Eriksen, il prof. Thiene: "Era alle porte dell'aldilà, morte improvvisa abortita: un miracolo"

Christian Eriksen, centrocampista della Danimarca, è vivo per miracolo ma soprattutto per la preparazione e la prontezza di compagni e sanitari nell'intervenre.
"Christian Eriksen era già alle porte dell’aldilà, la fibrillazione ventricolare è l’anticamera della morte. E invece il miracolo questa volta è avvenuto, gli hanno salvato la vita, la sua è stata una morte improvvisa abortita. È stato un grande successo". Le parole del professor Gaetano Thiene, esperto di morte cardiaca improvvisa negli atleti, ai microfoni del Corriere della Sera. Questa la sua analisi: "Andrebbero premiati tutti, su a Copenaghen. Dal compagno di squadra (il capitano Kjaer, ndr) che ha avuto la prontezza di spostargli la lingua per riaprireì le vie aeree superiori. Ai medici che per diversi minuti gli hanno praticato il massaggio cardiaco perché il cuore potesse pompare".
Poi ha aggiunto: "E a quelli che hanno usato il defibrillatore. Se l’hanno usato vuol dire che era in corso una fibrillazione ventricolare, il ragazzo ha perso coscienza, non poteva essere una sincope banale da caldo o da freddo, fosse stato così si sarebbe presto rialzato. Ora la sfida sarà capire i motivi precisi, perché di misteri sulle morti improvvise grazie agli studi non ce ne sono più. Una patologia sottostante c’è di sicuro. E purtroppo queste patologie possono sfuggire anche ai controlli più serrati come quelli dei medici sportivi. Potrà tornare a giocare? Domanda difficile, eventi così non capitano a caso. Ma non importa, abbiamo vinto, il ragazzo è vivo".






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