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Di Lorenzo, parla lo scopritore: "Coordinazione pazzesca! Le uniche cose che sentivo dalla sua voce..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Di Lorenzo, parla lo scopritore: Coordinazione pazzesca! Le uniche cose che sentivo dalla sua voce...

Parla lo scopritore del calciatore del Napoli Giovanni Di Lorenzo, neo convocato in Nazionale dal commissario tecnico Mancini.


Fulvio Bertagna, direttore sportivo dell'ASD Valdottavo, squadra che ha lanciato Di Lorenzo del Napoli, ha parlato ai microfoni di tuttonapoli.net: "Giovanni ha cominciato qui nel 1998-99, praticamente a sei anni, perché aveva il fratello più grande che già giocava qui. Poi ha fatto tutta la trafila della scuola calcio e a 11-12 anni s'è trasferito alla Lucchese. Con noi ha giocato fin dalla categoria 'Leva' ed è andato via dopo aver fatto gli 'Esordienti'. Poi arrivò la Lucchese. Tendiamo a non specializzare fin da subito i ragazzi, li facciamo giocare un po' di qua e un po' di là. Però devo dire che il meglio lo dava da difensore centrale e da centrocampista centrale, anche perché sfruttava molto le sue doti fisiche. A dire il vero, ricordo più la persona che il calciatore. E' sempre stato un ragazzo squisito, proprio come ora. Ha sempre avuto una forte cultura del lavoro. Sono contento per lui perché ha fatto una carriera calcistica incredibile. Da Lucca andò a Reggio Calabria, poi ha fatto tappa anche a Teramo, Matera, Cuneo. Una vita pazzesca per un ragazzino. Al di là del fisico, lo si vedeva che aveva una marcia in più. Sul piano della corsa e per tanti altri aspetti. Aveva una qualità e una coordinazione già pazzesca a quell'età lì. Una buona tecnica di base, usava tutt'e due i piedi. E poi quel ragazzino non lo sentivi mai".


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Poi aggiunge: "Le uniche volte che lo sentivo parlare era quando arrivava, perché doveva salutare, e quando andava via, per il medesimo motivo. 'Ciao Fulvio', 'Ciao Fulvio', le uniche parole che sentivo dalla sua voce quando c'era allenamento. Era molto positivo a livello caratteriale, attitudinale. Se non avesse avuto quest'atteggiamento, non avrebbe sopportato una carriera come la sua. Ha fatto una vita calcistica molto dura. Non è timido, se ha da dire qualcosa la dice. Ha un carattere stupendo. Quando venne qui, si mise in mezzo ai bambini con la massima disponibilità. E' sempre stato così. L'ultimo anno che giocò nella Lucchese, facevamo un torneo qui al paese nostro e lui venne a darci una mano. Non tirò mai una volta indietro la gamba, si fece anche male per aiutarci".


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