutto sul mercato dove non sbaglia un colpo”.

E Sarri?

“Bravissimo allenatore, abbiamo visto un gioco spettacolare, ma il turnover non l’ho capito così come il rapporto con la stampa. E poi è troppo comunista dentro (ride, ndr). Vedete Giaccherini, ad esempio, protagonista all’Europeo con l’Italia di Conte e a Napoli nemmeno contro le piccole giocava. Poi è andato al Chievo e ha subito fatto vedere le sue qualità. Ma potrei citare altri calciatori”.

Quali colpi immagina per far felice Ancelotti?

“Colpi alla De Laurentiis ma questa volta con l’avallo del tecnico. Ma prendere Ancelotti è di per sé un colpo di mercato visto che tanti giocatori che sembravano sul piede di partenza dopo l’addio di Sarri ora hanno posato la valigia e hanno voglia di impressionare il nuovo tecnico. Carletto è intelligente, ripartirà dal lavoro di Sarri con qualche correttivo d’esperienza per evitare scivoloni come quello in Ucraina. Il prossimo anno giocheremo su tutti i fronti facendo ruotare 25 calciatori. Il campionato è fatto di due colonne, quella di destra e quella di sinistra: quando si gioca contro squadre che sono nella prima, bisogna utilizzare 3-4 presunte riserve”.

Nomi a sensazione nessuno?

“Dopo Verdi e Ruiz, vorrei Badelji. Diciamo che mi fido della fortuna che ha De Laurentiis (ride, ndr) che 14 15 anni fa non sapeva nemmeno cosa fosse il fuorigioco e che ora si può vantare di non aver mai acquistato un calciatore che ha poi rivenduto a cifre inferiori a quelle d’acquisto”.

I difetti della SSC Napoli di De Laurentiis.

"Ha i classici difetti di una azienda medio piccola a gestione famigliare Italiana, rappresentano la nostra eccellenza ma sono tutte specializzate nella loro attività di successo e tralasciano, per scarsa visione o mancanza di risorse, le attività collaterali che potrebbero aiutare ad espandere il business ulteriormente e globalmente come ad esempio i nvestimenti in infrastrutture. Il Napoli non ha un buon marketing, non ha una buona comunicazione con i media, non ha una buona comunicazione con i tifosi. Incassiamo poco dagli sponsor. Tra l’altro non abbiamo su Sky il telecronista tifoso, perché? Questo fa capire che De Laurentiis non ha molto interesse. E poi dovrebbe dare più spazio a Giuntoli che è uno che vive 18 ore al giorno per il calcio. A Carpi ne parlano benissimo e li ho tanti amici! Anche il settore giovanile meriterebbe un lavoro e una programmazione diversa. Speriamo che con le strutture nuove di cui si parla si possa avviare un nuovo corso anche in questo senso”.

Progetto lungo o a breve termine con Ancelotti?

“Mi auguro lunghissimo, ma visti i trascorsi, tranne al Milan, Ancelotti è uno che dopo un triennio decide di cambiare. Ma potrebbe bastare per vincere qualcosa di importante. Vedremo, dipende dalla sintonia con De Laurentiis”.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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