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ESCLUSIVA - Amato: "Callejon unico al mondo. De Laurentiis, Gomorra e il Napoli che verrà"

Intervista esclusiva all'attore stabiese Gaetano Amato.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

13/06/2016 15:56 - Interviste
ESCLUSIVA - Amato: Callejon unico al mondo. De Laurentiis, Gomorra e il Napoli che verrà

Sa fare tutto, Gaetano Amato. L'artista stabiese ha giocato a calcio a buoni livelli, è un attore popolare molto stimato dal pubblico e dalla critica, ha una notevole carriera alle spalle e proiettata al futuro, sa scrivere, e infatti è stato finalista al Premio Bancarella (2009) con Il testimone, insegna a scuola e a teatro, e sa anche cucinare. "In realtà sono tante le cose che non so fare, ad esempio disegnare. E poi non ho saputo fermare la caduta dei capelli. Ti dispiace se mentre chiacchieriamo continuo a preparare la pasta e fagioli con le cozze?". Soprattutto sa... anzi è, schietto e sincero.

Da calciatore promettevi bene, poi a 18 anni l'infortunio. Successivamente il corso a Coverciano e il patentino da istruttore per giovani calciatori. Hai tutte le credenziali per esprimere un autorevole pensiero sul Napoli attuale...

"Lo scorso anno, alla fine del ciclo Benitez, prima ancora che decollasse il mercato, indicai quelli che a mio avviso potevano essere gli innesti giusti per ripartire, ed alcune varianti tattiche. Parlai di Allan, di Valdifiori (prima che sbocciasse Jorginho nel suo ruolo), del ritorno di Reina e dell'arretramento di Hamsik di 20 metri. Credo di essere stato accontentato. Con un portiere come Pepe e con un mastino davanti alla difesa, tutto gira diversamente. Quando giocavo nella Juve Stabia, l'allenatore era Gianni Di Marzio. Ricordo che continuava a dire al portiere che doveva guidare la difesa, doveva farsi sentire, e quando non accadeva si incazzava di brutto. Ecco, al Napoli dello scorso anno è mancato un leader che per fortuna oggi abbiamo".

Visto che le hai indovinate tutte, facciamo lo stesso gioco: per migliorare l'attuale organico cosa occorre?

"Il Napoli dipende da un solo giocatore: Hamsik! Serve innanzitutto un calciatore omologo al capitano in grado di sostituirlo nei suoi momenti neri. In generale, come sosteneva Benitez, a questa squadra occorrono doppioni di qualità, calciatori interscambiabili senza alterare equilibri e senza intaccare il livello. Reina, Callejon, Hamsik e Higuain non si possono mettere fuori, e dunque bisogna intervenire sul mercato per trovare gli alter ego giusti".

Consigli per gli acquisti...

"Giuntoli sa il fatto suo, non ha bisogno di consigli. Herrera e Zielinski mi sembrano nomi giusti. Poi c'è da capire cosa si vuol fare con Gabbiadini. Penserei anche ad un calciatore con le caratteristiche di Callejon, che nel suo è unico al mondo. Davvero straordinario. Scusa un attimo, devo unire l'acqua delle cozze...".

Prego. Sarri è un ottimo chef secondo te?

"Ha dimostrato di saperci fare "annusando" i profumi e le potenzialità di ciò che aveva a disposizione. Dopo i primi test, ha capito come doveva aromatizzare il gruppo, amalgamarlo e soprattutto impiattarlo per esaltare i gusti dei tifosi. E' fondamentale saper tirare fuori il meglio da qualunque ingrediente. Non dimentichiamo però che 7 undicesimi di questa squadra li ha portati Benitez. Bisogna rispettare il lavoro di tutti".

Scudetto: è andata in scena la prova generale in vista del prossimo anno, o il Napoli si è ritrovato a lottare per caso?

"Difficile scegliere tra le due opzioni. La Juventus ha una difesa fortissima ed è più forte sul versante numerico, può contare su almeno 18 calciatori di grande livello mentre il Napoli al massimo su 13. Naturalmente, in vista del prossimo anno, godranno ancora del favore del pronostico. E poi a livello arbitrale qualcosa che non va c'è ed è stato dimostrato dalle varie classifiche aggiornate senza gli errori dei fischietti che, è evidente, non hanno mai danneggiato i bianconeri. Il calcio è business, è impossibile pensare che a decidere siano solo gli arbitri, certo, ma mi sembra palese: i direttori di gara subiscono il fascino del potere. Quando la squadra torinese non gira, non è raro vedere aiuti. Gli azzurri oltre gli 11 titolari, spremuti per gran parte della stagione, hanno nel solo Mertens una valida sostituzione. Il belga e pochissimi altri...".

Quali moduli alternativi potrebbero far comodo a Sarri per sorprendere le squadre che si chiudono?

"Credo che bisognerà prima vedere la rosa aggiornata per avere un'idea sulle varianti. Quando hai uno come Higuain, se giochi con due punte rischi di intasare l'area e gli togli possibilità di inventarsi il colpo. Ma se la punta da affiancargli ha caratteristiche da rifinitore oltre che da finalizzatore, il discorso cambia. Stando così le cose, l'unico modulo adottabile è l'attuale 4-3-3 con il fantasista che entra in area da sinistra, il centravanti capace di tirarsi fuori dall'area attirando a sè tre difensori e dando la possibilità a Callejon di entrare da destra. Già quando entra Mertens le cose si complicano un pò perchè è molto più egoista di Insigne. Quando non c'è Higuain, si può anche tentare il modulo a due punte e in tal senso terrei Gabbiadini, che è capace di manovrare, più uno come Lapadula, centravanti classico. Siamo già sbilanciati in avanti, per permetterti altri rischi devi avere una difesa impenetrabile, e noi non ce l'abbiamo, soprattutto a sinistra dove Strinic e Ghoulam non danno garanzie in contenimento".

Natale col Boss, hai lavorato con De Laurentiis. C'è qualche retroscena da raccontare?

"Non è il solito cinepanettone, ho letto la sceneggiatura, mi è piaciuto e ho accettato con grande piacere. Con il presidente ci ho litigato, abbiamo avuto una discussione perchè voleva che fossi doppiato da Peppino di Capri mentre in realtà il contratto prevedeva il contrario, ovvero che avrei doppiato io Peppino. Lui se l'è presa perchè mi sono imposto. Ha le sue idee, è un po' arrogante, ma gli va riconosciuto un grande merito: è tra i pochissimi in Italia che rischia tanto e con i suoi soldi, nel cinema come nel calcio, e dunque merita tanto rispetto. La sera della prima, però, c'era tutta la squadra azzurra, si è avvicinato a me, mi ha voluto in prima fila e mi ha detto: "Sei stato un capolavoro". Gli ho detto che avrei fatto la mia famosa preghiera a Maradona per vedere il Napoli vincente, e lui mi ha detto: "La preghiera devi farla a me...".

Hai vinto il Premio Charlot per il cabaret, il premio selezione bancarella per un libro e tanti altri riconoscimenti tra teatro, cinema e tv. Qual è la tua opinione sull'offerta artistica in Italia?

"Sono argomenti diversi che fanno parte dello stesso alveo, che hanno la stessa radice. C'è un ragionamento di base che è comune a tutti gli ambiti: in Italia, se hai 50 anni non servi più e poco importa se sei bravo e in passato hai avuto una carriera ricca di passaggi importanti. Marisa Laurito diceva che il nostro è un Paese anomalo, io non ci credevo, poi l'ho provato sulla mia pelle. In America, invece, per fare un paragone, se sei bravo a 20 anni, a 50 anni il tuo valore è riconosciuto a prescindere da logiche di mercato e di spazi, e puoi continuare a dare il tuo contributo qualitativo. La tv in Italia è in mano a 4 persone, così come il cinema. E' passata la cultura De Filippiana. Ma... Maria, non Eduardo. Se sei bello, hai 25 anni, i capelli biondi e gli occhi azzurri, puoi fare qualsiasi ruolo in tv e al cinema, dal vecchio generale sessantenne che una volta erano interpretati da Paolo Stoppa e Gino Cervi, ad un ruolo sui 40 anni. Ci sono attori attempati, anche bravi, che a 80 anni suonati, oggi, fanno ancora i loro demenziali personaggi pur di restare a galla".

Il problema di fondo qual è?

"La mancanza di meritocrazia. A partire dalla scuola. Io insegno e posso dire a ragion veduta che non si boccia più nessuno. Ogni scusa è buona per promuovere chiunque. Mia figlia mi ha detto che in alcune Università c'è il tariffario per ogni esame: una media di 70 euro. E dunque capita che incapaci di intendere e di volere, ignoranti, ma con agganci importanti, non solo riescono a laurearsi, ma diventano manager che amministrano soldi pubblici, fanno disastri e prendono buonuscite ultramilionarie anche se fanno fallire le aziende. E così il cinema, la tv ecc. ecc. finiscono per essere mere spartizioni di compagnie stabili del potere, e la qualità scompare, non viene più considerata. O forse resiste strenuamente altrove con fatica e sulla pelle di quei privati che rischiano. Pensate che la compagnia di Luca De Filippo, per fare un esempio, si è vista tagliare i fondi drasticamente. E il livello della scuola stesso che è calato pericolosamente. Credo sia chiaro il concetto sul vortice...".

Eppure fino agli anni 90 c'era una vasta offerta di qualità ...

"Il potere berlusconiano ha creato una spirale che ha coinvolto anche la tv pubblica. Si è abbassata mediamente la qualità anche in Rai per rendere possibile una equiparazione commerciale tra le due aziende. E' chiaro che, comunque, non pochi sono i prodotti di qualità. Il punto è che pian piano i contenitori di massa hanno preso il sopravvento inesorabilmente".

Gomorra ti piace?

"Di Stefano Sollima, il regista della serie, posso parlare solo bene. Lo conosco da 20 anni, ha diretto la Squadra, mi ha sempre stimato e io ho sempre stimato lui. So bene che alludi al problema dell'emulazione, ma qui il discorso è delicato e come vedi il problema della scuola torna sempre. Se hai cultura, sensibilità, non ti fai influenzare. Oggi i ragazzi per un like su facebook farebbero qualsiasi cosa. Vedete quel ragazzo che ieri ha scalato l'obelisco in Piazza San Domenico Maggiore a Napoli e ci ha rimesso la vita. C'è da aggiungere altro?".

Cambiamo argomento altrimenti la pasta non te la gusterai come si deve.

"E' tutto quasi pronto, il profumo è straordinario (ride, ndr). Comunque in Italia ci sono ancora produttori in grado di fare ottimi lavori. Lo chiamavano Jeeg Robot, ad esempio, è un film delizioso: il regista ha investito sul suo sangue, ha venduto una casa pur di realizzarlo. Anche Perfetti sconosciuti è un bel film. Bisogna invertire l'inerzia attuale e lottare affinchè si torni alla valorizzazione di chi propone progetti di qualità. Chi gestisce i soldi pubblici deve farlo con trasparenza e meritocrazia".

Ti faccio dei nomi, aggiungi qualcosa...

Nanni Loy... "il cuore, con lui ho fatto film straordinari agli inizi della mia carriera: Scugnizzi, Pacco doppio pacco e contropaccotto".

Alberto Sordi... "la vera comicità, quella che racconta denunciando, la satira di costume".

Totò... !il genio assoluto! Da ragazzo partecipai a Superflash in qualità di esperto sul Principe".

Woody Allen ... "la gentilezza. Stavo andando via dopo aver girato, lui ha fermato tutto ed è venuto a darmi la mano. Un gran signore".

Viviani ... "la vita.... Con Ciro Madonna, il più grande esperto di Viviani, si faceva notte tanta era la voglia di ascoltare le sue spiegazioni sul grande mito. Sono molto legato anche ad Elvio Porta, un autore straordinario che ha scritto capolavori che sono pilastri della cultura napoletana: "Mi manda Picone", "Scugnizzi" ecc. ecc.".

Pino Daniele... L'arte non ha confini geografici, ma noi siamo fortunati: tanti riferimenti ci cadono addosso spontaneamente ed è un meraviglioso minestrone, metti tutto nella pentola. Poi se hai la fortuna di avere un Papà come il mio, scegli l'onestà e la presenza a se stessi senza dover fingere di essere altro. O altri..."

Massimo Iaboni ... "Dolcissimo. Volle premiarmi a Poggio Mirteto dandomi un premio cinematografico, il Mirto d'oro, anche se ero in quel momento impegnato in tv con La Squadra. Dal palco dissi, a chi criticava la Tv, che non è sufficiente dire che è scadente, bisogna mettersi in gioco per provare a migliorarla".

Taricone... "Non mi era simpatico, ma il primo giorno che l'ho incontrato mi ha fatto cambiare subito idea. Umile, anche se non sembrava. Ricordo che sul set, una volta, mandò via tutti quelli che gli sbavavano dietro perchè era quello famoso del Grande Fratello: lui si irritò non poco e, sbarazzandosi di questa gente, si avvicinò a me per conoscermi. "Sono un suo grande fan", mi disse, e non prestò molta attenzione nemmeno alla sua compagna, Kasia Smutniak, perchè voleva approfondire alcuni discorsi con me. Peccato sia morto così giovane...".

Non ci resta che augurare buon appetito. E grazie...

"Grazie a voi. Pasta e fagioli con le cozze: semplicità, passione e gusto. In fondo non serve molto per godere e godersi la vita".

Luca Cirillo

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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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