ESCLUSIVA - D'Alessandro: "Soffiata, colpo vicino! Koulibaly e Gabbiadini, sono pessimista"

"E' evidente che la festa di ieri sera si poteva organizzare diversamente. Bella la scelta di ospitare l'orchestra del San Carlo, Il Volo, spettacolari i fuochi d'artificio... Ma qualche pecca non da poco va registrata"
90. E’ il numero che ogni buon napoletano dovrebbe giocare maggiormente in questo periodo: 90 anni del Napoli, 90 la paura legata al futuro tecnico della squadra che ha perso Higuain, 90 come i milioni che ha incassato De Laurentiis con la cessione del Pipita alla Juventus. E il pezzo da 90 che i tifosi aspettano per colmare il vuoto in attacco. Di questo e di tanto altro la redazione di Areanapoli.it ne ha parlato con il collega Massimo D’Alessandro, giornalista e conduttore di Marte Sport Live su Radio Marte.
Ieri hai annunciato il nuovo acquisto del Napoli: Zielinski!
“Più che annunciato, a prescindere dal gioco di parole che c’è tutto in questa fase di mercato, ho semplicemente scritto che va registrato il buon esito della trattativa tra Udinese e Napoli e che il calciatore non aspettava altro: da una soffiata ricevuta da fonte autorevole, so anche che il club partenopeo gli è andato incontro sul versante dell’ingaggio. Credo che ormai bisogna aspettare solo l’annuncio”.
Sarà l’ultimo tassello a centrocampo?
“Direi di no. Al Napoli serve un altro centrocampista fisico. Non so se arriverà Diawara, il Bologna è rigido sulle richieste economiche. Decodificando De Laurentiis, è chiaro che il mister X di cui parlò a Dimaro sia ormai sfumato: mi riferisco a Tolisso. A questo punto ne arriveranno due: Zielinski, come detto, e poi un calciatore che possa prendere, come caratteristiche, il posto di David Lopez. A Piuenne, Pierpaolo Marino consigliò Herrera, ma a questo punto non so se il Napoli voglia tornare a bussare in casa Porto”.
A proposito di Marino, l’ex direttore non è stato invitato alla festa di ieri sera e ci è rimasto male…
“E’ evidente che la festa di ieri sera si poteva organizzare diversamente. Bella la scelta di ospitare l’orchestra del San Carlo, Il Volo, spettacolari i fuochi d’artificio… Ma qualche pecca non da poco va registrata. Si poteva fare meglio, iniziando con la programmazione un po’ prima per evitare di correre tralasciando i dettagli. Tra l’altro mi aspettavo qualche artista napoletano in più e una passerella delle vecchie glorie. Ripeto, serata positiva e godibile in uno stadio brutto e inospitale, ma personaggi come Ferlaino, Marino e ad esempio Ottavio Bianchi, tecnico del primo scudetto, mi aspettavo di vederli…”
Prossime mosse di mercato, cosa dobbiamo aspettarci…
“L’obiettivo è migliorare nonostante sia andata via la gemma più luccicante. Credo che al di là del bomber da prendere, ci sia l’intenzione di irrobustire gli altri reparti. Poi è chiaro, De Laurentiis si è “fissato” con Icardi e l’unica perplessità riguarda le cifre. Anche se, devo dire, sono d’accordo con Oscar Damiani il quale, in onda oggi su Radio Marte, ha giustamente evidenziato che c’è penuria di punte di qualità in giro e che, piaccia o meno, certe valutazioni sono coerenti con il mercato attuale. E poi il “brand operativo” del presidente del Napoli è ormai chiaro: scommette su calciatori da valorizzare facendo crescere la squadra intorno con operazioni graduali. E fino ad ora gli è andata bene. Sotto questo punto di vista è una garanzia visto che dà ai tifosi l’opportunità di vivere accanto ad una squadra in costante crescita, e a noi di raccontare un periodo storico del Napoli fatto comunque di soddisfazioni non di poco conto”.
Il rischio di perdere Koulibaly è concreto…
“Beh, la partita di ieri non fa molto testo, e nemmeno i due gol del senegalese. Che fosse fortissimo l’avevamo intuito e grazie a Sarri ha tirato fuori tutto il suo talento. C’è un’offerta del Chelsea notevole: 40 milioni di euro. Sarà dura per il Napoli dire di no. Sono abbastanza pessimista sulla permanenza di Kalidou in azzurro. Così come lo sono per Gabbiadini: il Manolo visto ieri sera non è diverso da quello della scorsa annata. Svogliato, demotivato, lontano dall’essere quel calciatore forte che conosciamo. Del resto c’è una scelta netta: Milik ha preso il 99 e la 9 è ancora libera. Al posto del ragazzo bresciano non farei salti di gioia e lui tra l’altro non ha nemmeno dimostrato di avere la foga per far capire a tutti di poter essere lui l’erede di Higuain al di là di aspetti tecnico tattici”.
Fantasia Cavani. Un pensierino lo faresti?
“Sapete che sono un Cavanista convinto, non mi dire certe cose (ride, ndr). Sarebbe fantastico rivedere il Matador, ma vado contro i sentimenti e dico che le minestre riscaldate non mi piacciono. Tra l’altro oggi percepisce ingaggi che non sono alla portata del Napoli”.
Il veleno è nella coda… dell’intervista. Si fa per scherzare naturalmente: Higuain, qual è la tua idea su uno dei tradimenti più brutti della storia del calcio?
“Non credo che Higuain sia un traditore. Lui non è il Lorenzo Insigne nato a Napoli che ama il Napoli. E’ un professionista che ha fatto una scelta, quella di andare a vincere. Il problema di tutta questa vicenda è che proverà a farlo con la maglia della Juventus addosso. Il nostro centravanti, il calciatore più forte, quello più pagato, non doveva passare alla nostra concorrente per lo scudetto oltre che avversaria storica più odiata, sportivamente parlando. Ma a mio avviso non è colpa sua. Tutti sapevamo da mesi e mesi che la Juventus avesse una enorme disponibilità economica sul mercato a prescindere dalle cessioni di Morata e Pogba. E lo sapeva anche il Napoli. De Laurentiis doveva anticipare tutti e scongiurare per tempo l’ipotesi Juve. E’ questo il punto. Il presidente si è impuntato troppo sulla clausola quando invece avrebbe potuto accettare l’ipotesi Atletico Madrid, da lui stesso confermata, che proponeva anche tre calciatori oltre a 60 milioni di euro. E c’era anche l’Arsenal che proponeva una cifra enorme più Giroud che non è l’ultimo arrivato. Ricordo che dopo aver sbagliato il rigore contro la Lazio, tanti napoletani avrebbero scambiato Higuain anche con Maccarone, poi Sarri è stato bravo e così l’argentino, comportandosi da professionista fuori e dentro al campo, si è ritrovato. Capisco l’umore dei tifosi, sul piano dell’amore e dei sentimenti, la ferita è ancora aperta, ma è inutile prendersela più di tanto con l’argentino: il Napoli ha avuto due occasioni per evitare che finisse alla Juventus. Del resto a Torino guadagnerà gli stessi soldi che gli aveva offerto De Laurentiis per rinnovare”.
Obiettivi stagionali del Napoli volendo essere realisti…
“Il mercato è ancora aperto e mi aspetto altri colpi, ma è inutile fomentare sogni. Lo scudetto lo vincerà la Juve e lo dico anche scaramanticamente. Per il secondo posto il Napoli è lanciato, e poi sono convinto che gli azzurri figureranno bene anche in Champions”.








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