Di Fusco ricorda Mario Corso: "Ci ha fatto diventare uomini! Le sue regole me le sono portate dietro"

L'ex calciatore Raffaele Di Fusco ricorda Mario Corso con alcune significative parole in suo omaggio.
L'edizione odierna di Repubblica rende omaggio alla scomparsa di Mario Corso con dei ricordi nelle interviste di chi fu suo allievo nel Napoli Primavera del '79. Dici Mario Corso, scomparso ieri all’età di 78 anni, e pensi alle sue magie in campo con la grande Inter di Helenio Herrera. Mariolino ha anche avuto una felice parentesi napoletana: responsabile del settore giovanile e allenatore della Primavera dal 1978 al 1982. Semifinale del Viareggio (sconfitta ai rigori contro il Dukla Praga) e uno storico scudetto conquistato nel 1979: queste le medaglie esibite con orgoglio durante la sua esperienza in azzurro.
Lui e Sormani gli artefici di un grande vivaio che non temeva rivali. In quel gruppo c’erano, tra gli altri, Raffaele Di Fusco, Costanzo Celestini, Luigi Caffarelli e Giuseppe Volpecina che poi il 10 maggio 1987 vinsero un altro scudetto, quello di Diego Armando Maradona. «Corso era una persona speciale — ricorda proprio Di Fusco — ci ha fatto diventare uomini. Lui voleva che fossimo sempre ordinati ed educati. Le sue regole me le sono portate dietro nel corso di tutta la mia carriera. Mi ha fatto tantissimi gol — sorride — ma ricordo che mi spronava sempre a dare il massimo. Terminavamo gli allenamenti con la sessione dei tiri. Una volta ero stanco e lui mi incitava a non mollare. La scuola di Corso era affascinante: preferiva la tecnica alla fisicità».







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