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Dossena: "Io con la moglie di Mancini? La verità. Tifosi Sampdoria-Ferrero, rapporto bruciato"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Dossena: Io con la moglie di Mancini? La verità. Tifosi Sampdoria-Ferrero, rapporto bruciato

L'ex calciatore della Sampdoria è intervenuto ai microfoni di Sampnews24 e ha raccontato la sua esperienza con la maglia blucerchiata.


Giuseppe Dossena, ex calciatore, ha vissuto da protagonista i migliori anni della Sampdoria, in campo in quella squadra magica allenata da Boskov e creata da Paolo Mantovani per far sognare i tifosi blucerchiati. C'era ad esempio quando, il 5 maggio 1991, Vialli e compagni espugnarono il fortino di San Siro battendo l'Inter e mettendo le mani sullo Scudetto. Queste le sue parole a Sampnews24.com: "Ricordo tutto. La preparazione, la settimana prima, l’intensità degli allenamenti. Giocammo con buon equilibrio, non andammo mai oltre il lecito di quello che si doveva fare. Avevamo la maturità necessaria per affrontare quella partita, ne venivamo da diverse finali, vinte o perse non importa. Poi chiaramente ricordo l’emozione, i cori, ma anche il post-partita, che vivemmo in maniera equilibrata".

Poi ha aggiunto: "Se rivedremo una Sampdoria del genere? Mai dire mai nella vita, ma deve veramente calare dal cielo un alieno e mettersi ad investire quello che c’è da investire nel calcio di oggi per raggiungere gli stessi risultati che raggiungemmo noi. La persona a cui ha voluto più bene alla Sampdoria era Paolo Mantovani. Come ho sempre detto, lui è stato l’artefice di quei bellissimi anni. Senza di lui, non ci sarebbe stato niente: certo, gli allenatori e i giocatori erano protagonisti perché scendevano in campo, ma li aveva scelti lui uno per uno. Sono frutto della sua mente e della sua lungimiranza".


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Quindi sul rapporto tra i tifosi ed il presidente Ferrero: "Direi che il rapporto ormai è bruciato completamente. A me personalmente non ha dato fastidio quando ha detto che la Sampdoria prima di lui era conosciuta da Recco a Chiavari. L’ho presa come una battuta, ma poi basta ricordarsi un po’ di storia della Samp per provare che non è così. Qualche volta, o forse un po’ troppo spesso, le esternazioni sopra le righe ci sono state. Ha portato la squadra a un buon livello sul piano dei risultati sportivi ed economici, bisogna valutarlo per quello che è stata la sua attività sul campo. Da fuori capisco e mi rendo conto che con i tifosi non c’è speranza di recuperare il rapporto. Tuttavia, non mi sembra che lui ne faccia un dramma o lo turbi più di tanto, anche se immagino non gli faccia piacere sentirsi chiamato in causa dagli spalti del “Ferraris” ogni domenica. Vialli presidente? Certo, avrebbe avuto il profilo adatto per ricoprire una carica del genere".

Grandi elogi per Ranieri: "È stata certamente la persona che ha tranquillizzato l’ambiente, la Sampdoria avrebbe potuto andare davvero molto vicino al baratro senza di lui. Per esperienza e capacità è l’uomo ideale, altre valutazioni bisogna farle da vicino, vedendolo allenare tutti i giorni e rapportarsi coi giocatori. La sua storia, però, parla da sé. Di Francesco è stato forse troppo integralista fino alla fine, ha avuto delle promesse non mantenute ma lui non si è sentito di cambiare il suo modo di interpretare il calcio".

L'ultima domanda è 'scomoda'. Riguarda una voce, circolata con insistenza a Genova, che raccontava di un presunto 'tradimento' con la moglie di Mancini: "Io con Roberto ci parlo, lo vedo e nessuno deve spiegare niente a nessuno. Ciò che è uscito è un’invenzione bella e buona, punto. Ma se alla gente piace credere a queste cose che continuino pure a farlo. Nonostante tutto, quello che è uscito non ha incrinato nulla del nostro rapporto".


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