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Diletta Leotta gli chiede del padre, Conte si commuove: "Cosimino, Mazzone e Champions"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Diletta Leotta gli chiede del padre, Conte si commuove: Cosimino, Mazzone e Champions

Antonio Conte, ex allenatore dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Dazn e non è mancata la commozione parlando del padre.


Antonio Conte ha rilasciato a Dazn una lunga intervista condotta da Diletta Leotta. Quest'ultima gli ha chiesto del padre Cosimino e l'ex mister dell'Inter si è commosso: "Parlare di papà mi emoziona sempre. Primo presidente, primo allenatore, la mia famiglia è stata importante. Prima venivi 'buttato' in strada perché papà e mamma dovevano lavorare. Prima c'era la strada che ti faceva crescere, la famiglia era importante ma in strada ti dovevi difendere, avevi a che fare non solo con bravi ragazzi ma anche con potenziali delinquenti. La famiglia è stata molto molto importante per me, ma papà e mamma hanno avuto un ruolo importante. Papà è sempre molto chiuso, però so che è molto orgoglioso".

Poi ha aggiunto: "Mi trovo molto bene a Milano, anche se avrei voluto viverla di più per la questione del Covid e per il fatto che siamo dovuti rimanere a casa. Ma Milano è una bellissima città. Mi sono ‘milanesizzato’ con le mie origini pugliesi. Uno può andare da qualsiasi parte, ma le origini te le porti sempre dietro e sei orgoglioso. Sogno? Vincere la Champions è il mio obiettivo e spero di raggiungerlo quanto prima. Se dormo la notte? Faccio fatica, quando sei allenatore sei responsabile di un gruppo di non solo calciatori. L’allenatore è responsabile un po’ di tutto e quando lo sei vai a dormire con i pensieri. Scacciarli e riuscire ad addormentarti non è proprio semplice, mi è capitato che nel pensare al dopo la vittoria mi sono tra virgolette rovinato il momento in cui ti devi gustare i sacrifici fatti". 


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Su Mazzone: "Un grandissimo maestro per me, ho segnato il primo gol in Serie A con lui. A 19 anni mi massacrò e ci rimasi male: eravamo in 10, gli avversari in 11, mi fece entrare ma c'era un assedio dell'altra squadra. A fine gara mi disse: 'Sei entrato male', mi ferì tanto ma ho capito che però era a fin di bene, era un messaggio anche per gli altri. Mazzone è stato un maestro, un maestro della carota e del bastone. Lui e Fascetti sono persone che porterò sempre nel mio cuore e alle quali dirò sempre grazie".

Pregi e difetti: "Il pregio è che do tutto me stesso, non mi risparmio e posso valorizzare al massimo l'azienda. Non penso di avere difetti da questo punto di vista perché chi dà sempre il massimo per il posto in cui si lavora non può avere grandissimi difetti. Devi avere la giusta presunzione, la giusta arroganza, però deve essere sempre figlia del tuo lavoro, del tuo impegno e della tua onestà. Forse sono troppo onesto, ma non lo reputo un difetto, per me è un pregio".


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