Di Fusco: "Ma quale vendetta del Napoli a Parma". Poi punge Meret
L'ex portiere azzurro ha ricordato la retrocessione matematica in Serie B del Napoli nel 1998 proprio sul campo dei ducali: "Ma è acqua passata".

Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli, è intervenuto a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live. Queste le sue parole: "Nel '98 a Parma ricordiamo tutti la retrocessione, il calcio è un mestiere pratico e pensiamo alla partita successiva. Andare a pensare ad una vendetta è inutile".
Poi ha aggiunto: "Bisogna allentare le pressioni, il carico delle responsabilità, con il Genoa ho visto un Napoli contratto ma se gioca come sa, non c'è storia. Meret? Da un portiere del suo livello mi aspettavo qualcosina in più sul primo gol, lì deve tirarla fuori dalla linea, deve fare una parata di recupero mandando la sfera lateralmente; sul secondo è la fase difensiva della squadra che mi ha stupito, non si può prendere un gol del genere ad alti livelli. Comunque è acqua passata, ora bisogna vincere e basta".
"A gennaio c'è stata la svolta nella mentalità, poi febbraio e marzo sono stati negativi ma questo non abbassa il valore di questa squadra e tutto ciò che hanno fatto di straordinario, un lavoro eccellente, dal primo all'ultimo uomo dello staff, della società e anche della squadra. Olivera centrale? Secondo me abbiamo pagato un po', forse lì Conte aveva intuito la difficoltà inserendo Billing. Al Napoli mancava la torre centrale perché il tecnico evidentemente non ritiene Rafa Marin all'altezza. Olivera è un buon difensore, al centro sa fare bene ma il colpo di testa non è il suo forte, ecco perché si è pensato a Billing. Peccato, non è andata bene, ora però pensiamo solo a battere il Parma", ha concluso l'ex portiere.
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