Di Vaio: "Maradona è come Budda. Conte? Non ha la bacchetta magica"
Interessanti considerazioni del regista e fotografo Giuseppe Di Vaio in merito a Diego Armando Maradona ed il Napoli.

Giuseppe Di Vaio, regista e fotografo, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Sogno nel Cuore: “La storia di Conte parla per lui. Un allenatore con alte probabilità di raggiungere gli obiettivi prefissati, questo dice la sua carriera. Dunque non si può non essere contenti per il suo arrivo. Lo sport però insegna che i successi vanno costruiti, nessun allenatore ha la bacchetta magica. L’arrivo di Conte ha senz’altro rinvigorito i tifosi. Però, dopo la scorsa stagione, credo bisogni restare ben ancorati al lavoro quotidiano e non fare voli pindarici. L’entusiasmo in questa città ci mette un attimo a scomparire ed il Napoli oggi ha bisogno di stabilità. Lo stesso noi tifosi”.
Come si spiega questo legame viscerale tra la popolazione partenopea, la città e la squadra?
“Non si spiega. Sarebbe come voler spiegare l’affetto che un figlio prova per la sua mamma. Ce lo godiamo semplicemente".
Osimhen: secondo lei resterà o partirà alla fine?
“Non ho gli elementi per capire il futuro di Osimhen. Posso dire però che se partirà gli sarò sempre grato come tifoso. Se resterà spero nel suo solito apporto”.
Ci racconti un po’ del mito di Maradona a Napoli e della sua misticità.
“Maradona per i Napoletani è come il Budda per i Tibetani. Riconosciuto da tutti come una divinità, un essere umano che ha saputo elevare la sua figura a quella di semi Dio. In quell’uomo abbiamo tutti visto una luce che è andata molto oltre lo sport. Non vado molto lontano dalla verità se penso che esista una Napoli (città) avanti Diego ed una dopo Diego”.
Quanto la riqualificazione di Napoli degli ultimi anni, penso ai quartieri spagnoli, è stata aiutata dallo sport?
“Non vorrei essere un bastian contrario ma penso di poter affermare che non c’è stato un vero lavoro di riqualificazione in questa città negli ultimi anni. Questo è un punto ampio e che confonde. Penso, tra le altre cose, al turismo di massa, oltre ai benefici economici, ha portato tante storture. Una di questa credo sia proprio il sovraffollamento di zone come i quartieri che hanno sempre rappresentato l’identità più autentica di questa città. Oggi è quasi del tutto sparita”.








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