Logo AreaNapoli.it

Direttore INGV: "Campi Flegrei, vi spiego come si forma un terremoto. La deformazione prosegue"

Antonio Di Vito, direttore INGV, ha parlato della situazione relativa ai Campi Flegrei. "Repentini incrementi nella velocità di sollevamento della terra".


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

14/03/2025 14:41 - Interviste
Direttore INGV: Campi Flegrei, vi spiego come si forma un terremoto. La deformazione prosegue
Ascolta l'articolo?
Audio generato in automatico e letto da voce virtuale: potrebbe non funzionare sempre correttamente, o esserci difetti di pronuncia o intonazione.

Dal 1950 a oggi i Campi Flegrei si sono alzati di oltre 4 metri. Repubblica ha intervistato Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv, che ha dichiarato: "E negli ultimi giorni il sollevamento è passato da un centimetro a 3 al mese, circostanza che favorisce una recrudescenza della sismicità. I Campi Flegrei sono un vulcano attivo che non si può pensare di governare. Finché continuerà il sollevamento del suolo, registreremo terremoti. E con quello sismico vanno valutati i rischi geochimico, con il rilascio di anidride carbonica, e quello eruttivo", spiega.

Il direttore Mauro Antonio Di Vito usa parole semplici: "Una spinta dal profondo porta il suolo a sollevarsi, deformando le rocce sovrastanti e provocandone l'innalzamento. Così, nel deformarsi, le rocce possono arrivare al limite di rottura e i terremoti sono l'effetto di questa rottura. Non possiamo fare previsioni - spiega Di Vito - Possiamo però sottolineare come il verificarsi di terremoti di maggiore magnitudo e frequenza di accadimento dipenda sia dall'accumulo continuo di sforzo indotto da una deformazione che da vent'anni sollecita senza soluzione di continuità la crosta, sia anche da repentini incrementi nella velocità di sollevamento che ne sollecitano il comportamento fragile con fratture più frequenti, che liberano maggiore energia elastica".


PUBBLICITÀ

"L'accelerazione subita dal suolo nel corso dell'ultima scossa è stata molto intensa, la più alta mai registrata, ma per fortuna è rimasta localizzata in un'area limitata, anche se l'energia si è dissipata soprattutto in direzione est, e dunque il terremoto è stato molto avvertito anche a Napoli. Quanto alla magnitudo gli studi più recenti, che considerano sia analisi statistiche sia la sismicità storica dell'area, stimano che i terremoti legati al bradisismo possano avere una magnitudo massima attesa tra 4.5 e 5.0. Del tutto marginali, con i dati oggi a nostra disposizione, le probabilità di terremoti più intensi", ha concluso.


PUBBLICITÀ

Condividi questo contenuto

Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

ANNUNCI SPONSORIZZATI
Potrebbe interessarti
Guarda suGuarda su YouTube
Prossima partita del Napoli
NapoliNapoli
CremoneseCremonese
Napoli-Cremonese, i precedenti
Serie A, venerdì 24 aprile alle 20:45