"E' ossessionato dal calcio, mi affacciai e vidi...". Sheva e Ibra, i retroscena su Inzaghi

Pippo Inzaghi è stato uno degli attaccanti italiani più prolifici di sempre pur non avendo una grande tecnica di base. I retroscena di alcuni compagni di squadra.
Sui social viene ricordata per larghi tratti la carriera di uno degli attaccanti italiani più prolifici di sempre, Pippo Inzaghi. Il tutto attraverso le parole di alcuni calciatori e allenatori che lo hanno conosciuto bene. Ecco il pensiero di Shevchenko: "Inzaghi è ossessionato dal calcio. La mattina della finale di Manchester mi sveglio presto e alzo le tapparelle. Eravamo in un albergo che dava su un campo da golf. Mi affaccio e vedo una persona che corre da sola, mima i movimenti di attacco, si gira a vedere se un arbitro invisibile ha fischiato il fuorigioco, si incita, indica una porta immaginaria. Era Pippo".
Mondonico, suo ex allenatore, di lui disse: "Non è Inzaghi a essere innamorato del goal, è il goal a essere innamorato di Inzaghi”. Singolari, invece, le parole di Zlatan Ibrahimovic: "Filippo Inzaghi non è proprio un calciatore, però possiede un enorme istinto omicida davanti a una porta. È la sua qualità".
Viene inoltre riportato il pensiero di Inzaghi su se stesso: "In Europa mi sono sempre sentito a mio agio, erano notti diverse. I tifosi del Milan erano convinti che avrei sempre segnato. Ricordate il mio gol nella finale di Atene? Pirlo batte una punizione, la palla mi sbatte sulla spalla e finisce dentro. Fortuna, certo. Ma credo di essermelo meritato, per tutto quello che ho fatto, per quanto mi sono impegnato”.








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