ESCLUSIVA - Capasso: "Icardi, c'è un retroscena! Mercato pazzo, Milik come..."

"L'ultimo anno di Simeone all'Atletico non lo vedo trionfante. La Juventus può arrivare lontano, il Napoli e la Roma possono superare la prima fase e poi vedere cosa accade".
E’ un momento delicato per il Napoli che lavora duramente per ridare entusiasmo ai tifosi azzurri dopo l’addio ad Higuain. Mercato, sfida scudetto e Champions: sarà comunque una stagione da vivere tutta d’un fiato. Di questo ed altro la redazione di Areanapoli.it ne ha parlato con il collega Luigi Capasso, direttore di Metropolisweb.it.
Botta e risposta Higuain-De Laurentiis, che idea ti sei fatto?
“Fosse stato un dibattito politico l’avrei trovato di bassissimo livello. Higuain ha lanciato segnali attraverso il fratello, ma la sua voglia di acquisti mi è parsa più come un pretesto, perché il Napoli ha ottenuto il record di punti lo scorso anno e andava puntellato non rivoluzionato. De Laurentiis deve guardare anche al bilancio e le clausole rescissorie sono una garanzia per le società, per quanto possano piacere o meno. Milan e Inter non vincono da una vita, sono perennemente in crisi, la verità è questa, mentre il Napoli è in crescita, a dimostrazione che la politica societaria, messi da parte i sentimenti, è stata finora giusta”.
E' arrivato Milik: è lui l'erede del Pipita o è troppo giovane per sopportare un peso così gravoso?
“Ottimo calciatore, ma l’erede del Pipita non può essere Milik. Higuain è un top player, Milik un calciatore in crescita, sarebbe come dire che Valdifiori vale Pirlo”.
Il polacco dell'Ajax è costato 25 milioni più 5 di bonus difficilmente raggiungibili. Un investimento importante, ma la cifra non è troppo alta?
“Il mercato è impazzito. Milik costa quanto guadagna Raiola di commissione per vendere Pogba. Le cifre le fanno tv e sponsor e ha ragione Ferlaino quando dice che se ai tempi di Maradona le società fossero state arricchite dai diritti tv il vecchio Napoli non sarebbe mai fallito. Però immaginate che liti tra Maradona e De Laurentiis sui diritti d’immagine se oggi il Napoli di oggi avesse Diego...”.
Icardi: il Napoli si sta comportando bene con l'Inter a tuo giudizio? E, nel caso, è opportuno spendere cifre pazzesche?
“Icardi è l’unico attaccante che gioca in Italia che può reggere il confronto con il recente passato azzurro targato Higuain. Nel Napoli potrebbe arrivare almeno a 25 gol, perché è un finalizzatore. Nell’Inter senza nè capo nè coda del supervalutato Mancini, come Mazzarri, ha segnato ben 16 reti. Sarebbe la mossa giusta e l’atteggiamento di De Laurentiis è corretto, anche se io so di un contatto avvenuto già a fine aprile, retroscena che ho raccontato su Metropolisweb.it”.
A prescindere dai costi, quale sarebbe secondo te l'erede naturale dell'argentino?
“Per caratteristiche ritengo che Higuain non abbia un erede. Icardi può essere la più valida delle alternative. Mi piacerebbe Lukaku, ha una potenza impressionante”.
Dentro Higuain, fuori Pogba. La Juve è pronta comunque per vincere la Champions? Conti alla mano, non è stata una follia quella dei bianconeri?
“Conti alla mano no. Mandzukic ha un po’ deluso e Morata è andato via, per forza di cose bisognava trovare una spalla di valore a Dybala. Marotta è stato bravo a non prendere Cavani, perché svaria troppo e ad Allegri serviva una punta d’area e Gonzalo sa esserlo”.
Il mercato è ancora lungo, ti aspetti un paio di colpi di teatro da ADL? E se si, quali calciatori ti aspetti?
“I colpi di teatro non portano bene, ricordo Inler travestito da leone che non è mai esploso. Mi aspetto il bomber, mi aspetto una serrata trattativa per Icardi. Bacca è un buon calciatore ma non è quello che vorrei vedere in azzurro”.
Su Metropolis avete aperto ad una suggestione da sogno: Ozil. Sarri potrebbe lavorare su altri moduli?
“Ozil sarebbe un grandissimo colpo, ma il centrocampo sostanzialmente è ok e va rafforzato nelle alternative, non nel trio dei titolari. Secondo me Sarri ha un po’ timore a cambiare, perché ha fatto benissimo nella passata stagione e teme ripercussioni. Insigne trequartista nelle prime partite non ha funzionato, eppure io lo riproporrei, perché Lorenzo può fare la differenza stando al centro del gioco. Secondo me quando è in giornata devono sparargli per fermarlo e male che vada è un calciatore capace di conquistare almeno tre punizioni importanti dal limite a partita”.
Scudetto, lo può perdere solo la Juve? In caso di suicidio sportivo, ad oggi, chi vedi favorita?
“Se la Juventus si suicida solo Roma e Napoli sono all’altezza. Il Milan è frenato da cinesi, mentre gli altri cinesi frenano l’Inter. A frenare la Lazio è invece Lotito, al calcio italiano mancherà uno come Bielsa, che gioca 3-3-1-3 e può portare nuove idee. Oltre dieci anni fa ammirammo il Cittadella di Glerean in serie B con il 3-3-4 e non andò male, però vicissitudini familiari fermarono la scalata innovativa dell’allenatore”.
Champions League, come sono messe le italiane a tuo giudizio?
“Il Bayern Monaco con Ancelotti può acquistare quella solidità che manca. Per me il calcio è verticalizzazione, Guardiola vuole quelle che noi a Napoli giocando in strada chiamavamo “tattelle”. City e United hanno formazioni stellari, il Barcellona è stratosferico in attacco e secondo me il Real rischia di non ripetersi. L’ultimo anno di Simeone all’Atletico non lo vedo trionfante. La Juventus può arrivare lontano, il Napoli e la Roma possono superare la prima fase e poi vedere cosa accade”.
Borja Valero, l'agente ha velatamente aperto al Napoli. Sarebbe il colpo giusto? E Diawara?
“Borja andava preso quando era al Villareal. Diawara ben venga, ma va disciplinato un po’ tatticamente e Sarri può farlo, soprattutto nei tempi di uscita sul portatore di palla avversario”.
Tifosi del Napoli delusi, così come quelli dell'Inter, del Milan e della Roma. Cosa serve per dare una svolta alla Serie A per tornare quella di un tempo?
“Un tempo c’erano Berlusconi, Agnelli senior, Tanzi, Cecchi Gori e Cragnotti, alcuni di loro spregiudicati nella gestione che pur di arrivare sorridenti alle riunioni di Lega prendevano campioni da mezzo mondo. Oggi il calcio italiano si deve arrangiare e per questo il Sassuolo può crescere sempre di più e chissà che Oddo non ci regali un Pescara spettacolare come il Foggia di Zeman. Non esistono più le sette sorelle, la Fiorentina è l’eterna incompiuta, la Roma vende tutti i suoi gioielli e il Milan commette errori su errori. C’è la Juventus, poi il Napoli e la Roma e dietro le altre. Inutile illudersi. In tempi di crisi vincono le idee, ma di quelle ce ne sono ben poche, perché siamo legati a un vecchio modo di fare calcio e nessuno osa nelle innovazioni, pur sapendo che la Juventus ha più possibilità di vincere rispetto a tutte le altre messe insieme. Allora, teniamoci i nostri catenacciari del pallone, guardiamo noiose partite dal divano di casa nella speranza che qualcuno un giorno ci spieghi perché una partita come Frosinone-Carpi va in posticipo e applaudiamo al coraggio di Corsi che ha affidato il suo Empoli a Martusciello. Ma io rimpiangerò Bielsa guardando sfide al contropiede e non partite vere”.








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