ESCLUSIVA - Ferrara: "Napoli, il segreto della rinascita e l'incredibile spreco. De Laurentiis e la svolta nel Palazzo"

"La storia ci insegna che De Laurentiis a gennaio non fa colpi importanti"
Vigilia di Atalanta-Napoli. La squadra di Sarri, domani alle 15, affronterà la formazione orobica allenata da Edy Reja, tecnico molto caro ai tifosi partenopei. Un ultimo sprint prima delle festività natalizie che precedono la finestra invernale del calciomercato. Scudetto, impegni di Coppa e nuovo corso targato Sarri-Giuntoli: la redazione di Areanapoli.it ha parlato di questi ed altri temi con il collega Liberato Ferrara, direttore del portale giornalistico Persemprenapoli.it.
Atalanta-Napoli, quali le insidie? L'Inter affronta la Lazio, la Juventus il Carpi
"Di solito non guardo gli intrecci di giornata per capire chi è la squadra favorita del turno. Il Napoli deve pensare alla propria gara senza farsi distrarre da altro. Quella di Bergamo è una sfida delicata per gli aspetti ambientali. Verona, Bergamo, Brescia e così via sono campi in cui i tifosi locali caricano a mille i propri calciatori quando arrivano gli azzurri. Ne parlavo con Volpecina, gli uomini di Sarri non devono farsi intimidire o innervosire, è sufficiente divertirsi con la consapevolezza di avere un coefficiente tecnico superiore. La squadra di Reja si difende bene e riparte. In tal senso bisogna impedire a Gomez e Moralez di avere rifornimenti. Nel calcio di oggi è difficile arrivare in porta sempre e solo con azioni manovrate, è fondamentale la fase di transizione, la capacità di accorciare e di annullare alla fonte situazioni di gioco come quelle create dal Bologna".
A proposito, al Dall'Ara si è trattato più di un black out o di vertigini d'alta quota dopo la vittoria nello scontro diretto contro l'Inter?
"A Bologna tanti episodi sfortunati: ai rossoblù è andato tutto benissimo, al Napoli tutto malissimo. C'è stato un leggero calo di concentrazione in relazione agli aspetti di cui prima, e va comunque ricordato che il primo gol subito, che nasce proprio da un lancio lungo, è viziato dal fuorigioco di Destro. Le statistiche dicono che la squadra di Sarri ha subito meno tiri in assoluto, 21, mente l'Inter più di 50. Ecco, contro i felsinei ben cinque episodi sfavorevoli hanno fatto la differenza. E la reazione veemente dei partenopei nel finale lo testimonia".
Accennavi al fuorigioco di Destro. La classifica senza errori arbitrali è chiara: Napoli primo in classifica...
"Eviterei di soffermarmi sugli aspetti arbitrali. Dico semplicemente che non credo alla buona fede dei direttori di gara come non credo alla buona fede dei preti, dei commercialisti, dei giornalisti e via dicendo. Voglio dire che in tutte le categorie ci sono gli onesti e ci sono quei pochi o tanti che fanno altre scelte creando facili generalizzazioni e qualunquismi. Una volta Montefusco, ex allenatore e calciatore del Napoli, raccontò che Zoff, suo ex compagno, passando alla Juventus aveva notato che i problemi che ravvisava con la maglia azzurra in relazione agli arbitri, in bianconero erano ribaltati: la sudditanza psicologica è sempre esistita. Io ho una sola paura ..."
Quale?
"Se l'Inter non va in Champions rischia di fallire. E anche la Roma che però, qualificandosi al turno successivo ha esigenze diverse in tal senso. Continuando, vedete la mancata espulsione di Zaza in Juventus-Torino, gara di Coppa Italia: una decisione fuori dalla grazia di Dio. Per vincere i campionati devi avere una grande squadra e una società robusta. Negli anni '80 avevamo Maradona in campo e Ferlaino al massimo della sua potenza nel palazzo".
Oggi abbiamo Higuain, Reina e gli altri, e De Laurentiis. Spesso sei critico con il presidente, ma c'è un aspetto che ti piace in relazione al suo modo di operare?
"Ti sorprenderò: mi piace e mi conforta il fatto che non è tifoso! Voglio dire, non mi farei mai operare da un chirurgo che è mio parente. E' chiaro il concetto? Il suo poco coinvolgimento emozionale gli fa evitare molti errori. Poi è evidente, a lui piace investire moderatamente per guadagnare il giusto, non azzarda, non osa quel quid in più che fa sognare i tifosi, ma questa lucidità è paradossalmente una garanzia anche perchè lui non deroga mai rispetto a questa sua caratteristica. Credo che i tifosi abbiano capito il senso delle mie parole: è più difficile vincere in questo modo, ma si rischia meno sul piano... aziendale".
Sarri in conferenza stampa, qualche ora fa, ha dichiarato che lui, a differenza di altri allenatori non è bravo a farsi comprare i calciatori. Cosa nasconde questa affermazione?
"Il tecnico toscano sa benissimo che è necessario intervenire sul mercato e dunque si aspetta che la società si muova nella direzione giusta in base agli obiettivi. Lui con il materiale a disposizione sta facendo un ottimo lavoro, è chiaro che se il club mira a risultati importanti sa bene quali sono i punti deboli da rinforzare".
Sarri si aspetta nuovi arrivi, dunque. E tu, cosa ti aspetti dal mercato di gennaio?
"Nulla. La storia ci insegna che De Laurentiis a gennaio non fa colpi importanti per consentire alla rosa il salto di qualità. Qualche anno fa il Napoli era in lotta per lo scudetto e a gennaio arrivò Mascara. Al giro di boa abbiamo visto arrivare i Ruiz, Santacroce, Vargas ecc. ecc. Non c'è mai stata la chiara volontà, espressa in fatti, di dare l'assalto al titolo".
Cosa manca all'organico azzurro per restare agganciati al treno scudetto fino a fine campionato?
"Quando il Napoli dovrà affrontare sfide decisive in Coppa, non credo che Sarri se la giocherà con le seconde linee come ha fatto fino ad ora. Anche con il Verona in Coppa Italia non ha voluto rischiare. Manca un'alternativa in più, di spessore, in difesa: tre centrali non sono sufficienti; poi un centrocampista capace di garantire il cambio di passo e una staffetta di livello ad Hamsik e Allan. In più credo che al Napoli serva un'alternativa ad Higuain".
Ci sarebbe Gabbiadini. Non ti fidi?
"Manolo a mio modo di vedere è una notevole seconda punta. Peccato non ci sia stato contro la Roma: quel pallone capitato sui piedi di El Kaddouri, allo scadere, sarebbe stato senz'altro un gol vincente. Alle spalle del Pipita vedrei calciatori come Denis, Pazzini, Gilardino: gente navigata ed esperta senza grilli per la testa e capaci di essere letali negli ultimi venti minuti. Poi è evidente, Higuain è insostituibile come lo è Ronaldo nel Real Madrid, Lewandowski nel Bayern, Ibrahimovic nel Psg. Solo il Barcellona non fa fatica se manca Messi, compensa con gli altri fenomeni".
E poi ci sono i portieri. Gabriel gioca poco, per non parlare di Rafael.
"Sarri evidentemente non è tranquillo. Mi aspettavo che Gabriel giocasse sia in Europa League sia in Coppa Italia. E invece Reina non si è mosso, quasi mai, dal suo posto. Gabriel ha fatto benissimo in B lo scorso anno, i mezzi tecnici li ha, il problema è la personalità: con il Milan ha avuto qualche chance e non è stato brillantissimo, e a Napoli non è facile imporsi in quel ruolo delicato. Lo stesso Rafael, che ha vinto la Libertadores da protagonista, è il terzo portiere più pagato al mondo: clamoroso spreco, no? Tranne il Bayern lo scorso anno, con Neuer e Reina, è raro trovare due portiere eccezionali nella stessa squadra. Il Napoli avrebbe potuto dare una chance a Contini, magari gliela darà a breve anche perchè i club, con i nuovi regolamenti, dovranno avere in rosa calciatori del vivaio tra titolari e panchina".
Tornando a Sarri: quella di De Laurentiis una scelta da illuminati o una fortunata manovra di ripiego?
"Il presidente ha fatto di tutto per trattenere Benitez, poi ha virato dritto su Emery prima di flirtare con Mihajlovic. Poi voleva dare l'assalto a Montella e sullo sfondo c'erano i soliti Prandelli e Spalletti. Quella di Sarri è una scelta coraggiosa e a De Laurentiis va dato atto che ha avuto la sfrontatezza di rischiare: è una fortunata manovra illuminata (ride, ndr)".
E sul famoso cambio di modulo come concludiamo il valzer di voci? Di chi il merito, ammesso che sia necessario fare dei nomi?
"Per quello che so io c'è stata una chiacchierata di Sarri con i calciatori e con Giuntoli. So per certo che ne ha parlato con Higuain e Reina, soprattutto con lo spagnolo. Ha capito che era il caso di provare una variante e non è stato integralista come Benitez. Il grande segreto della rinascita del Napoli è il profondo rispetto tra calciatori e tecnico: c'è reciproco ascolto, una grande sinergia. Sarri fa bene a fare dichiarazioni di facciata in questo senso, fa parte della normale dialettica. E poi non c'è necessità di attribuire meriti, l'importante è che il toscano abbia deciso per il cambio di modulo anche perchè nessuno gliel'ha imposto".
Quali le differenze tra Giuntoli e Bigon? Si può tracciare un primo bilancio?
"Direi di si. Bigon era il segretario della Reggina che è venuto a Napoli a fare il segretario di De Laurentiis. Giuntoli è come Sarri: una scelta coraggiosa del club. L'ex direttore del Carpi ha lo stesso ruolo che ha Paratici nella Juventus. E' un professionista che conosce i calciatori e sa fare valutazioni tecniche. E' il vero direttore sportivo, ma al Napoli manca ancora un direttore generale. Quando c'era Marino, invece, mancava un direttore sportivo. Sono due figure distinte: c'è chi analizza gli aspetti sportivi e chi dà l'assalto contrattuale una volta individuati i nomi giusti. Vedete Marotta a Torino o, se volete, riflettete su un aspetto: Galliani, da quando è andato via Braida ha perso colpi. La crescita di un club passa necessariamente per una notevole strutturazione societaria", ha concluso Liberato Ferrara ad Areanapoli.it.
luca cirillo
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