Logo AreaNapoli.it

ESCLUSIVA - Amato: "Litigai con ADL! I miei 4 acquisti per un Napoli da sogno. Sarri..."


,
Pubblicato nella sezione Interviste
ESCLUSIVA - Amato: Litigai con ADL! I miei 4 acquisti per un Napoli da sogno. Sarri...

"Aurelio è arrogante come tutti gli uomini di potere, ma è un grande imprenditore. Ha preso una società che non valeva più niente e che oggi vale almeno 400 milioni di euro".


Dopo la vittoria del Napoli a Torino contro la Juventus, il campionato è ancora apertissimo a quattro giornate dalla fine. Un momento delicato per entrambe le squadre che ha contorni letterali, drammatici, spettacolari. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con Gaetano Amato, artista napoletano di Castellammare di Stabia con un passato da calciatore. Attore popolare molto stimato dal pubblico e dalla critica (notevole la sua carriera), Amato è anche scrittore di razza ed è stato finalista al Premio Bancarella (2009) con Il testimone. Tra i suoi tanti impegni, l'insegnamento tra scuola e teatro. 

Napoli vittorioso contro la Juve: i tifosi bianconeri non l’hanno presa bene ed anche in tribuna ci sono stati momenti di tensione tra aggressioni e razzismo.


PUBBLICITÀ

“Gli imbecilli sono ovunque, ed è assurdo non poter andare più liberamente in curva o in tribuna in qualsiasi stadio senza temere che possa accadere qualcosa di spiacevole. Il problema è che in Italia ormai ci sono solo tifosi: nel calcio, in politica e in qualsiasi momento di vita si ragiona così: o con me o contro di me! Detto con l’accademia della crusca, anche al sottoscritto brucia il c… quando perde il Napoli, però poi serve lucidità. Ci dobbiamo dare una regolata un po’ tutti, il calcio non può essere un mezzo di rivalsa: “Io nella vita non sono nessuno e allora se vince la mia squadra mi sento qualcuno, almeno per un po’ di giorni”, così non va bene. Si vedono video sui social di gente che andrebbe ricoverata. Umberto Eco aveva ragione, internet ha dato voce ad eserciti di imbecilli: un po’ come una frusta che monta panna (acida) in continuazione fino a livelli incontrollabili”. 

Chi vedi meglio in questo momento, Napoli o Juventus?

“Concordo con Sarri e con Sacchi quando dicono che nel calcio bisogna meritare di vincere. In tal senso mi sembra evidente che alla Juve fino ad ora sia andata fin troppo bene, almeno nelle ultime 6 7 partite. Allegri si lamenta di giocare più partite del Napoli considerando gli impegni di Coppa. In realtà è una bugia perché la Juve ne ha fatte 49, il Napoli 46. A livello mentale si sono dovuti misurare con il Real Madrid e hanno preso una "tranvata" che li ha fatti crollare psicologicamente. Il Napoli, invece, si è caricato, ma non è caricandoti che risolvi i problemi. Non guardiamo il gol di Koulibaly o quelli con l’Udinese: è da un po’ che non riusciamo a trovare la porta con continuità di gioco. Sono convinto che nessuna delle due squadre farà 12 punti. E’ stato un campionato stressante e strano e così sarà fino in fondo. La Juve perderà più di due punti e il Napoli non farà l’en plein. Al momento agli azzurri mancano solo i due punti contro il Sassuolo, ma la Juve anche contro Bologna e Verona può scivolare”.

Quindi i due punti lasciati contro il Milan non pesano? 

“Nella classifica complessiva degli scontri diretti Juve e Napoli hanno fatto un percorso quasi identico, ma ai bianconeri restano due match pesanti con Inter e Roma”.

A proposito di Milan, il napoletano Donnarumma è finito nel mirino dei tifosi del Napoli per un video…

“No, Gigio è stabiese come me (ride, ndr)”.

Anche per te c’è differenza tra Napoli e provincia?

“Per niente, forse a Napoli resiste ancora questa sciocchezza in qualche personaggio che ci chiama “cafoni”. Troisi, Viviani e tanti altri, sono napoletani autentici, ma non tutti magari sanno dove sono nati e cresciuti. Gigio in quel video privato, dal quale è nato un assurdo caso nazionale, scherzava con lo zio tifoso del Napoli così come il cognato che era accanto a lui. Conosco sia lui che il fratello Antonio, ho passato qualche serata con loro e vi posso assicurare che sono bravissimi ragazzi legati alla loro terra. Purtroppo in epoca social il privato non esiste quasi più, viene usato male e la degenerazione da tifo di cui prima fa emergere l’imbecillità di massa. Piuttosto fammi dire una cosa su Milik…”

Che ha combinato?

“Niente (ride, ndr). Solo che Donnarumma para per il Milan e ha fatto un miracolo, ma Arek non è che ha sbagliato l’angolo quando ha tirato, non doveva proprio tirare: c’era Insigne tutto solo ed era sufficiente passare il pallone per vincere la partita. Ho giocato a calcio e so bene che in campo non è sempre facile avere lucidità, ma parliamo di professionisti di altissimo livello, che giocano in Nazionale, ed è giusto aspettarsi qualcosa in più. Ma è più facile prendersela con un avversario”.

Sarri dice che il suo obiettivo è lasciare grandi ricordi, come l’Olanda di Cruijff….

“Il mister usa il dialetto toscano, ma è napoletano: questa è  scaramanzia (ride, ndr). Non deve lasciare nessun altro ricordo. Per fortuna è arrivata la vittoria con la Juve, ma negli ultimi tempi non c’era tanto da esaltarsi a differenza dei mesi precedenti in cui ogni partita sembrava un film di Totò: guardavi, ridevi, godevi, ti divertivi. Ora non ci sono velocità ed elasticità come nel girone d’andata. I calciatori si cercano anche, ma non si trovano come prima. Nonostante ciò, Sarri ci crede come ci crediamo tutti, solo che non lo dice”.  

Alcuni ritengono che De Laurentiis non abbia meriti in questa annata straordinaria...

"Con De Laurentiis ci ho lavorato. Con lui ho litigato: voleva che venissi doppiato da Peppino di Capri, ma con tutto il bene per Peppino, grande artista, non mi sogno di cantare al posto suo. Sono io che faccio l’attore, non lui, così mi sono opposto. Aurelio non l’ha presa bene: “ma io sono il produttore”, mi ha detto. E io ho risposto, non direttamente a lui, ma alla produzione, che avrei allertato il mio avvocato bloccandogli il film visto che nel contratto c’era scritto che io avrei doppiato Peppino e non viceversa. Alla serata della prima, appena mi ha visto da lontano, mi ha detto: “Vieni qua, fatti abbracciare: hai fatto un capolavoro”. Peppino tra l’altro è stato candidato come migliore attore non protagonista al David, forse anche grazie al mio doppiaggio. Ti racconto questo episodio per dirti che lui sa riconoscere quando sbaglia. E’ arrogante come tutti gli uomini di potere, ma è un grande imprenditore. Ha preso una società che non valeva più niente e che oggi vale almeno 400 milioni di euro. Ha un parco giocatori di notevole valore, è ai vertici del calcio italiano ed è in lotta per lo scudetto, gioca la Champions ogni anno provando a diventare sempre più competitivi: cosa gli vuoi dire? Sbaglia come tutti, non è perfetto, ma i meriti gli vanno riconosciuti in questa evoluzione continua. Sta amministrando più che bene, i conti sono in regola e il club è solido. Perché dovremmo criticarlo?”

Se tu fossi Giuntoli…

“Dipende dai soldi che vorrà mettere sul piatto De Laurentiis. Volendo giocare con i nomi, prenderei Alisson, attualmente il miglior portiere europeo, Skriniar dell’Inter, Nainggolan della Roma e una punta alla Salah, ovvero uno con le caratteristiche di Mertens che purtroppo perderemo. Credo che Dries andrà in Cina. Nel Napoli c’è un solo insostituibile ed è Callejon: un pendolo fondamentale anche quando non sta bene. Lo dico da anni, è lui l’ago della bilancia e del ritmo e sono certo che resterà ancora qualche anno, almeno lo spero”. 

Dovesse andare via Sarri?

“No. Sarri non se ne deve andare, ma se proprio devo fare dei nomi dico Giampaolo e Di Francesco, due mister che al pari di Don Maurizio sanno mettere le mani sui giocatori. Ricordo che Koulibaly è diventato uno migliori d’Europa proprio grazie a Sarri. E’ sui livelli di Sergio Ramos. Al Napoli serve un profilo in grado di lavorare sul campo e sulla testa dei ragazzi”.

Se il momento sportivo che stiamo vivendo a Napoli fosse un film, un libro o una pezzo di teatro?

“Direi un thriller, però non legale alla Grisham, perché altrimenti parecchi arbitri dovrebbero stare in carcere (ride, ndr). Battute a parte, lo vedo come un thriller firmato da Patricia Cornwell, l’anatomopatologa-detective, anche se il cadavere non c’è ancora… E quindi è un giallo di Ken Follet, uno che nei suoi gialli parte da argomenti diversi che sembrano slegati e che invece convergono in un finale che non ti aspetti. Ecco, Un letto di leoni o Nel bianco. Per quanto riguarda un testo teatrale dico “A che servono questi quattrini”. 

Pronostico su Inter-Juve?

“Se sta bene Icardi, l’Inter guadagna il 60% in più, ma a prescindere sa difendersi bene: contro il Napoli mise il pullman davanti alla porta. Probabile che contro la Juventus possa uscire un pareggio. Higuain, invece, resta un pacco da 100 milioni perché nei momenti decisivi sparisce. Mi ricorda Vincenzino D’Amico, uno che tecnicamente era un mostro, però poi improvvisamente non lo vedevi in campo. Se Gonzalo avesse avuto la determinazione di Bruno Giordano, per esempio, sarebbe stato il miglior centravanti al mondo, altro che Suarez o gli altri: tecnicamente è fortissimo, ha un’accelerazione da fermo che in due metri te ne prende tre, calcia da dio con i due piedi, tira da tutte le posizioni e prende sempre lo specchio come Boninsegna. E’ uno di quelli, come Muller della Germania, che ha la porta dentro al naso”.

E Fiorentina-Napoli?

“Sono scaramantico. Dico solo che Sarri ha ragione nel dire che Milik non debba giocare dal primo minuto visto che è stato fermo per molti mesi. E poi proprio perchè Mertens non riesce più ad andare in porta come faceva prima, Arek può tornare utile quando le difese avversarie sono stanche. Ripeto, credo che sia Napoli che Juve non faranno filotto e dunque mi auguro che questa bella sfida possa andare avanti fino alla fine. Ricordi il campionato 1987-88 quando il Milan vinse lo scudetto partendo da meno 5 e venendo a vincere al San Paolo di Napoli? Ecco, spero che il Napoli possa fare come quel Milan dopo aver espugnato lo stadio della rivale (ride, ndr)".

Prossimi impegni tra cinema, teatro e libri?

“A giugno esce il mio nuovo libro che si chiama “Lacreme napulitane”, il protagonista è sempre Gennaro Di Palma ed è la storia di una statuetta di una Madonna che piange. Ho ricevuto proposte teatrali, ma sinceramente sono stanco. Se capita qualcosa di carino, la prendo in considerazione, ma non faccio più quel che facevo 35 anni fa quando partivo con la mia auto e andavo a Roma per verificare produzioni, registi, film e possibilità di crescita. Ora sono poco informato: ogni tanto la mia agenzia mi chiama, ma spesso rinuncio. Sono abituato a dire sempre quello che penso e questa scelta l’ho pagata. Con la Rai, ad esempio, so bene che non lavorerò più perché ho avuto una discussione con un vicedirettore. Quando arriva il mio nome sulla scrivania, lo tagliano. E va bene così, ma nessuno mi impedirà di dire quello che penso”.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00