ESCLUSIVA - Falcao: "Ancelotti-Napoli, strano. No a Benzema, faccio un altro nome. Allegri e Sarri..."

"Roma e Napoli sono club simili, hanno lo stesso potenziale economico, obiettivi e ambizioni simili, e anche sul mercato di solito vendono e acquistano".
Giuseppe Falcao, figlio del grande Paulo Roberto, ex foriclasse della Roma e della Nazionale brasiliana, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai nostri microfoni. Tanti i temi trattati, a partire naturalmente dall'arrivo di Carlo Ancelotti, uno degli idoli dei tifosi giallorossi, sulla panchina del Napoli.
Ancelotti si è tinto d'azzurro. Appena si è diffusa la notizia hai esternato le tue perplessità.
“Mi ha stupito perché ha sempre detto che sarebbe andato solo in top club. Roma e Napoli sono club molto simili, hanno più o meno lo stesso potenziale economico, obiettivi e ambizioni simili, e anche sul mercato di solito vendono e acquistano. Sinceramente non vedo nel Napoli una possibilità di crescita sul piano economico: da qui nasce lo stupore, ma mi avrebbe stupito anche se avesse accettato la Roma”.
In che senso?
“Nel senso che Roma e Napoli hanno bisogno di allenatori che lavorano sul campo, tecnici come Sarri e Di Francesco, appunto. Ancelotti mi sembra più un gestore di risorse. Per questo sono curioso di vedere quale sarà il mercato del Napoli visto che negli ultimi tre anni De Laurentiis ha venduto prima di acquistare giocatori di prospettiva”.
Quindi pensi che Vidal e Benzema siano solo chimere?
“Sono calciatori da Ancelotti, ma tra ingaggio e cartellino non so se siano già da Napoli. Aspettiamo prima di capire cosa farà il patron azzurro sul mercato”.
Quali argomenti avrà usato De Laurentiis per convincere uno dei mister più vincenti del calcio italiano e non solo?
"Mi sono fatto un’idea anche perché seguo spesso Ancelotti visto che a Roma è stimato molto e ha giocato con mio padre. Da una parte sono contento per il calcio italiano che ha recuperato un nome di prestigio, dall’altra penso che si tratti di una mossa cinematografica e di pancia di De Laurentiis che era scottato dal temporeggiare di Sarri e dunque ha rilanciato con il miglior tecnico in circolazione proponendogli un contratto importante per dare una risposta alla piazza e allo stesso Sarri”.
E secondo te Ancelotti non ha avuto questa sensazione? Basta per convincere uno come lui?
“Beh, parliamo pur sempre di Napoli: una città bellissima, una piazza importante che vive di calcio con grande passione e potenziale. Magari non aveva voglia di restare fermo un altro anno e considerando che Juve e Roma avevano già la panchina occupata, il Milan è molto indietro e all’Inter c’è Spalletti, ha scelto Napoli. Oggi Juve, Roma e Napoli sono le squadre più importanti d’Italia. Lui evidentemente voleva tornare in Serie A”.
Quando la Roma ha battuto il Barcellona in Champions, tutti gli sportivi italiani o quasi hanno fatto elogi ai giallorossi. Quando invece il Real ha eliminato la Juve tra le polemiche, in pochissimi hanno difeso Buffon e soci. Perché?
“Nella domanda c’è già una risposta (ride, ndr). Il punto è che squadre come Napoli e Roma fanno spesso dei piccoli miracoli, vanno oltre le loro possibilità. La Juve, invece, che è già forte di suo, a volte dà la sensazione che senza l’aiutino fa fatica. Roma e Napoli invece devono sempre combattere per arrivare ad un certo livello. Se la Roma è arrivata ad un passo dalla finale di Champions, vuol dire che c’è stato tanto lavoro di campo e sacrificio visto che il mercato non è che abbia aiutato tanto a prescindere dalla bravura di Monchi e dalle qualità di Di Francesco. Non dimentichiamo che la Roma è arrivata in semifinale di Champions nonostante qualche arbitraggio discutibile. Se il Liverpool ci ha eliminati è perché nei 180’ ha dimostrato di essere superiore. E questo vale anche per il Napoli è che stato ad un passo dallo scudetto. Tali piccole imprese da uomini veri e senza aiutini come accade ad altri, si avvertono, gli sportivi se ne rendono conto e fanno le loro valutazioni quando c’è da distribuire applausi o negarli”.
La Juve si è lamentata per l’arbitraggio di Oliver…
“Loro dicono di vincere i campionati perché sono i più forti e così smontano le polemiche degli altri etichettandoli come perdenti, come deboli che si attaccano ad arbitri e alibi. Poi quando vanno in Europa da carnefici diventano vittime e tutto cambia anche dialetticamente. In Champions la Juve sembra come la Roma o il Napoli in Italia”.
Come valuti il commento di Claudio Amendola che ha usato parole forti sui social per ironizzare sulle papere di Karius contro il Real Madrid e i gestacci di Pruzzo e Conti sullo stemma del Liverpool?
“Claudio è un amico, lo conosco bene. Era una battuta, sicuramente sbagliata nei modi, ma andando oltre e facendo una valutazione complessiva, credo che a volte non si riesce sempre a comprendere l’impatto che possono avere i social: bisognerebbe ragionare di più. Per quanto riguarda Conti e Pruzzo, dico semplicemente che mio padre non avrebbe nemmeno pensato ad un gesto simile. Ecco, ne approfitto per dire che secondo me Roma e Napoli dovrebbero crescere anche in questo, lo stile aiuta sempre ad avere poi una mentalità vincente”.
Tra romanisti e napoletani non c'è molto feeling, per non dire altro. Eppure tanti anni fa c'era un bellissimo gemellaggio...
“Innanzitutto non confonderei i delinquenti con le tifoserie. Semplicemente dico che quando si cresce, aumenta naturalmente anche la rivalità sportiva. Credo sia tutto lì. Non è giusto associare i violenti al calcio, dovremmo fare discorsi sulla società in cui viviamo, su questo sport che viene visto da qualcuno come uno sfogatoio in cui riversare le proprie frustrazioni…”.
Che mercato farà la Roma?
"Mi aspetto un colpo da “Fiumicino”, ovvero un acquisto che, come diciamo a Roma, è in grado di far andare la gente all’aeroporto per accoglierlo. Come accadde con mio padre, ad esempio. Un nome che faccia sognare un po’ la gente. Mi piacerebbe Kovacic dal Real Madrid, un talento che ha bisogno di giocare e dove è ora non ha molto spazio. La Roma deve alzare l’asticella per restare competitiva e avvicinarsi ai campioni d’Italia. Il prossimo anno il campionato sarà molto equilibrato: per la Juve ci sono diverse incognite, ma resta la favorita, mentre l’arrivo di Ancelotti terrà il Napoli in grande spinta e accelerazione anche sul piano mediatico”.
Il prossimo campionato sarà diverso da quello di quest'anno? L'Inter potrà inserirsi vista la qualificazione in Champions?
“La Champions ti dà e ti toglie: vedi la Roma quest’anno, in campionato abbiamo smarrito energie nervose. Vedo un campionato a tre: Juve davanti con Roma e Napoli che dovranno superarsi. Aspettiamo il mercato per capire se l’Inter potrà inserirsi”.
E il Napoli, invece, quale mercato farà?
“Secondo me il Napoli qualcuno venderà. Non credo Koulibaly. Quando Zeman lasciò la Roma, tutti i calciatori sembravano in partenza, poi Capello riuscì a compattare la rosa. Ecco, mi aspetto che Ancelotti faccia lo stesso. Forse Mertens è quello più in odore di cessione visto che Carletto gioca con un bomber centrale di peso. Benzema non lo prenderei, punterei su un altro nome: Milik! Che è molto forte. Con i soldi necessari per prendere Benzema rinforzerei la corsia destra tra terzino ed esterno offensivo”.
Baratteresti una finale di Champions con un campionato anonimo magari finendo a 20 punti dalle prime?
“Più o meno come quest'anno? (ride, ndr). Il campionato italiano è sul livello di quello francese. Alcune volte ci sono partite di una noia mortale. Scelgo mille volte la Champions se il livello dovesse restare questo. Ma la vedo dura visto che facciamo da sparring partner, come Nazionale, all’Arabia Saudita che andrà ai mondiali mentre noi in vacanza…”.
Sarri, Allegri o Di Francesco?
“Scelgo Di Francesco (ride, ndr)”.
E tra Sarri e Allegri?
“Mi piace più Sarri, Allegri non mi fa impazzire anche se i risultati sono dalla sua parte: ha comunque vinto 4 scudetti e fatto 2 finali di Champions. Preferisco allenatori che lavorano sul campo, in grado di dare un’anima, un’impronta evidente prima di ogni altro discorso. Di Francesco lo preferisco perché dà serenità alla piazza anche davanti ai microfoni. Ecco perché spero che Sarri possa fare quest’ulteriore salto al di là di quanto ha magistralmente fatto vedere sul terreno di gioco”.
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