Eriksen: "Quarantena? Mi ha fermato una pattuglia a Milano, nel mio cattivo italiano..."

Christian Eriksen, calciatore dell'Inter, ha rilasciato una intervista al quotidiano danese Yylland-Posten, nel corso della quale ha raccontato la sua quarantena.
Christian Eriksen, calciatore dell’Inter ex Tottenham, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano danese Yylland-Posten, nel corso della quale ha parlato anche della sua quarantena in quel di Milano: "Non ho mai avuto così tanto tempo libero e molto lontano dal calcio. Eravamo andati a fare shopping una volta, e all’inizio avevi anche la sensazione che fosse sbagliato uscire. Non c’è modo di fare nulla, quindi devi davvero tirarti su. Nella grande prospettiva, non dovremmo lamentarci, per molti è molto più difficile rispetto a quello che passiamo noi, ma rispetto alla vita di tutti i giorni a cui ci siamo abituati, è molto diverso”.
Poi svela un retroscena: "Quarantena nell'emergenza Coronavirus? Ho pensato di parlare con Lukaku e Young, che erano anche nuovi all’Inter, di stare con loro, ma avevano anche delle famiglie da accudire, e quindi 14 giorni come ospite su un divano è molto tempo. Invece, sono finito presso la struttura di allenamento del club con uno chef e cinque allenatori che hanno scelto di mettersi in quarantena per proteggere le loro famiglie. Una volta mi ha fermato una pattuglia a Milano. Nel mio cattivo italiano ho dovuto spiegare cosa stavo andando a fare e mostrare i documenti, dove stavo andando e cosa dovevo fare".







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