ESCLUSIVA - Chiariello: "Higuain non andrà alla Juventus. Il Pipita vuole..."

Inviato da Napoli per SkyTg24, Paolo Chiariello racconta ogni giorno la città e il Paese senza edulcorare la realtà, lontano dai pregiudizi. Ha parlato della camorra sanguinaria, della mafia che va a braccetto con le istituzioni.
Inviato da Napoli per SkyTg24, Paolo Chiariello racconta ogni giorno la città e il Paese senza edulcorare la realtà, lontano dai pregiudizi. Ha parlato della camorra sanguinaria, della mafia che va a braccetto con le istituzioni, della terra dei fuochi, ma anche della cultura e dei centri di eccellenza che il mondo ci invidia. "Grazie a SKY sono potuto tornare a fare il giornalismo in strada, quello che è, per me, il vero giornalismo", ha spesso dichiarato. Paolo Chiariello è anche un grande tifoso del Napoli. La redazione di AreaNapoli.it lo ha contattato per parlare di calcio e non solo.
La stagione del Napoli è partita ufficialmente da qualche giorno, quali obiettivi deve porsi il club azzurro?
"Dico una banalità se rispondo che non deve rinunciare a nessun obiettivo? Certo, andare avanti il più possibile in Champions. Provare a vincere il campionato. Ma anche la Coppa Italia non è da scartare. Il Napoli e Napoli meritano soddisfazioni che mancano da troppi anni. Dai tempi di Diego Maradona. Credo sia una stagione importante per stabilire se il Napoli può fare quel passettino in avanti e competere con la Juve o se invece è destinato a fare da eterno spettatore ai successi dei bianconeri".
Si parla del possibile trasferimento di Higuain alla Juventus, ritieni possibile tale operazione?
"So che può sembrare banale ma nel calcio moderno non conosco bandiere ma banderuole per soldi. Non credo che Gonzalo Higuain andrà alla Juve, mi pare più una sceneggiata che qualcosa di serio. Di serio c'è che l'argentino vuole più soldi e vedere un progetto concreto per competere in Italia e Europa. Che cosa succederebbe se andasse via subito o l'anno prossimo? Chi non vuole restare è bene venderlo. Per soldi e per motivazioni che non ci sarebbero. Vale per Higuain e per chiunque altro. Nel Napoli non vedo Bruscolotti o Iuliano del terzo Millennio. Sono solo lavoratori che vanno dove prendono più soldi. Giusto? Sbagliato? Sono giudizi morali che lascio agli altri".
Il Napoli difettava nelle cosiddette seconde linee. In riferimento a tale problematica, come valuti gli innesti di Giaccherini e Tonelli?
"Giaccherini è una certezza, anche se l'età non è dalla sua parte. Tonelli è una speranza, ancora acerbo però. Vediamo come entrano nel progetto del tecnico. Sarà Maurizio Sarri a tirar fuori il meglio dai due nuovi acquisiti".
In molti avrebbero delle perplessità ad accettare Napoli (Klaassen, Vrsaljko, Zielinski, Gonalons, ecc ecc). Quali sono i motivi? C'entra anche la città?
"La storia della città difficile credo sia un falso alibi che serve a volte per dire no quando non piace il progetto tecnico o non bastano i soldi o non piace il tipo di contratto fatto di cento pagine di clausole che De Laurentiis richiede di firmare. Insomma io non credo sia Napoli il problema ma ritengo sia un alibi per qualche calciatore senza spina dorsale ovvero persone poco chiare".
Quali calciatori porteresti a Napoli?
"Farei giocare nel Napoli un ambiente meno uterino, una società meglio organizzata, un comune che riesca a trovare la quadra con la società del Napoli (chiunque sia il patron) per rilanciare la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione dello Stadio San Paolo che può diventare uno stadio moderno".
La Juventus è davvero imbattibile in Italia?
"La Juve, mi costa dirlo, è una grande squadra perchè dietro ha una società eccellente oltre che finanziata da importanti gruppi imprenditoriali nazionali e internazionali. Non è imbattibile. Ma ha bisogno di qualcuno che la sfidi davvero. Ad oggi, in Italia, non vedo nulla che si avvicini".
A proposito della società bianconera, la Procura di Torino ha aperto un'inchiesta sui legami tra Juventus, capi ultras e 'ndrangeta. Sembra non essere cambiato nulla dalla denuncia di Fabio Capello ("Il calcio italiano è vittima delle tifoserie organizzate", ndr)
"E' un argomento serio che non si può esaurire in una risposta breve ad una domanda generica. Il mondo ultras è simile ad ogni latitudine. Diciamo che è un mondo un poco opaco su cui occorre fare chiarezza. A Torino come a Napoli, a Roma, a Crotone, a Palermo, ovunque".
Cambiamo argomento, Sky trasmette Gomorra. Cosa rispondi a coloro che accusano la celebre serie televisiva di offrire una cattiva immagine di Napoli?
"A questa domanda rispondo come cittadino qualunque, come a quelle sopra, dunque non come giornalista Sky. Anche perchè Sky non la rappresento io. Dico però una cosa. Ogni critica, ogni discussione intorno ad argomenti seri come la camorra è benvenuta. A qualcuno risulta che i dieci e passa milioni che da anni vedono ad ogni puntata don Matteo hanno trasformato l'Italia in un popolo di francescani? O forse siamo diventati tutti cuochi guardando masterchef? Gomorra è criticabile, ci mancherebbe altro. Io dico che è un prodotto intellettualmente onesto perchè mostra un pezzo di realtà che non possiamo nascondere. Anzi dico che spesso la realtà che raccontiamo come giornalisti spesso supera la fantasia della fiction. Qualcuno dice: ma Napoli non è solo quello che fa vedere Gomorra. E chi l'ha mai detto? Napoli è una città straordinaria che ha mille colori. Compreso il nero. E poi, tocca dire per l'ennesima volta che Gomorra è una mentalità mafiosa globale, non napoletana. Questo processo di identificazione Gomorra-Napoli sa di provincialismo e serve a qualcuno solo per farsi un po' di pubblicità a buon mercato. Anzi, gratis".
Ti sei occupato in due libri, "Monnezzopoli" e "Monnezza di Stato", scritto assieme allo scienziato Antonio Giordano, della questione rifiuti. La situazione sembra essere decisamente migliorata, almeno a Napoli
"Migliorata sì, ma lontano dall'essere risolta. La Campania ancora non ha un ciclo industriale virtuoso dei rifiuti e balla sempre sull'orlo del precipizio. E poi abbiamo l'eredità pesantissima della terra dei fuochi, della devastazione dell'ambiente e l'avvelenamento delle falde acquifere. E infine quei 6 milioni di tonnellate di ecoballe stipate in giro per la regione che dovranno essere smaltite".
Hai difeso Napoli dai pregiudizi di personaggi anche noti al grande pubblico (penso allo scambio di battute con Selvaggia Lucarelli). Perchè spesso si parla male di questa bellissima città?
"Chi ha pregiudizi è ignorante. Chi conosce Napoli se ne innamora perchè è tra le città meno occidentali d'occidente, la più orientale lontano dall'oriente, un mix incredibile di cultura, tolleranza e accoglienza. Napoli è lingua, cultura, popolo. Sono arrivati a Napoli decine di eserciti per conquistarli e ne sono rimasti conquistati".
Un saluto di Paolo Chiariello ai lettori di AreaNapoli.it
"Abbiate pazienza e sorridete. Sta arrivando il momento buono per Napoli e i napoletani".
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