ESCLUSIVA - Decaro: "Tifo Napoli, ecco cosa manca per vincere lo scudetto. La Smorfia, il presente e..."
"Non Stop non è andato avanti come struttura, ma tutti i componenti, gli artisti che ne hanno fatto parte, hanno avuto carriere molto importanti".

Sabato scorso vi abbiamo raccontato in esclusiva l'evento benefico "Un goal per la vita", triangolare cui hanno preso parte l'Associazione Infermieristica, la Polizia di Stato e la Nazionale di calcio ItalianAttori. Allo stadio "Romeo Menti" di Castellammare è sceso in campo anche il noto attore Enzo Decaro. Laureato in Lettere all'Università di Napoli, l'artista nativo di Portici si è formato al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano prima di dare vita con Massimo Troisi e Lello Arena al trio comico cabarettistico "I Saraceni": nasce da lì il celebre gruppo "La Smorfia" a cui tutti gli italiani sono e saranno sempre affezionati. Con questo gruppo esordisce in televisione nel 1977, col programma di varietà Non stop. Sempre sui canali Rai seguono altre apparizioni in programmi di varietà: nel 1978 con La sberla, nel 1980 con Effetto smorfia, nel 1982 con Bim bum all'italiana e nel 1984 con Come quando fuori piove. Scioltosi il gruppo, Decaro ha proseguito la sua attività sia come regista, sia come attore televisivo e teatrale. Nel 1998 il grande successo della fiction Una donna per amico, poi La provinciale, Orgoglio, Lo zio d'America, Padri, Il cardinale, Noi, Madre Teresa, Provaci ancora prof, Era mio fratello, La terza verità, L'ultimo rigore 1 e 2, Una madre e tante altre. L'attore ha rilasciato un'intervista esclusiva ad Areanapoli.it.
Enzo, la Nazionale ItalianAttori non si ferma mai, si gioca sempre: pioggia o sole, nessun ostacolo è insormontabile quando c'è voglia di aiutare gli altri.
"Il pacchetto della vita è questo, giorno e notte, gioia e dolore, divertimento, solidarietà. Grazie al calcio si riesce a coinvolgere tante persone. Noi abbiamo la fortuna e l'onore di poter dare di tanto in tanto un nostro piccolo contributo, e il mio pensiero va a chi quotidianamente è in prima linea e non una volta all'anno quando c'è la manifestazione. Da tanti anni siamo in contatto con chi opera nel sociale, per noi è un onore poter partecipare ad un momento di gioia".
Dal calcio quale momento aggregativo, al calcio agonistico. Soddisfatto dello spettacolo offerto dalla Serie A quest'anno?
"Sono naturalmente tifoso del Napoli, e credo che quest'anno la classifica sia corretta e giusta in quanto ha probabilmente sintetizzato i valori espressi dal campo sul medio lungo termine. Speriamo che prossimamente per tutti i tifosi ci sia più sole che pioggia e, a prescindere, sarebbe il caso di attrezzarsi con qualche ombrello in più".
Cosa servirebbe al Napoli per conquistare lo scudetto? Quest'anno i tifosi ne hanno sentito il profumo, lo hanno sfiorato...
"Serve una panchina di titolari. Gli undici che hanno giocato di più hanno dimostrato di essere in grado di produrre un calcio importante...".
Ha in mente qualche nome capace di solleticare la fantasia e i sogni?
"Preferisco non fare nomi perchè ogni volta che penso a qualcuno di importante mi accorgo che è stato già preso dalla Juve o da altri grandi club. Speriamo di avere campioni in rosa che diano forza e consistenza alla squadra attuale. Ripeto, serve una panchina forte con elementi di pari livello rispetto a quelli che già ci sono".
Che calciatore era Massimo Troisi?
"Il calcio per lui era una passione vera, importante. Era un calciatore di stile, molto intelligente. Non si muoveva tantissimo in campo per vari motivi, ma aveva sempre una visione di gioco interessante. Nel calcio era come nelle altre cose belle realizzate, spesso ti spiazzava. "Ma perchè hai messo il pallone lì?", "Perchè era il posto giusto dove andare". E aveva ragione. Nella maggior parte delle attività che in vita e nelle opere ha fatto, aveva sempre un punto di vista diverso, originale e mai scontato".
A proposito di originalità, negli anni 70 80 c'erano format come "Non stop" in grado di sfornare grandi artisti come voi della "Smorfia" e tantissimi altri. Oggi sui contenuti non c'è molto in giro: troppi tormentoni e qualità non sempre apprezzabile...
"Non Stop non è andato avanti come struttura, ma tutti i componenti, gli artisti che ne hanno fatto parte, hanno avuto carriere molto importanti. Era diversa la società, non era nè meglio nè peggio rispetto a quella attuale. Il sistema era diverso, gli artisti della nostra generazione avevano semplicemente l'obiettivo, l'esigenza di comunicare qualcosa. Prima se avevi successo o meno, era secondario. La televisione, ma non solo, è specchio della società che è dominata dal sistema economico che detta le leggi. I nostri tempi, che non sono lontanissimi, erano caratterizzati da altri ideali, anche politici in senso lato, ci si batteva ancora per delle idee, ma io sono abbastanza fiducioso sul ritorno di certi flussi: bisogna avere la pazienza di lasciar seccare degli alberi che, alla lunga, non sono in grado di mettere radici. Certo, oggi sono forti e potenti, fanno ombra, ma cerchiamo di non dargli troppa soddisfazione. Non li guardiamo nemmeno...".
Luca Cirillo
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