Doni: "Totti, 1000 euro al cameriere per saltare in piscina in mutande come Tarzan"

L'ex portiere giallorosso ha svelato uno dei tanti aneddoti sul Pupone: "Portava allegria in squadra, le questioni spinose erano gestite da De Rossi".
Doniéber Alexander Marangon, più semplicemente Doni, ex portiere brasiliano della Roma, che ha vinto due volte la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana nel 2007, ha raccontato alcuni aneddoti su Francesco Totti e non solo, ai microfoni di ESPN Brasil: "All'inizio della mia carriera lo ammiravo in tv, ma viverlo da vicino è tutta un'altra storia. Francesco è sempre stato un leader molto calmo. Io stesso ho parlato con la squadra mille volte di più di lui. Non parlava mai molto, ma era un ragazzo di gruppo. In campo parlava di più con l'allenatore e con gli arbitri. In allenamento era molto giocoso e amava prendere in giro noi compagni".
Poi ha aggiunto: "Il peso di Totti in campo era enorme, ma fuori dal campo non gli importava molto. Abbiamo avuto De Rossi, che ha svolto anche quel ruolo da leader, gestendo anche gli incontri con i dirigenti. Ho un milione di storie su Totti. Un'estate stavamo cenando in discoteca, intorno alla piscina, e c'era un cameriere che era molto bravo. Totti lo aveva sfidato: gli offrì 1000 euro per passare vicino ai tavoli e saltare in piscina in mutande, urlando e battendosi sul petto come Tarzan. Con noi c'erano anche i dirigenti ma lui lo fece davvero: è stata una scena incredibile! Ci siamo fatti un sacco di risate, ogni giorno faceva cose folli. Potrei scrivere un libro con queste storie".
"Per questo tutti amavano Totti - ricorda ancora Doni - dal presidente al fisioterapista, dall'allenatore al cameriere, tutti lo amavano. Era una personaggio! Nei sei anni che ho passato con lui, ho visto Totti indossare solo un orologio. E d'inverno aveva sempre le stesse scarpe da ginnastica e la stessa giacca. Gli avevo chiesto: 'Hai solo questa giacca?' e lui si è arrabbiato: 'Fatti gli affari tuoi, fratello! In Italia Totti era anche più conosciuto del Papa ma lui era sempre molto semplice, non gli importava nemmeno dei vestiti. Veniva ad allenarsi in Ferrari ma era sempre vestito con la stessa giacca di due, tre settimane prima", ha concluso ridendo.






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