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"Ero in barca a pesca e il Napoli mi chiamò. Non ci ho capito più niente!"

Si sa: per un napoletano vestire la maglia azzurra è il coronamento di un sogno. Si ha modo di guardare le gesta degli idoli azzurri in tv oppure allo stadio sperando, un giorno, di poterli emulare.


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04/03/2016 09:37 - Interviste
Ero in barca a pesca e il Napoli mi chiamò. Non ci ho capito più niente!
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Si sa: per un napoletano vestire la maglia azzurra è il coronamento di un sogno. Si ha modo di guardare le gesta degli idoli azzurri in tv oppure allo stadio sperando, un giorno, di poterli emulare, magari giocando proprio in Campania. Una cosa simile sarà capitata anche ad Antonio Floro Flores. L'attaccante ha rilasciato un'intervista al Corriere di Verona. "Ero sulla barca da pesca con amici. Mi chiamarono dal ritiro del Napoli. "Oh, Anto', ma dove sei, guarda che ci servi". Avevo giocato la prima amichevole e Zeman stravedeva per me: anzichè farmi tornare con la Primavera, decise di tenermi lì. Nel giro di 2-3 anni passai dal calcio di strada alla serie A. Avevo 14-15 anni, tanti provini okay, ma all'atto pratico niente. Non mi fidavo più di nessuno e avevo smesso di crederci. Volevo solo giocare per strada. Poi dal Posillipo feci due mesi nel vivaio del Napoli con mister Caffarelli. Nell'arco di 2-3 anni sono passato dal rione alla serie A. E per un po' non c'ho capito niente. Poi il debutto. In panchina c'era Mondonico. Serie B? Aspettai fino a settembre, poi firmai per il Perugia. Lasciare Napoli non era facile. Ma non arrivò nessuna telefonata per farmi rimanere".


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