Dybala: "Non volevo fare la quarta punta al Barca. Farò un tunnel a Vazquez"

Paulo Dybala è arrivato nel 2015 con l'imprinting da prima punta, abituato a caricare verso la porta nell'attacco dal Palermo, poi via alla lenta mutazione.
Paulo Dybala è arrivato nel 2015 con l'imprinting da prima punta, abituato a caricare verso la porta nell'attacco dal Palermo, poi via alla lenta mutazione. Allegri ha lavorato dal primo giorno su alcuni concetti e lo ha pian piano trasformato in una punta di raccordo. Un attaccante moderno che arretra a prendere palla e, se serve, distribuisce assist. Nell'ultima stagione i nuovi movimenti non gli hanno impedito di segnare 23 volte, ma l'alba del nuovo campionato aggiunge qualche elemento in più: la trasformazione prosegue e Dybala sta arretrando ancora di più il raggio di azione. Un regista offensivo che attira su di se i difensori, li allontana dalla zona calda e, come da manuale della casa, "strappa" con un sinistro educato come pochi. Paulo, come riporta Gazzetta.it, ha cambiato anche la posizione in campo. Lo ha confermato via radio: "Ora gioco nello spazio tra i difensori e i centrocampisti avversari e tendo a spostarmi più nella destra. L'interesse del Barca era solo un'indiscrezione e io ho sempre detto che era giusto fermarmi a Torino: non mi piacerebbe essere la quarta punta lì. Champions? Incontreremo il Siviglia, allora ho chiamato subito il Mudo Vazquez (suo compagno al Palermo, ndr) e gli ho detto che gli farò un tunnel".







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