ESCLUSIVA - Donadio: "Napoli, per lo scudetto devi provarci! Pandev scalda il cuore, Insigne scugnizzo già maturo. Ma c'è un punto debole..."

La giornalista e conduttrice del TG3 Regionale Cecilia Donadio ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di AreaNapoli.it.
La giornalista e conduttrice del TG3 Regionale Cecilia Donadio ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di AreaNapoli.it parlando, tra le altre cose, della partenza esaltante degli azzurri in campionato, della rivalità con la Juventus, di Pandev, Insigne e della sua personale griglia scudetto.
Tre vittorie nelle prime tre partite di campionato, otto gol fatti, uno solo subito. Chi ben comincia...
"Niente da dire. Un inizio scoppiettante. E non solo per i risultati. Il Napoli ha dimostrato di avere un suo gioco che non è nemmeno più così prevedibile come nella scorsa stagione. Non solo le fasce, ma verticalizzazioni precise, con un Hamsik che, secondo me, si candida ad essere il vero leader della squadra e con un Pandev che è ritornato quello dei tempi di Mourinho. E poi il Matador che è l'atleta perfetto. Ho l'impressione che aver rinunciato a due campioni imprevedibili, nel bene e nel male, come Lavezzi e Gargano abbia dato alla squadra maggiore equilibrio e solidità. Però accidenti, quanti gol mancati contro il Parma! Questi sono errori di concentrazione da non ripetere".
Lei ha vissuto, da giornalista prima, da tifosa poi, l'epoca d'oro del Napoli di Maradona. Può questa squadra ripercorrerne le orme già da quest'anno, ovvero lottare fino alla fine per lo scudetto?
"Sono già tre anni che il Napoli, tra alti e bassi, lotta fino alla fine. E' il dovere di ogni grande squadra. Secondo me stavolta deve crederci di più, fino all'ultimo, se vuole ripetere le stagioni magiche degli scudetti. Stagioni diverse naturalmente, prima di tutto perchè c'era "Lui", l' "Irripetibile" per antonomasia e perchè era un altro calcio. Ripetibilissime però per il traguardo raggiunto anche se oggettivamente è un po' presto per fare previsioni".
La sconfitta in Supercoppa ha aumentato in maniera esponenziale la rivalità con la Juventus. Sono i bianconeri gli avversari da battere per un' eventuale corsa al titolo?
"I bianconeri sono e saranno sempre gli avversari da battere, anche alla PlayStation. Ma non sottovaluterei le milanesi e le romane. Come sempre".
La partenza di Lavezzi quest'estate aveva suscitato un po' di malcontento. Eppure è bastato poco a Goran Pandev per far dimenticare il Pocho e fare breccia nel cuore della tifoseria. Aveva ragione, allora, Josè Mourinho che considerava il macedone alla pari dei vari Eto'o, Milito e Balotelli..
"Quello che ha fatto Pandev contro il Parma è stato un campionario entusiasmante di intelligenza tattica, capacità di vedere la porta, difendere la palla, smarcare i compagni. Lo Special One non poteva sbagliarsi. E poi il suo incitare la Curva nella partita col Parma, dopo essersi procurato il rigore e dopo il gol, ha dimostrato una grinta e una voglia di vincere che scaldano il cuore".
E poi, se all'aver trattenuto i vari Hamsik, Cavani e Pandev, si aggiunge anche un certo Lorenzo Insigne, la vita d'un tratto sembra più bella. Il gol all'esordio in serie A in maglia azzurra è il marchio a fuoco del predestinato?
"Lorenzinho colpisce per la sua maturità. Il marchio a fuoco può bruciare la pelle e l'anima. Lui invece si dimostra umile, psicologicamente solido e corazzato di amianto. Uno scugnizzo con la testa sulle spalle. Ci farà divertire".
Qual è, secondo lei, il tallone d'Achille di questo Napoli?
"Mi piacerebbe una difesa più affidabile. Ho l'impressione che a volte perdano il senso della posizione. Aver preso solo un gol mi conforta ma col Parma abbiamo rischiato troppo".
Sappiamo che lei scrive per Il Mattino dei pezzi, per così dire, "colorati" in occasione della partite casalinghe degli azzurri. Se dovesse ricordarne uno particolarmente divertente quale sceglierebbe?
"Sono affezionata al pezzo in cui ho raccontato la partita Napoli – Roma vissuta con mia sorella, ahimè, ultrà giallorossa. Spiegavo la preoccupazione di mia madre che, per la sua incolumità, voleva darle il "daspo" dal San Paolo, l'irrimediabile "contaminazione" delle sue bambine, nonchè mie nipoti, entrate mano nella mano con i giocatori giallorossi all'Olimpico, e la sua sciarpa "Mo' te gonfio!" che mi mostrava da lontano, prima di avviarsi nel settore ospiti cantando "Grazie Roma". Era divertente anche quello sul Pocho, con due tifose munite di binocolo che per tutta la partita guardavano solo lui"!
Si sente di promettere qualcosa ai tifosi azzurri in caso di vittoria dello scudetto? Magari una giacca azzurra in conduzione di TG...
"Per carità! Nessuna promessa, siamo giornalisti del servizio pubblico e perciò super partes per definizione. Solo tifo a oltranza fuori orario di lavoro. Però nel mio guardaroba, tra tante spille a forma di fiore che mi piace appuntare sulla giacca quando conduco il Tg, ce n'è una con una camelia azzurra che è la mia preferita...".
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